Il valore di tutti gli esseri umani di tutte l’età

di • 1 Maggio 2020

... Porre loro domande. Ascoltare sinceramente l’esperienza di vita che portano. Sicuramente abbiamo molto da imparare ...

Originale su
bahaiteachings.org

È mia speranza che questa pandemia di coronavirus possa portare benefici inaspettati nella considerazione per gli anziani e per i molti oppressi nella società contemporanea.

L’impatto sproporzionato del COVID-19 sugli anziani forse ci aiuterà a pensare di più a questi preziosi esseri umani e al loro ruolo nella società. È mia speranza anche che i nostri pensieri per loro non siano semplicemente rivolti a capire come evitare che si ammalino, ma anche all’immensa ricchezza che la loro vita può portare a tutti noi.

Questo vale per tutti gli esseri viventi, ovviamente. Gli insegnamenti bahá’í ci chiedono di coinvolgere consapevolmente ogni essere umano, ad ogni livello della società. Ognuno infatti può contribuire al miglioramento della collettività:

Poiché fra le anime umane esistono diversi livelli di capacità e poiché vi sono differenze di capacità, le individualità differiscono fra loro. Ma in realtà, ciò è motivo di unità e non di discordia e inimicizia. Se i fiori di un giardino fossero tutti dello stesso colore, l’effetto sarebbe monotono a vedersi, ma se i colori sono variopinti, l’effetto è molto gradevole e bello. La differenza dell’ornamento dei colori e della capacità di riflessione tra i fiori conferisce al giardino bellezza e fascino. Perciò, anche se abbiamo individualità diverse, idee diverse e diverse fragranze, sforziamoci di vivere assieme in armonia, come fiori dello stesso giardino divino. Pur avendo ciascuna un proprio profumo e un proprio colore personale, le anime riflettono tutte la medesima luce, contribuiscono tutte alla fragranza della medesima brezza che soffia sul giardino, continuano tutte a crescere in completa armonia e totale accordo. Diventate come onde dello stesso mare, alberi di un’unica foresta, che crescono in amore, accordo e unità perfetti. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale, pagg. 26, 27)

È immaginabile una società senza anziani? Sarebbe sicuramente come un giardino con fiori tutti dello stesso colore, noioso e monotono per gli occhi. Invece gli anziani hanno un enorme contributo da dare, e, tuttavia, la cultura attuale, ossessionata dalla gioventù e dalla bellezza, non tiene in gran considerazione gli anziani: l’età influisce sulla capacità degli esseri umani di essere visibili, di essere ascoltati e di essere rispettati.

Ad esempio, le donne sono particolarmente colpite dai pregiudizi nei confronti della vecchiaia: molte donne anziane, socialmente condizionate a preoccuparsi per l’attenzione che la società pone alla giovinezza e alla bellezza, comprendono fin troppo bene la discriminazione basata sull’età, perché ne sono costantemente vittime.

In parole semplici, alle donne è stato insegnato che il loro potere, il loro status, la loro visibilità e persino la loro sicurezza sono legati alla loro capacità di influenzare gli uomini grazie al loro aspetto fisico.

Indipendentemente dal loro status, dalla loro razza o dalla loro classe economica, gli uomini detengono il predominio del potere sulle donne, sia per quanto riguarda l’accesso alle risorse che al potere fisico. Inoltre, la società insegna alle donne, fin da bambine, che le loro menti hanno scarso valore.

Questa dinamica sta cambiando, ma è una norma sociale che dobbiamo riconoscere: una volta riconosciutala, possiamo iniziare a capire come opera nella psiche delle donne. Si tratta di una norma sociale che continua ad essere profondamente radicata e determina il modo in cui le ragazze si vedono. Si aggiunga a ciò la discriminazione nei confronti delle donne non bianche e si comprende come l’oppressione di genere sia sempre più pesante.

Come conseguenza di questa pressione e di questa gerarchia sociali, le donne cercano inutilmente di sconfiggere il passare del tempo facendo tutto ciò che è in loro potere per rimanere belle e giovani quanto più possibile per tutta la vita. Il giro d’affari miliardario dell’industria cosmetica testimonia questa realtà.

L’equazione giovinezza + bellezza = potere per molte donne diventa un’ossessione estremamente malsana: poiché esse sono socialmente condizionate a credere che il loro valore si basi su aspetti materiali, questa radicata convinzione della realtà richiede necessariamente per le donne di coltivare, per quanto possibile, la loro bellezza, anche solo per essere viste e ascoltate, per essere visibili.

Man mano che invecchiano le donne si rendono conto di come la società le tratta. Più invecchiano, più la bellezza e la giovinezza sfioriscono e più diventano invisibili. Gli insegnamenti bahá’í ci mettono in guardia dal valutare solo gli aspetti fisici della vita, che sono destinati a non durare:

Il fascino mortale svanisce, le rose cedono il passo alle spine e la beltà e la giovinezza vivono un giorno e poi non sono più. Ma ciò che eternamente permane è la Beltà dell’Unico Vero, perché quello splendore non perisce e quella gloria dura per sempre; il suo fascino è onnipotente, infinita la sua attrazione. (‘Abdu’l-BaháAntologia 194)

A causa di questa visione materialistica e del condizionamento sociale che riducono il valore umano all’apparenza fisica, incluso il colore della pelle, tutto ciò di cui si è parlato grava ancora di più sulle donne di colore, in aggiunta al già incredibile peso che la nostra società oppressiva pone su di loro. Di conseguenza le persone anziane di colore, di tutti i sessi, sperimentano un livello di invisibilità ancora più elevato.

Quando misuriamo il valore umano esclusivamente in base alla bellezza esteriore e alla giovinezza, questo ha un effetto devastante sulla popolazione anziana. Razza, genere ed età combinati amplificano questo effetto. È fondamentale che si comprenda l’effetto che questo punto di vista materialistico ha sul tessuto sociale e, quindi, ripensare chi siamo come esseri umani.

Il valore umano deriva dalla natura spirituale in contrapposizione a quella fisica che la società oggi ha reso così dominante.

Il valore reale e la nobiltà di ogni essere umano derivano dalla sua natura spirituale, una natura che, a differenza di quella fisica, non invecchia mai. Comprendere tutto ciò ci insegna ad essere profondamente consapevoli, in ogni momento, che le relazioni interpersonali, non possono basarsi sulla razza, l’età o il genere, in quanto tutti gli esseri umani sono spiritualmente degni. Questa visione ci rende particolarmente consapevoli dei più invisibili e dei più oppressi nella società, ci aiuta a contrastare la loro svalutazione riconoscendo e sostenendo il loro vero valore e la loro capacità di manifestare lo scopo e il potenziale umano.

Con l’educazione e il progresso, questi fattori stanno leggermente migliorando, anche se ancora persiste la falsa narrativa di un’ossessione materialistica per la giovinezza e la bellezza. Tale narrativa influenza tutti, ma più degli altri influenza gli anziani. È facile capire come, in molti casi, questa narrazione disumana emargina, zittisce, isola e svaluta gli anziani. Quando questa superiorità si manifesta c’è il pericolo che l’esperienza di vita e la saggezza dei nostri anziani venga etichettata come “irrilevante”, “irragionevole”, “antiquata”, “testarda” e “obsoleta”, solo per fare qualche esempio. Pertanto dobbiamo guardare oltre l’età e l’apparenza esteriore, rispettare il valore degli anziani come esseri spirituali e tenere conto dei valori che la loro esperienza di vita ci trasmette.

Sono personalmente fiduciosa che con il progresso e la conoscenza della natura spirituale dell’esistenza umana, si avrà più considerazione del valore di ogni essere umano. Nel frattempo, durante questo periodo di quarantena, possiamo tutti pensare a come raggiungere i nostri anziani, interagire con quelli che conosciamo e avere conversazioni profonde e significative con loro. Porre loro domande. Ascoltare sinceramente l’esperienza di vita che portano. Sicuramente abbiamo molto da imparare. Abbiamo bisogno sia della saggezza degli anziani che dell’energia e della creatività dei giovani.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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