La verità al tempo della crisi globale

di • 10 Aprile 2020

... La capacità di una società di risolvere i problemi critici che si trova ad affrontare dipende dalla prevalenza e dalla pratica della veridicità ...

Originale su
bahaiteachings.org

Prima parte della serie:

Articolo successivo:
Riaccendere l’amore per la verità nella nostra cultura

Nella foto: La Verità che scaccia la Frode e fa smascherare da un genio la Calunnia, bozzetto di Pelagio Palagi (1775-1860). Bologna, Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte.

Viviamo in un momento di crisi globale come riconosciuto da molti esperti in vari campi.

Secondo un recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, l’umanità ha circa un decennio di tempo per cambiare radicalmente il suo stile di vita al fine di evitare la graduale catastrofe ambientale causata dai cambiamenti climatici.

Guerra, terrorismo, povertà, ingiustizie sociali inflitte a gruppi emarginati, oscene disuguaglianze all’interno e fra le nazioni stesse, continuano a tormentare il nostro mondo. Problemi spinti dalla competizione per il vantaggio e il privilegio, dalle convinzioni sulla superiorità di alcuni gruppi rispetto ad altri, da motivi egocentrici, e da varie forme di pregiudizio. Allo stesso modo, la polarizzazione sociale, l’indebolimento dei legami familiari, le dipendenze di vario genere, l’apatia e la solitudine minacciano la coesione sociale. I leader e i governi appaiono sempre più incapaci di accordarsi e di realizzare soluzioni a lungo termine agli urgenti problemi che ci troviamo ad affrontare.

Alcuni intellettuali perspicaci si spingono più in profondità e riconoscono che questi crescenti problemi, che colpiscono tutte le nazioni, non solo sono interconnessi e si rafforzano a vicenda, ma, come ha detto il fisico Fritjof Capra nel suo libro Steering Business Towards Sustainability, essi sono “diversi aspetti di una singola crisi”, e cioè “una crisi di percezione” dovuta al fatto che “la maggior parte di noi… sottoscrive i concetti di una visione del mondo obsoleta”.

Gli insegnamenti della Fede bahá’í attestano questa crisi di percezione e vanno ancora oltre, definendola come una crisi spirituale globale:

Le cause della crisi universale dell’umanità sono perciò fondamentalmente spirituali. (A nome di Shoghi Effendi, a un credente, 8 dicembre 1935, Preghiera. Meditazione. Devozione, pp. 24-5, n. 41)

Uno dei segnali che indicano come questa sia una crisi fondamentalmente spirituale appare evidente se consideriamo che la scelta di una persona di aggrapparsi a una visione del mondo convenzionale e obsoleta, oppure di mettere in discussione lo status quo e di impegnarsi a fare i sacrifici necessari per intraprendere una strada migliore, dipende molto più dalle condizioni della sua anima che da qualsiasi educazione o abilità intellettuali.

Gli scritti bahá’í spiegano inoltre come questo tipo di crisi globale abbia già precedentemente portato al declino e al collasso altre civiltà umane. Allo stesso tempo, gli insegnamenti bahá’í sottolineano come tali disfunzioni epocali e civili siano invariabilmente accompagnate dalla comparsa di nuove rivelazioni divine, che offrono rinnovate visioni di verità, bellezza e bontà e ispirano nuovi modi di vivere. Ci sarebbero molte cose da dire sul duplice processo di integrazione e disintegrazione che si verifica quando un vecchio ordine sociale si disintegra e intanto germogliano i semi di una nuova civiltà, ma consideriamo un aspetto importante di questa crisi, vale a dire la crisi della veridicità nel mondo di oggi.

Molti di noi intendono la veridicità come l’impegno di una persona a ricercare, parlare e vivere secondo verità. Questo impegno morale si collega strettamente a qualità come la sincerità, l’integrità, la fedeltà, l’affidabilità, ecc. Una crisi di veridicità, quindi, si verifica quando assistiamo a un crescente abbandono di questo impegno in tutta la società.

Al momento possiamo discernere una crisi di veridicità sia nei suoi effetti sulla psicologia degli individui sia nella corruzione e nel malfunzionamento delle istituzioni sociali. Un esempio particolarmente evidente di quest’ultimo problema è la guerra delle informazioni che si sta verificando nei sistemi politici e mediatici di oggi. Una guerra che ha creato camere di risonanza che esasperano le divisioni sociali e impediscono la comprensione e il dialogo reciproci. Queste si sono formate a seguito dell’esplosione delle fonti mediatiche in un mercato competitivo inteso principalmente a perseguire il profitto finanziario piuttosto che la verità. Esse fomentano la deliberata distorsione dei fatti da parte dei gruppi di interesse a fini commerciali e politici e spingono intenzionalmente i consumatori dei media verso l’accettazione acritica di intrattenimento senza senso e fonti di pseudo notizie che servono solo a confermare i loro pregiudizi.

Per quanto riguarda le conseguenze psicologiche della mancanza di veridicità, la maggior parte delle scuole di psicoterapia attestano l’angoscia e la sofferenza psichica causate dal mentire a se stessi e concordano invece sulla profonda onestà con se stessi e sull’assunzione di responsabilità che la guarigione psicologica richiede.

Questa crisi di veridicità ha creato una più profonda crisi nella civiltà umana. Bahá’u’lláh, il profeta e fondatore della Fede bahá’í, ha scritto:

In questi giorni la veracità e la sincerità sono dolorosamente afflitte tra le grinfie della falsità e la giustizia è tormentata dalla sferza dell’iniquità. Il fumo della corruzione ha avviluppato il mondo intero a tal segno che in ogni dove si vedono solo reggimenti di soldati e in ogni terra non si sente altro che fragor di spade. (Bahá’u’lláhTavole 34)

La capacità di una società di risolvere i problemi critici che si trova ad affrontare dipende dalla prevalenza e dalla pratica della veridicità a tutti i livelli. Se non ci si può fidare del fatto che i leader e le autorità parlino in modo veritiero, se i media non si sforzano di presentare valutazioni imparziali dei problemi critici che la società deve affrontare, se l’importanza di mantenere la propria parola non è più ampiamente sostenuta, se le relazioni essenziali che costituiscono una società non sono in gran parte basate su una comunicazione veritiera, allora il tessuto della società si disintegra. Oltre un secolo fa, Bahá’u’lláh ha riconosciuto questa crisi di verità come una caratteristica distintiva dei nostri tempi. Commentando l’affermazione profetica di Cristo sull’oppressione di quei giorni in Matteo 24:29, Bahá’u’lláh osservò che oggi sembriamo vivere proprio quei giorni predetti da Cristo:

Tali condizioni si osservano nei nostri giorni… Quale « oppressione » più atroce di quella di un’anima che cerca la verità e, desiderando pervenire alla conoscenza di Dio, non sappia dove trovarla e presso chi cercarla? (Bahá’u’lláhIl libro della certezza, pagg. 27, 29)

Se questo articolo vi è piaciuto potete ricevere tempestivamente informazioni sui prossimi con i seguenti link: la nostra Newsletter, like sulla nostra pa­gi­na Facebook, follow su Twitter.

Se ritenete che queste considerazioni possano essere un contributo utile alla riflessione di altre persone condividete l’articolo sui social network usando i pulsanti che trovate qui in fondo.

Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

Print Friendly, PDF & Email
402 Condivisioni