Liberarsi dal consumismo

di • 29 Agosto 2020

... Effettivamente se vivessimo una vita del genere la nostra vita diventerebbe naturalmente più equilibrata e non tutta concentrata sull’avere ...

Originale su
bahaiteachings.org

Desiderare, comprare, ottenere e poi buttare: questo è diventato il nostro modo di vivere?

Alla stessa velocità con cui le merci lasciano le fabbriche altrettante vengono gettate nelle discariche. Un ciclo che ci riguarda tutti.

Il consumismo costituisce la forza trainante della tecnologia e dell’economia mondiale e la causa della crisi ambientale che incombe su di noi. Per questo motivo visionari come Jeremy Rifkin hanno espresso la necessità di una nuova economia, di un nuovo modo di vivere che abbandoni il consumismo.

Nel XIX secolo Bahá’u’lláh descrisse la natura distruttiva del materialismo sfrenato:

Guarda i popoli occidentali. Osserva come nell’inseguire ciò che è vano e futile abbiano sacrificato e continuino a sacrificare innumerevoli vite allo scopo di continuare a loro modo. (Bahá’u’lláhSpigolature 202)

Grazie alla rivoluzione industriale del XIX e dell’inizio del XX secolo, i paesi occidentali si sono sviluppati economicamente a un ritmo rapido, con una produzione industriale sempre crescente e nuove invenzioni ogni anno. Guardando indietro la vita sembra quindi incredibilmente arretrata. Tuttavia Bahá’u’lláh vedeva già i pericoli insiti nella nostra ossessione per il possesso di luoghi e di cose.

Le cose sono forse cambiate? In apparenza le cose sembrano molto meglio ora, soprattutto dal punto di vista privilegiato di un nuovo appartamento in un paese sviluppato. Tuttavia, esistono ancora enormi differenze tra i ricchi e i poveri nel mondo; i poveri sono ancora sfruttati per il lavoro a basso costo mentre i ricchi ne raccolgono i benefici. Non solo. A causa della crisi ambientale incombente, con la temperatura della Terra e il livello del mare in aumento, molte persone nelle generazioni future nei paesi in via di sviluppo saranno sacrificate a causa del consumismo dei paesi sviluppati.

Eppure continuiamo a consumare, anche se la maggior parte di noi sa che la nostra ossessione per le cose materiali non ci porterà felicità. Perché? Perché non è il nostro scopo nella vita avere sempre più cose. Come dicono gli insegnamenti bahá’í:

Il merito dell’uomo è nel servizio e nelle virtù e non nello sfarzo dell’opulenza e della dovizia. (Bahá’u’lláhTavole 126)

La Fede bahá’í e tutte le vere religioni insegnano che lo scopo nella vita è adorare Dio e farlo attraverso l’amore, rispecchiando le sue virtù e servendo gli altri. Quando serviamo i servi di Dio, serviamo Dio e troviamo il nostro vero scopo. È qui che risiede il nostro significato e la nostra realizzazione. Questo è ciò che ci porterà alla vera felicità.

D’altra parte la ricerca esclusiva del piacere finisce solo nel dolore. Questo significa che dovremmo tutti liberarci dei nostri averi e vivere una vita di privazione e povertà? Gli insegnamenti bahá’í ci dicono di no. Possedere cose non è sbagliato in sé e per sé. Il problema è quando queste si frappongono tra noi e Dio. Come spiegato da Bahá’u’lláh:

Sappiate che «mondo» sta a significare l’ignoranza di Colui Che è il vostro Artefice e l’assorbimento in tutto ciò che non è Lui. «Vita avvenire», d’altro canto, significa ciò che vi avvicina in sicurezza a Dio il Gloriosissimo, l’Incomparabile. Tutto ciò che in questo Giorno vi distoglie dall’amare Dio non è altro che il mondo. Rifuggitelo, per essere annoverati fra i beati. (Bahá’u’lláhSpigolature 285)

I piaceri e i possedimenti non sono il problema: il problema è il nostro attaccamento ad essi. Quando siamo troppo attaccati al possesso delle cose, le teniamo così strette che allentiamo la nostra presa alla cosa più importante: le nostre anime. Quindi, come possiamo assicurarci che le cose materiali non si frappongano tra noi e Dio? Baha’u’llah ha scritto:

I migliori degli uomini sono quelli che si guadagnano da vivere col proprio lavoro e spendono i loro proventi a beneficio proprio e del loro prossimo per amor di Dio, il Signore di tutti i mondi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Persiano, n. 82)

Possiamo trascendere il nostro attaccamento alle cose materiali amando Dio e servendo gli altri. Agire per amore di Dio crea equilibrio nelle nostre vite. Quando dedichiamo tutte le nostre azioni ai nostri desideri egoistici, le nostre vite diventano squilibrate e distruttive. L’opposto di ciò che vogliamo finisce per accadere. Vogliamo essere felici, quindi accumuliamo sempre più ricchezza e ci concediamo piaceri sempre più insignificanti, ma cosa finisce per accadere? Ci sentiamo infelici perché le nostre anime muoiono di fame quando non ricevono il loro vero cibo, l’amore di Dio. Per essere veramente felici, dobbiamo vivere una vita dedicata a qualcosa di più elevato di noi stessi.

Come esprimere il nostro amore per Dio, quando non possiamo conoscere o capire il nostro Creatore? Possiamo vivere una vita dedicata agli altri, alla luce di Dio che risplende negli altri. Camminare su questo sentiero porta a una felicità vera e duratura. Possiamo annusare le rose lungo la strada, possiamo gustare cibo delizioso, passatempi piacevoli, posti meravigliosi, ma non dovremmo lasciarci distrarre da queste cose. Queste cose non dovrebbero portarci fuori dal sentiero verso Dio.

Effettivamente se vivessimo una vita del genere la nostra vita diventerebbe naturalmente più equilibrata e non tutta concentrata sull’avere. Non vivremo più una vita votata al consumismo. Quindi ridurremo drasticamente il nostro impatto distruttivo sulla Terra perché avremo tutti un’impronta di carbonio molto più piccola e meno obiettivi materialistici:

È cosa bella e lodevole progredire materialmente, ma ciò facendo non bisogna trascurare il progresso più importante, quello spirituale, e non bisogna chiudere gli occhi alla luce divina che brilla fra noi. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 65)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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