La casa, un diritto umano

di • 22 Agosto 2020

... solo quando considereremo tutti gli esseri umani come membri di un’unica famiglia e, di conseguenza, adotteremo politiche personali, filantropiche e governative che limitino gli estremi di ricchezza e povertà ...

Originale su
bahaiteachings.org

Settima parte della serie:

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La causa ultima del vagabondaggio

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Povertà e giustizia

Fotografia di Steven Lilley (CC BY-SA 2.0)

Milioni di persone nel mondo, dai bambini agli anziani, non hanno una casa, ma il diritto internazionale definisce la casa come un diritto umano fondamentale. Cosa ne pensate? Ognuno di noi ha diritto a un tetto sopra la propria testa?

I sondaggi indicano che la maggior parte degli statunitensi, circa il 75% di tutti gli intervistati nel corso di più sondaggi, considera l’alloggio come un diritto umano fondamentale. Nei paesi europei, questa cifra è ancora più alta. Molte comunità religiose sono d’accordo, compresa la comunità bahá’í. Gli insegnamenti bahá’í affermano con molta chiarezza che ogni essere umano, indipendentemente dal proprio reddito, ha diritto ad una casa:

…Bahá’u’lláh ha esposto principi guida e insegnamenti per la riorganizzazione economica. Egli ha rivelato alcune regole che assicurano il benessere della confederazione. Come i ricchi si godono la vita circondati da agi e da lussi, così anche i poveri devono avere una casa e disporre del sostentamento e delle comodità adeguati ai loro bisogni. Questo riaggiustamento dell’economia sociale è della massima importanza, perché assicura la stabilità del mondo dell’umanità e finché non sarà realizzato sarà impossibile avere felicità e prosperità. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 199)

Uno dei più importanti principi fra gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh è il diritto di ogni essere umano al pane quotidiano col quale sussiste, ovvero la parificazione dei mezzi di sussistenza. La sistemazione delle condizioni dei popoli dev’essere tale che la povertà scompaia, che ognuno abbia, secondo il proprio rango e la propria posizione, un proprio agio e un proprio benessere, quanto più è possibile. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 164)

“… il povero deve, allo stesso modo, avere una casa …” disse chiaramente ‘Abdu’l-Bahá nel 1912. Negli Stati Uniti questo problema ha una storia che non tutti conoscono e che quindi vale la pena di esaminare brevemente. Nel suo discorso del 1944 sullo stato dell’Unione, il presidente Franklin Delano Roosevelt dichiarò una “Seconda Carta dei diritti”, che includeva il diritto a una casa dignitosa.

Poi, nel 1948, gli Stati Uniti firmarono la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, che riconosce l’alloggio come una componente essenziale del diritto umano a un livello di vita adeguato:

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. (Dichiarazione universale dei diritti umani. Articolo 25, comma 1)

Quasi due decenni dopo, i paesi membri dell’ONU hanno codificato questo diritto umano fondamentale a un alloggio adeguato in un trattato vincolante chiamato Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR) del 1966. Gli Stati Uniti hanno firmato l’ICESCR, e quindi devono difenderne legalmente “l’oggetto e lo scopo”. Poi, nel marzo del 2011, gli Stati Uniti si sono impegnati, con il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, a “ridurre il numero dei senzatetto”, “rafforzare le garanzie per proteggere i diritti” dei senzatetto e continuare gli sforzi per garantire l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili per tutti.

Ovviamente, gli Stati Uniti hanno ancora un problema con il numero dei senzatetto in rapida espansione, con circa mezzo milione di americani per la strada. Quindi, nonostante quelle leggi e trattati legalmente vincolanti, gli Stati Uniti li ignorano e li violano continuamente ogni giorno non riuscendo ad affrontare questa grave epidemia di senzatetto.

Allora qual è la soluzione? Il governo degli Stati Uniti dovrebbe costruire una casa per ogni senzatetto e darla loro gratuitamente?

Questo non è previsto dalle leggi e dai trattati. Questi stabiliscono invece che ogni governo nazionale garantisca progressivamente il diritto a un alloggio adeguato attraverso politiche e bilanci illuminati. Gli Stati Uniti non lo hanno fatto a sufficienza, come tutti possono vedere in quasi tutte le aree urbane americane in cui i senzatetto sono diventati molto diffusi

Parte della ragione di questa inerzia deriva dal fatto che l’attuale politica americana per gli alloggi considera le abitazioni come una merce il cui valore è determinato principalmente dal mercato, piuttosto che come una risorsa necessaria per gli esseri umani. Altri paesi, come Finlandia, Francia, Scozia e Sud Africa, per citarne solo alcuni, vedono la questione in modo diverso e hanno stabilito il diritto fondamentale alla casa nelle loro costituzioni o nelle loro leggi.

In Scozia, ad esempio, l’Homeless Act del 2003 impone il diritto per tutti i senzatetto a essere immediatamente ospitati e dà loro il diritto a un alloggio di sostegno a lungo termine per tutto il tempo necessario. Di conseguenza in Scozia raramente si vedono dei senzatetto e, quando accade, si tratta solo di un breve periodo prima che la persona venga ospitata. Nelle città scozzesi, vedere un senzatetto per le strade è diventato piuttosto insolito.

Questo tipo di politica governativa illuminata si avvicina allo standard bahá’í di impegno spirituale e considerazione per coloro che non hanno casa. ‘Abdu’l-Bahá ha espresso questa visione bahá’í di uno stato futuro della società umana:

Il mondo troverà finalmente la pace e le parità e i diritti degli uomini saranno rispettati. Le capacità del genere umano saranno messe alla prova e si giungerà al punto in cui la parità sarà una realtà. Tutti i popoli del mondo avranno interessi comuni e i poveri possiederanno una parte degli agi della vita. Come i ricchi sono circondati dal lusso nei loro palazzi, i poveri avranno almeno una casa comoda e gradevole. E come i benestanti godono di una varietà di cibi, i bisognosi avranno tutto il necessario e non vivranno più nella miseria. In breve, si avrà un riassetto dell’ordine economico… (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 112)

Questo “riassetto dell’ordine economico” avrà luogo, ci assicurano gli insegnamenti bahá’í, solo quando considereremo tutti gli esseri umani come membri di un’unica famiglia e, di conseguenza, adotteremo politiche personali, filantropiche e governative che limitino gli estremi di ricchezza e povertà:

Il più grande strumento per la prevenzione della povertà è che le leggi della comunità siano formulate e applicate in modo tale che non sia possibile che pochi siano milionari e molti indigenti. Uno degli insegnamenti di Bahá’u’lláh è il riequilibrio dei mezzi di sostentamento nella società umana. Con questo assestamento non ci potranno essere estremi nelle condizioni umane riguardo alla ricchezza e al sostentamento. (Ibid., pag. 237)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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