Costruire un’economia globale sostenibile

di • 20 Marzo 2020

... Ogni parte influenza le altre e quindi devono essere tutte comprese insieme nella loro complessità. Tuttavia la nostra società non è ben strutturata per affrontare complessi problemi multidisciplinari e globali ...

Originale su
bahaiteachings.org

Continua il viaggio immaginifico, come metafora dell’impegno personale al servizio dell’umanità, per un mondo migliore, in questa ottava parte della serie:

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Sfatare la favola dell’eterna crescita economica

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Il cambiamento sociale definitivo, quello dentro noi stessi

Il nuovo libro di Arthur Lyon Dahl, In Pursuit of Hope, A Guide for the Seeker, pubblicato da George Ronald Books, è disponibile a questo link

In nessun sistema finito, la crescita può proseguire indefinitamente. La scienza ha dimostrato che tutti i sistemi hanno limiti intrinseci e che superarli causa il fenomeno del superamento e del collasso.

Ma nonostante la fascinazione per la fiaba dell’eterna crescita economica, non vale la pena scoraggiarsi per le cupe previsioni economiche di questo periodo. Molti sono alla ricerca di soluzioni e si stanno facendo progressi. Ci sono già risultati incoraggianti in tutti gli ambiti della società.

Se l’attuale sistema finanziario crolla, ci sono alternative in attesa di essere costruite sulle ceneri del vecchio sistema.

Un aspetto della strada da percorrere è il concetto, in rapida evoluzione, di economia verde, definita come un sistema economico che preserva e ripristina gli ecosistemi e li considera le basi del benessere economico e sociale. Questo tipo di modello economico sostenibile è anche essenziale per la riduzione della povertà, in quanto crea contemporaneamente nuove attività e nuova occupazione.

In un’economia globale verde, le industrie ambientali che utilizzano tecnologie pulite ed efficienti e l’agricoltura sostenibile sono i principali motori della ricchezza, della creazione di posti di lavoro e della riduzione della povertà. L’obiettivo è quello di trovare soluzioni che siano vantaggiose per l’economia, per il benessere umano e per l’ambiente. Ciò ha rappresentato uno dei temi principali della conferenza per lo sviluppo sostenibile Rio+20, organizzata dall’ONU nel 2012. Durante la conferenza sono stati identificati i seguenti settori economici prioritari:

  • Le tecnologie pulite ed efficienti, comprese le tecnologie per le energie rinnovabili e l’accesso all’energia rurale.
  • Le imprese basate sulla biodiversità, tra cui l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, il turismo ambientale, ecc.
  • Le infrastrutture ecologiche, comprese le riserve naturali, le aree protette, I bacini idrici, ecc.
  • La gestione dei prodotti chimici e dei rifiuti, compresa la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.
  • Lo sviluppo di città, edifici e trasporti a bassa emissione di carbonio.

Abbiamo bisogno di questa nuova economia, verde e globale, anche per rispondere alle sfide del cambiamento climatico. Saranno necessarie immaginazione e innovazione, perché sappiamo che l’attuale sistema economico non è più un’opzione realistica. Lo stimolo finanziario coordinato necessario per ricostruire l’economia mondiale può bloccarci in un sistema vulnerabile, basato sui combustibili fossili o accelerare gli investimenti per la transizione a basse emissioni di carbonio, creando posti di lavoro, innovazione tecnologica e stimolo per il mercato, e utilizzando fondi pubblici per stimolare molto di più la finanza privata.

Per rispondere al desiderio comune di offrire sicurezza climatica, energia, sicurezza alimentare e idrica, sicurezza economica ed equità tra ricchi e poveri, attraverso un aumento dei flussi di capitali e di tecnologia e attraverso la creazione di un pacchetto che promuova la crescita economica, decarbonizzando l’economia mondiale, è necessario collegare esigenze ambientali e programmi economici e per fare questo abbiamo bisogno di una collaborazione senza precedenti tra tutti gli attori in gioco.

La Commissione Globale per l’Economia e il Clima ha dimostrato che una nuova economia climatica basata su fonti energetiche rinnovabili creerebbe una crescita migliore con più occupazione e un PIL più elevato rispetto all’attuale sistema economico basato sui combustibili fossili, proteggendoci così anche dai cambiamenti climatici . Non c’è motivo economico per non effettuare ora una transizione rapida.

Tuttavia, la maggior parte degli attuali sforzi per affrontare la crisi economica ha puntato sul rilancio dei consumi e il mantenimento di determinati settori, come l’industria automobilistica, nella speranza di tornare a un’economia basata sul consumo, con solo sforzi marginali per investire in alternative più ecologiche.

Perché? Troppi diritti acquisiti proteggono lo status quo.

L’attuale status quo rappresenta un pericolo: e cioè che l’economia verde diventi semplicemente una forma di consumo con un nuovo nome, quando il reale bisogno è ridurre il consumismo. Il dibattito su come farlo è solo ai margini e la resistenza al cambiamento è molto forte. Inoltre, tutte queste proposte rientrano ancora nel paradigma di crescita degli economisti, che è insostenibile, poiché la crescita non può continuare per sempre in un sistema finito. La società dei consumi è troppo sviluppata e i costi dell’insostenibilità sono in aumento. Alcune persone parlano addirittura di decrescita nei paesi ricchi.

Ciò di cui il mondo ha bisogno, dicono gli insegnamenti bahá’í, è un nuovo modello economico, che enfatizzi la spiritualità e il sociale piuttosto che il materialismo.

Cercate dunque di creare amore nei cuori, affinché divengano ardenti e radiosi. Quando quell’amore risplenderà, pervaderà anche gli altri cuori, come questa luce elettrica illumina ciò che le sta attorno. Quando ci sarà amore di Dio, si realizzerà anche tutto il resto. Questa è la vera base della questione economica. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 262)

Spegnere un vasto incendio richiede la risposta coordinata da parte di molti attori, e ciò significa una governance efficace al livello del problema. L’economia si è globalizzata, ma i meccanismi di gestione economica sono ancora in gran parte nazionali. Il sistema di governance basato sulla sovranità nazionale ha grandi difficoltà ad affrontare efficacemente i problemi globali, come dimostrato dal ritmo lento dell’azione intergovernativa sui cambiamenti climatici.

Allo stesso tempo, la diversità delle situazioni nel mondo richiede una serie di livelli di governance, a differenti livelli geografici, per mantenere il processo decisionale vicino al piano dell’azione e incoraggiare l’innovazione e l’adattamento in ambito locale. Dobbiamo sviluppare a tutti i livelli istituzioni di governance efficaci per i problemi che si affrontano nell’ambito di un cambiamento globale.

Vi è attualmente un forte pregiudizio in molti settori contro l’idea di un governo globale, che spesso riflette la posizione ideologica o politica secondo cui il governo è essenzialmente inefficiente e burocratico e meno ne abbiamo, meglio è. Tuttavia, un governo efficace è una componente essenziale di qualsiasi società civile. Anche la comunità degli affari lo riconosce. L’Europa ha aperto la strada alla creazione di istituzioni su scala regionale a complemento dei governi nazionali e questo esempio, per quanto imperfetto, potrebbe essere appropriato se consideriamo come affrontare il cambiamento globale.

Il crollo finanziario e le sue conseguenze hanno sottolineato la necessità di un approccio sistemico che integri tutte le problematiche. Scienza e tecnologia hanno unito il mondo nel flusso di informazioni, nella finanza, nel commercio, nelle migrazioni e nell’impatto ambientale. Ogni parte influenza le altre e quindi devono essere tutte comprese insieme nella loro complessità. Tuttavia la nostra società non è ben strutturata per affrontare complessi problemi multidisciplinari e globali.

Dobbiamo cambiare questa situazione.

Gli insegnamenti bahá’í elencano una serie di principi fondamentali che iniziano con un riconoscimento della nostra cittadinanza mondiale e incoraggiano tutte le persone a essere sia scientificamente obiettive che realistiche riguardo alle minacce e ai rischi del cambiamento globale e alle sue implicazioni per l’economia, la società e il comportamento dei consumatori, ispirando al contempo speranza e desiderio di agire vedendo i sacrifici necessari sotto una luce positiva:

L’unità del regno dell’umanità sostituirà il vessillo della conquista e tutte le comunità della terra si raduneranno sotto la sua protezione… Quando si chiederà alla gente del futuro: «A quale nazionalità appartieni?», la risposta sarà: «Alla nazionalità del genere umano»… La gente del futuro non dirà: «Appartengo alla nazione inglese, francese o persiana», perché tutti saranno di un’unica nazionalità universale, l’unica famiglia, l’unico paese, l’unico mondo dell’umanità, e allora queste guerre, questi odi e questi conflitti cesseranno. (ibidem, pagg. 20,21)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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