Andare a Skid Row di proposito

di • 27 Giugno 2020

... Se tu dai loro solo parole, quando si mettono le mani in tasca dopo che te ne sei andato, non si ritroveranno certo più ricchi per merito tuo ...

Se avete mai visitato Skid Row, che in italiano significa strade di persone in difficoltà, nel centro di Los Angeles, o altri bassifondi di qualsiasi area urbana, che spesso negli Stati Uniti prendono il nome di Skid Row, è facile capire come hanno preso quel nome.

In genere nelle città i bassi fondi sono la destinazione delle persone in difficoltà che cercano i distretti urbani emarginati, in cui si riuniscono i poveri e i senzatetto, e lì cercano di portare avanti la propria esistenza. Luoghi dove è possibile trovare alloggi economici, edifici fatiscenti e agenzie di servizi sociali che cercano di aiutarli. La maggior parte delle grandi città ha un quartiere degradato.

Di solito i bassifondi delle città non si trovano sulle mappe, nelle guide turistiche o nei siti web. Pochi visitatori vedono quei luoghi come una destinazione piacevole. Ecco perché, quando ‘Abdu’l-Bahá viaggiò negli Stati Uniti, nel 1912, molte persone furono sorprese quando chiese di andare al Bowery.

Perché il leader di una religione mondiale arrivato dall’oriente dovrebbe voler visitare la zona più povera e le persone più povere di New York City?

Cent’anni fa, uno dei bassifondi di New York City, noto come Bowery, conteneva una vasta popolazione di senzatetto, vagabondi, alcolizzati, tossicodipendenti, prostitute e poveri immigrati. A causa della sua vasta popolazione di poveri, la prima sede della YMCA fu stabilita nel Bowery nel 1873 e un noto ricovero per senzatetto, chiamato Bowery Mission, fu istituito nel 1880. Oggi il Bowery è ampiamente gentrificato, sebbene la Bowery Mission sia ancora in funzione.

‘Abdu’l-Bahá, noto anche come il Maestro, figlio di Bahá’u’lláh e leader della Fede bahá’í dopo la morte di suo padre, incontrò molte figure di spicco in America durante il suo viaggio negli Stati Uniti e in Canada, tra le quali l’industriale e filantropo Andrew Carnegie, l’inventore Alexander Graham Bell, il leader sindacale Samuel Gompers e il famoso esploratore Robert Peary.

La Bowery Mission che ‘Abdu’l-Bahá visitò a New York

La Bowery Mission che ‘Abdu’l-Bahá visitò a New York

Ma salutare i poveri e i senzatetto nella Bowery Mission la sera del 19 aprile 1912, superò per importanza tutti quegli incontri.

“Sono innamorato dei poveri”, ‘Abdu’l-Bahá disse a Juliet Thompson, un’artista americana bahá’í che viveva a New York. Juliet quella notte lo accompagnò alla Bowery Mission, sentì le sue commoventi parole e poi guardò mentre stringeva la mano, uno ad uno, alle centinaia di poveri. Ad ogni uomo diede almeno una moneta d’argento (l’equivalente oggi di sei dollari), nella missione erano sufficienti per un letto per la notte e per due pasti. Questo dono simbolico, disse il Maestro nel suo discorso alla Bowery Mission quella sera, rappresentava il suo amore e la sua cura per quegli uomini indigenti:

Stasera sono molto felice, perché sono venuto qui per incontrare i miei amici. Vi considero miei parenti, miei amici e sono il vostro compagno.

Dovete essere grati a Dio di essere poveri, perché Gesù Cristo ha detto: «Beati i poveri». Non ha mai detto: «Beati i ricchi». Ha anche detto che il Regno è per i poveri e che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno di Dio. Perciò dovete essere grati a Dio perché, sebbene in questo mondo siate indigenti, nel Regno di Dio siete preziosi. Anche Gesù era povero. Non era ricco. Vagava nel deserto, viaggiando fra i poveri, e si sostentava con erbe selvatiche. Non aveva un posto dove posare il capo, non aveva casa. Viveva all’aperto esposto al caldo, al freddo e al gelo, a ogni genere di intemperie, ma preferì questo alla ricchezza. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 35)

Nel suo diario Juliet Thompson registrò ciò che successe dopo il commovente discorso di ‘Abdu’l-Bahá:

Mentre gli uomini si erano messi in fila verso di lui il Maestro tese la mano verso il primo, prese la mano di quell’uomo e vi lasciò qualcosa. Forse cinque o sei quarti, perché John Good mi disse in seguito che quelli completamente indigenti ricevevano di più. L’uomo alzò lo sguardo sorpreso. I suoi occhi incontrarono lo sguardo del Maestro, che sembrava immergersi profondamente nel suo cuore con una comprensione insondabile. Lui, questo povero abbandonato, deve aver saputo ben poco dell’amore o della comprensione umana; e ora, troppo all’improvviso, si trovava faccia a faccia con l’Amore Divino. Sembrava sorpreso, incredulo, come se non riuscisse a credere a ciò che vedeva. Poi i suoi occhi si diressero verso il Maestro, qualcosa di nuovo bruciava al loro interno, e gli occhi del Maestro risposero con un grande lampo, rivelando un amore più misterioso, più profondo. Un uomo che stava annegando fu salvato, o portato in cielo? Vidi tutto ciò ripetersi innumerevoli volte. (The Diary of Juliet Thompson, pagg. 259, 260)

Nel suo discorso ai senzatetto della Bowery Mission, ‘Abdu’l-Bahá raccontò loro la storia di suo padre Bahá’u’lláh che scelse una vita spirituale piuttosto che una materiale:

Noi speriamo nella misericordia di Dio e non v’è dubbio che Egli concede la Sua la compassione ai poveri. L’ha detto Gesù Cristo, l’ha detto Bahá’u’lláh. Mentre Si trovava a Baghdad, ancora in possesso di grandi ricchezze, Bahá’u’lláh lasciò tutto quello che aveva e Se ne andò da solo dalla città, per vivere per due anni fra i poveri. Essi furono i Suoi compagni. Mangiava con loro, dormiva con loro e Si gloriava di essere uno di loro. Fra i Suoi nomi scelse il titolo «il Povero» e spesso nelle Sue Tavole Si riferisce a Se stesso come Darvísh, che in persiano significa povero, e di questo titolo andava molto fiero. Ammonì tutti noi a servire i poveri, ad aiutare i poveri, a ricordare le loro sofferenze, ad associarci con loro, perché così potremo ereditare il Regno dei cieli. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 36)

Al termine della visita alla Bowery Mission, la sera tardi qualcuno chiese ad ‘Abdu’l-Bahá “se la beneficenza fosse consigliabile:”

Rise e, sempre ridendo, disse: “Certamente devi dare ai poveri. Se tu dai loro solo parole, quando si mettono le mani in tasca dopo che te ne sei andato, non si ritroveranno certo più ricchi per merito tuo! ” (The Diary of Juliet Thompson, p. 266)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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