Come l’educazione spirituale può cambiare il mondo

di • 20 Giugno 2020

... Chissà se la decisione della nostra famiglia e le sfide che ci siamo posti serviranno a preparare meglio le nostre figlie a vivere una vita significativa? ...

Originale su
bahaiteachings.org

Nella foto la sede della
Townshend International School

Di recente ci siamo trasferiti dalla California alla Repubblica Ceca. Alcuni dei nostri amici, sconcertati da questo grande cambiamento, si sono domandati quale fosse il motivo.

Ecco la risposta in breve: ci siamo impegnati in questo importante cambiamento transcontinentale perché crediamo che offra alle nostre due ragazze l’opportunità per vivere una vita più significativa.

Le nostre figlie hanno infatti appena iniziato a frequentare la Townshend International School a Hluboka nella Repubblica Ceca, una cittadina di circa 5.000 persone, due ore a sud di Praga. Quindi adesso abbiamo una casa nella Repubblica Ceca ma, nel frattempo, non abbiamo lasciato completamente gli Stati Uniti. Per prendermi cura della mia attività e di altri obblighi, una o due volte al mese mi reco nel paese che amo e che mi ha dato rifugio quando sono dovuto fuggire dalle persecuzioni religiose in Iran. Gli Stati Uniti saranno per sempre casa nostra.

Vorrei però spiegarvi un po’ meglio e farvi capire perché ci siamo decisi per un trasferimento così drastico da una parte all’altra del mondo. In accordo ai suoi principi educativi, ispirati agli insegnamenti bahá’í, la Townshend International School si concentra sull’altruismo e sul fare tutto il possibile per amare tutta l’umanità e rendere il mondo un posto migliore:

Ogni anima imperfetta è rivolta verso se stessa e pensa solo al proprio bene. Ma allorché i suoi pensieri si allargano di poco, essa incomincia a pensare al benessere e all’agiatezza della sua famiglia. Se le sue idee si allargano ulteriormente, si preoccupa della felicità dei suoi concittadini; e se si allargano ancora, pensa alla gloria della sua terra e della sua razza. Ma quando le idee e le opinioni giungono all’apice dell’espansione e pervengono allo stadio della perfezione, allora essa si interessa dell’elevazione del genere umano, diverrà amica di tutti gli uomini e mirerà al bene e alla prosperità di tutti i Paesi. Questo è un segno di perfezione. (‘Abdu’l-BaháAntologia 72)

La scuola, con il suo modello di apprendimento, enfatizza la nobiltà umana, pone l’accento sull’importanza del carattere e delle azioni concrete rispetto ai voti, e sostiene il dovere di ciascuno studente di investigare indipendentemente la verità per allontanarsi da pregiudizi che, appresi per imitazione, affliggono l’umanità sotto forma di razzismo, nazionalismo e fondamentalismo.

Questa filosofia educativa si basa su di un fondamentale principio della Fede bahá’í che ci insegna a considerare tutta la Terra come un solo paese e tutta l’umanità come i suoi cittadini:

Lavoriamo e preghiamo per l’unità del genere umano, perché tutte le razze della terra diventino una razza sola, tutti i paesi un unico paese e tutti i cuori battano come un sol cuore, lavorando insieme per l’unità e la fratellanza perfette. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 108)

Prima di prendere la decisione di trasferirci e di iscrivere le nostre figlie alla Townshend International School, lo scorso giugno ho partecipato alla cerimonia per la fine dell’anno scolastico. Durante questo evento gli studenti più giovani si sono presentati sul palco per ringraziare i loro compagni appena diplomati e fare loro gli auguri. Successivamente è stato consegnato il premio allo studente dell’anno, assegnato per aver dedicato la propria vita al servizio degli altri, e poi altri premi basati su risultati come l’aver mostrato passione e capacità straordinarie in matematica. Mentre assistevo alla cerimonia ho sentito che questi giovani adulti erano stati preparati a vivere una vita gratificante e significativa al servizio dell’umanità.

Il preside Vivek consegna un premio ad uno studente

Il preside Vivek consegna un premio ad uno studente

Nel suo discorso ai neodiplomati, il preside ha spiegato in che modo una scuola possa sviluppare un elevato livello di altruismo e consapevolezza spirituale nei suoi studenti e ha indicato quella che ha definito “la capacità peculiare dei nostri diplomati:”

È la capacità di plasmare consapevolmente la propria identità, un impegno fondamentare che deve continuare per tutta la vita. Questa competenza, come il saper leggere, viene appresa ma poi deve essere praticata e raffinata. Il suo risultato finale è:

…che l’uomo conosca se stesso e discerna ciò che conduce alla grandezza o all’umiliazione, alla gloria oppure al disonore, alla ricchezza ovvero alla miseria. (Bahá’u’lláhTavole 30)

Quindi il dottor Williams ha nuovamente citato gli scritti bahá’í sottolineando che:

Vero discapito è quello di colui i cui giorni sono trascorsi nella completa ignoranza del proprio vero essere. (Ibid., p. 142)

Ha poi proseguito dicendo: “Credo che, durante gli anni passata alla Townshend International School, i nostri studenti sviluppino la fondamentale capacità di rispondere a domande difficili grazie alla volontà di andare oltre il proprio ego, di essere introspettivi, di riflettere e di agire. Per rendervi conto che questa capacità è ben consolidata e pronta per essere praticata e ulteriormente sviluppata, basta che ascoltiate il vostro cuore.”

“Uno degli errori più gravi è pensare che le proprie azioni non contribuiscano a cambiare il mondo. Tutti questi studenti hanno nelle proprie mani la capacità di causare un profondo cambiamento nel destino del nostro pianeta e di gloriarsi non di amare solo il proprio paese ma di amare tutto il genere umano.”

Credo davvero che il mondo futuro possa potenzialmente assomigliare a ciò a cui ho assistito e a ciò che offre questa scuola. Mentre sedevo lì ad ascoltare non ho potuto fare a meno di desiderare che tutti gli studenti e tutti i genitori possano sperimentare questo tipo di istruzione.

Ma quell’esperienza mi ha anche fatto riflettere su alcune scuole negli Stati Uniti e sui loro obiettivi didattici. In netto contrasto, la precedente scuola delle mie figlie in California sembrava essere ossessionata non tanto dallo spirito di servizio, ma piuttosto dall’individualismo, con una particolare attenzione alla sessualità.

Quella scuola, come molte scuole del mondo occidentale, si fonda su una definizione angusta di progresso, tutta incentrata sulla soddisfazione dell’ego e sull’amore per se stessi. Gran parte dell’attenzione era dedicata a stimolare i bambini a esplorare lo “spettro” della loro sessualità, prima ancora che avessero raggiunto la pubertà. Un numero significativo dei loro alunni, a 11 anni, si identifica come bisessuale.

Un gruppo di studenti della Townshend International School

Un gruppo di studenti della Townshend International School

Trovo che questa ambiguità intenzionale sulla propria identità, creata nelle menti dei bambini, sia semplicemente inutile, specialmente per bambini di dieci e undici anni. Avrei voluto che la scuola insegnasse semplicemente amore e tolleranza nei confronti di tutti e focalizzasse molto più l’attenzione dei bambini sui loro impegni accademici e, cosa ancora più importante, sul vivere una vita di altruismo e di servizio, lasciando che la loro sessualità si sviluppasse al di fuori delle attività accademiche. Forse questa incessante attenzione verso se stessi spiega uno dei motivi per cui le nostre figlie hanno ripetutamente assistito a gravi atteggiamenti razzisti nei confronti di alcuni degli studenti neri. La scuola, nonostante si definisca progressista, non si preoccupa di porre l’attenzione sull’unità delle razze e sull’eliminazione del pregiudizio razziale.

Quella scuola non ha posto alcuna attenzione sul servizio al genere umano e non ha aiutato gli studenti a capire che il vero pensiero rivoluzionario e progressista ci farebbe pensare molto meno a noi stessi e alla nostra felicità, ma piuttosto a rendere felici gli altri, sapendo molto bene che la vera felicità si raggiunge aiutando il prossimo. In tal senso, alla fine del suo discorso, il preside Williams ha citato ‘Abdu’l-Bahá riguardo al modello bahá’í di servizio amorevole e disinteressato all’umanità:

Se qualcuno vuol venire alle mani con voi, cercate d’essergli amico; se vuol pugnalarvi, siate balsamo per le sue ferite; se di voi si fa beffe e vi deride, andategli incontro con amore. Qualcuno accumula accuse su voi, e voi elogiatelo; vi dà un veleno mortale, e voi offritegli in cambio il miele più scelto; minaccia la vostra vita, e voi donategli un farmaco che lo curi per sempre. Se egli fosse per voi la sofferenza in persona, siate la sua medicina; se aculeo, voi per lui rose e soffice erba. Modi e parole siffatte da parte vostra potranno far sì che questo mondo oscuro divenga finalmente luminoso che questa terra di fango diventi un paradiso… sì che cessino per sempre guerre e lotte, e l’amore e la fiducia piantino le tende sulle vette del mondo. (‘Abdu’l-BaháAntologia 41)

Chissà se la decisione della nostra famiglia e le sfide che ci siamo posti serviranno a preparare meglio le nostre figlie a vivere una vita significativa? Il tempo lo dirà. Per ora, posso dire di essere affascinato dal nobile obiettivo che la Townshend International School si pone: raggiungere l’unità del genere umano, uno studente altruista alla volta. Siamo eternamente grati a Reza e Ramona Reyhani per aver generosamente fondato questa meravigliosa scuola.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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