È giunto il momento in cui l’umanità sia tutta unita

di • 13 Marzo 2020

... L’attuale ambiente sociale e politico del mondo, ancora conflittuale e diviso, può indurre le persone a pensare che l’unità sia solo un miraggio, un obiettivo idealistico che non raggiungeremo mai ...

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bahaiteachings.org

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L’emergere di una nuova religione

Gli insegnamenti bahá’í sostengono che “È giunto il momento in cui l’umanità sia tutta unita”.

Questa sorprendente dichiarazione, pronunciata da ‘Abdu’l-Bahá in un discorso tenuto al Metropolitan Temple di New York nel maggio del 1912, sfidò i fedeli di quella chiesa e il mondo intero:

È giunto il momento in cui l’umanità sia tutta unita, in cui le razze siano leali a un’unica patria, le religioni divengano una sola e i pregiudizi razziali e religiosi scompaiano. È un giorno in cui l’unità del genere umano isserà il suo stendardo e la pace internazionale inonderà con la sua luce il mondo, come il vero mattino. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 168)

Da quando ‘Abdu’l-Bahá ha proclamato questo dirompente concetto nei primi anni del XX secolo, tutta una serie di prove oggettive hanno chiaramente indicato la necessità di seguire quella direzione.

Il mondo è diventato un villaggio. Dopo le guerre mondiali la comunità delle nazioni ha dato vita all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Le diverse culture del pianeta si sono conosciute sempre meglio. I matrimoni misti, che attraversano i confini razziali, religiosi e di classe, sono aumentati esponenzialmente. L’idea di cittadinanza mondiale è esplosa nella coscienza del mondo. Nella musica, nell’arte, nella letteratura, nel teatro e in ogni altra forma di attività creativa dell’umanità, l’unità degli esseri umani è emersa come tema universale. In un modo o nell’altro, nelle parole della Casa Universale di Giustizia, l’unità del genere umano segnalerà inevitabilmente “quel periodo, così a lungo atteso, che coincide con la maggiore età”:

La Fede Bahá’í considera l’attuale confusione in atto nel mondo e le disastrose condizioni delle faccende umane come una fase naturale di un processo organico irresistibilmente diretto alla finale unificazione dell’umanità in un unico ordine sociale i cui confini saranno quelli stessi del pianeta. La razza umana, che come unità distinta e organica è trascorsa attraverso stadi di evoluzione analoghi a quelli dell’infanzia e della fanciullezza nella vita degli individui, si trova ora nel periodo culminante della sua turbolenta adolescenza e s’avvicina a quel periodo, così a lungo atteso, che coincide con la maggiore età. (Casa Universale di GiustiziaLa promessa della pace mondiale 2)

Come si presenta questo processo evolutivo organico da una prospettiva storica di lungo termine? I bahá’í sono convinti che la storia umana si sia sviluppata in una serie di fasi, proprio come si sviluppa l’evoluzione di un singolo essere umano, dall’infanzia, alla fanciullezza, all’adolescenza e infine all’età adulta:

L’unificazione dell’intera umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L’unità familiare, l’unità della tribù, della citta-stato e della nazione sono state l’una dopo l’altra tentate e pienamente conseguite. l’unità del mondo è la meta per la quale questa umanità afflitta sta lottando. Il periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l’anarchia inerente alle sovranità nazionali. Questo mondo in crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l’unicità e l’organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita. (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh 172)

Gli esseri umani iniziarono ad unirsi, durante l’età della pietra, in piccoli gruppi familiari. Da quel momento si svilupparono quindi piccole tribù e gli esseri umani diressero verso di esse la propria lealtà. L’adozione dell’agricoltura pose fine a gran parte dei gruppi nomadi di cacciatori-raccoglitori e portò al conseguente sviluppo delle città-stato, che si sono poi evolute in regni e nazioni.

Ma queste fasi dello sviluppo sociale hanno anche portato a sistematici schemi di pregiudizio. Le culture tribali hanno spesso contrapposto una tribù all’altra, basandosi sull’idea che la nostra tribù è buona, ma l’altra è cattiva. Di conseguenza sono emersi assalti, conflitti violenti e guerre di lunga durata. Questi schemi di pregiudizio e questi conflitti sono proseguiti in ogni fase dell’organizzazione umana, mettendo, alla fine, intere nazioni, razze e religioni l’una contro l’altra:

…la fondazione delle varie nazioni e lo spargimento di sangue e la distruzione dell’edificio dell’umanità che ne conseguono dipendono dall’ignoranza umana e da moventi egoistici.

In quanto ai pregiudizi patriottici, anch’essi sono dovuti ad assoluta ignoranza, perché la superficie della terra è una sola patria; gli uomini possono vivere in qualunque posto del globo terrestre; perciò per l’uomo tutto il mondo è una patria. Questi confini e recinti sono stati inventati dall’uomo, non sono stati assegnati nella creazione. L’Europa è un continente, l’Asia un continente, l’Africa un continente, l’Australia un continente; ma taluni, spinti da motivi personali e da interessi egoistici, hanno diviso i continenti, considerandone una parte come la propria patria. Dio non ha stabilito frontiere tra la Francia e la Germania, fra le quali c’è continuità. Sì, nei primi secoli anime egoiste, per fare il proprio interesse, hanno assegnato confini e recinti e giorno per giorno vi hanno dato importanza sempre maggiore, finché ciò non ha creato, nei secoli successivi, profonda inimicizia, spargimenti di sangue e rapacia. Ciò continuerà indefinitamente e questo concetto del patriottismo, se rimarrà limitato in una certa cerchia, sarà la principale causa della distruzione del mondo. Nessuna persona saggia e giusta riconosce queste distinzioni immaginarie. Consideriamo patria una zona limitata che chiamiamo nostra terra natale, mentre è il globo la patria di tutti, non una zona ristretta. (‘Abdu’l-BaháAntologia, pagg. 281, 282)

L’attuale ambiente sociale e politico del mondo, ancora conflittuale e diviso, può indurre le persone a pensare che l’unità sia solo un miraggio, un obiettivo idealistico che non raggiungeremo mai. I pregiudizi a cui ancora assistiamo quotidianamente possono approfondire ulteriormente questo senso di pessimismo verso il futuro. Ma gli insegnamenti bahá’í ci chiedono di fare un passo indietro, di guardare il quadro generale e di riconoscere l’inevitabile e in definitiva inarrestabile movimento macrocosmico della nostra specie verso l’unificazione:

Può alcuno dubitare che una tale mèta – l’inizio della maturità della razza umana – inaugurerà a sua volta una civiltà mondiale quale mai occhio ha visto o mente concepito? E chi è in grado di figurarsi quale elevato livello è destinata a raggiungere questa civiltà, una volta che si sia appalesata? Chi può misurare le altezze cui, liberate dalle sue pastoie, si librerà l’intelligenza umana? Chi può raffigurarsi i regni che lo spirito dell’uomo scoprirà, una volta rianimato dall’effusione di luce di Bahá’u’lláh e splendente nella pienezza della sua gloria? (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh 176)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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