Povertà e giustizia

di • 5 Settembre 2020

... Immaginiamoci un mondo finalmente libero dai conflitti, un mondo in cui tutti i bambini vanno a scuola, un mondo senza l’oppressione della povertà ...

Originale su
bahaiteachings.org

Ottava parte della serie:

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Se veramente vogliamo che il futuro dell’umanità sia senza povertà, dicono gli insegnamenti bahá’í, questa possibilità è inestricabilmente legata all’istituzione della giustizia.

Questo eccezionale insegnamento stabilisce che l’eliminazione della povertà e l’istituzione della giustizia sono una coppia inseparabile di principi sociali bahá’í complementari:

Gloria e onore dell’uomo non sono le fortune e le ricchezze, tanto meno quelle che sono state illecitamente ammassate con estorsioni, malversazioni e corruzione alle spese di una popolazione sfruttata. Onore supremo, nobiltà e grandezza nel mondo umano e vera felicità in questa vita e in quella a venire — tutto questo si trova nell’equità e nella rettitudine, nella santità e nel distacco. Chi cerca la distinzione si accontenti di una provvista frugale, cerchi di sollevare le sorti dei poveri del regno, scelga la strada della giustizia e percorra la via di un intrepido servizio. (‘Abdu’l-Bahá in in La Fidatezza. Compilazione della Casa Universale di Giustizia, pagg. 28, 29)

…ci deve essere una soluzione dei problemi sociali e delle questioni economiche basata sulla giustizia per tutti… (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, Volume 6, p. 315)

I governi dei vari paesi devono conformarsi alla Legge divina che garantisce uguale giustizia per tutti. Questa è la sola via che permetterà l’abolizione del deplorevole eccesso di ricchezze e della miserevole, demoralizzante e degradante povertà. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 167)

Questo principio fondamentale riguardante l’intima relazione tra la giustizia e l’eliminazione della povertà proviene direttamente dal profeta e fondatore della Fede bahá’í, Bahá’u’lláh. Quando Bahá’u’lláh scrisse le sue Tavole ai re e ai governanti del mondo dall’esilio ad Adrianopoli alla metà del XIX secolo, disse a quei leader mondiali che Dio li considerava i principali responsabili delle condizioni deplorevoli delle loro società.

In quelle lettere senza precedenti, di un esule e di un prigioniero ai governanti del mondo, Bahá’u’lláh censurò e condannò l’avidità, la guerra e l’oppressione che essi stavano perpetrando e intimò a coloro che detenevano l’autorità civile e il potere, di istituire un regno di giustizia che Bahá’u’lláh condizionò alla riduzione degli armamenti, alla cessazione di guerre inutili e all’eliminazione degli oneri economici derivanti dal loro eccessivo militarismo sulle persone impoverite che essi governavano:

Dio ha posto nelle vostre mani le redini del governo dei popoli, perché li governiate con giustizia, salvaguardiate i diritti degli oppressi e puniate i malfattori. Se trascurate il dovere che Dio vi ha prescritto nel Suo Libro, i vostri nomi saranno annoverati fra quelli degli ingiusti ai Suoi occhi. Grave sarà davvero il vostro errore. (Bahá’u’lláhGli inviti del Signore degli Eserciti 98)

Questo primo avvertimento da parte di un profeta di Dio e fondatore di una delle principali religioni mondiali ha rappresentato una profonda sfida per quei re e governanti:

Se non trattenete la mano dell’oppressore, se trascurate di salvaguardare i diritti degli oppressi, quale diritto avete mai di vantarvi fra gli uomini? Di che cosa potete giustamente gloriarvi? Siete orgogliosi di ciò che mangiate e bevete, delle ricchezze che ammassate nei forzieri, della varietà e del costo degli ornamenti con cui vi adornate? Se la vera gloria consistesse nel possesso di cose così periture, allora la terra che calpestate dovrebbe vantarsi più di voi, perché è proprio lei che per decreto dell’Onnipotente vi fornisce e vi concede tutte queste cose. Nelle sue viscere si trova tutto ciò che possedete secondo quello che Dio ha ordinato. (Ibid., pag. 96)

Il tema fondamentale, della giustizia e della sua istituzione, precede gli ordini categorici di Bahá’u’lláh ai governanti del mondo:

O re della terra! Vediamo che aumentate le spese di anno in anno e ne fate sopportare il peso ai sudditi. Questa è, invero, un’assoluta e grande ingiustizia. Temete i sospiri e le lacrime di quest’Essere vilipeso e non imponete oneri eccessivi ai vostri popoli. Non li derubate per edificarvi dei palazzi; anzi, scegliete per loro ciò che scegliereste per voi stessi…

O governanti della terra! Riconciliatevi in modo da non aver più bisogno di armamenti, salvo quelli occorrenti a difendere i vostri territori e domini. Attenti a non trascurare il consiglio dell’Onnipotente, del Fedele.

Siate uniti, o re della terra! In tal modo si calmerà la tempesta della discordia fra voi e i vostri popoli troveranno riposo, se siete di coloro che comprendono. (Ibid., pag. 50)

Quando si verificherà questa riconciliazione internazionale, che gli insegnamenti bahá’í vedono come un’inevitabile e assoluta necessità globale, e come la fase finale della maturazione in atto della razza umana, essa ridurrà drasticamente l’attuale livello di spesa militare nel mondo. Stimata nel 2018 a 1,8 trilioni di dollari all’anno, questa enorme spesa, da sola, potrebbe sradicare completamente la fame e la povertà nel mondo e istruire ogni bambino sulla Terra.

Se riducessimo questa enorme spesa per eserciti e armamenti, potremmo anche garantire un alloggio sicuro per ogni essere umano.

Immaginiamoci un mondo finalmente libero dai conflitti, un mondo in cui tutti i bambini vanno a scuola, un mondo senza l’oppressione della povertà e dei senzatetto:

La conoscenza non è sufficiente; speriamo, per l’Amore di Dio, di metterla in pratica. Per questo è necessaria una Forza universale spirituale… Sapere che è possibile raggiungere uno stato di perfezione, è bene; marciare in avanti sul sentiero è meglio. Sappiamo che aiutare i poveri ed essere misericordiosi è buono e piace a Dio, ma la conoscenza da sola non nutre l’uomo che muore di fame, né i poveri possono essere riscaldati dalla conoscenza, o dalle parole, nel rigido inverno; dobbiamo dare l’aiuto pratico della gentilezza amorevole. (‘Abdu’l-Bahá, ‘Abdu’l-Bahá in London)

I bahá’í di tutto il mondo lavorano ogni giorno per quella visione del futuro dell’umanità.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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