L’emergere di una nuova religione

di • 28 Febbraio 2020

... Solo quel tipo di potere unificante può superare i pregiudizi e l’asimmetria di attribuzione del motivo che oggi affliggono il nostro pianeta ...

“So di avere dei buoni motivi, so che l’amore sta all’origine delle mie idee, mentre le tue idee si basano sull’odio”. Questo è il presupposto del pregiudizio chiamato: asimmetria di attribuzione del motivo.

Per coloro che non ne hanno mai sentito parlare ma anche per coloro che ne hanno un’idea superficiale ecco una chiara spiegazione di questa sindrome, riportata di recente dal New York Times, in un editoriale firmato da Arthur C. Brooks, autore, musicista, ex presidente della American Enterprise Institute, e professore della Harvard Kennedy School e della Harvard Business School:

La gente dice spesso che il nostro problema in America oggi è l’inciviltà o l’intolleranza. Questo non è corretto. L’asimmetria di attribuzione del motivo porta a qualcosa di molto peggiore: il disprezzo, che è una miscela nociva di rabbia e disgusto. E non solo il disprezzo per le idee degli altri, ma anche per gli altri. Nelle parole del filosofo Arthur Schopenhauer, il disprezzo è “la convinzione immacolata della inutilità di un altro”.

Le fonti dell’asimmetria di attribuzione del motivo sono facili da identificare: politici divisivi, gente che urla in televisione, editorialisti odiosi, attivisti universitari arrabbiati e apparentemente tutto ciò che compare su quelle fabbriche del disprezzo che sono i social media. Questo “oltraggioso complesso industriale” lavora servendo una sola parte ideologica, creando una specie di dipendenza nell’alimentare il nostro desiderio di credere che abbiamo assolutamente ragione e che la controparte sia fatta di furfanti e di sciocchi. Esso solletica i nostri pregiudizi mentre conferma le nostre peggiori ipotesi su coloro che non sono d’accordo con noi. (The New York Times, 3 marzo 2019)

Brooks ha recentemente scritto un libro dal titolo interessante: Love Your Enemies: How Decent People Can Save America From the Culture of Contempt [Amate i vostri nemici: come la gente rispettabile può salvare l’America dalla cultura del disprezzo]. Indipendentemente dalle inclinazioni politiche c’è un’ovvia verità in quello che dice: gran parte della popolazione americana, e anche delle popolazioni di molti altri paesi, hanno sviluppato una dannosa abitudine a vedere le persone che non sono d’accordo con loro, non semplicemente come persone che sbagliano, ma come persone sbagliate, inutili, difettose e in qualche modo sub-umane.

Questo tipo di pregiudizio e di polarizzazione finisce col produrre conseguenze deplorevoli. Raramente si limita a parole e accuse rabbiose, più spesso degenera ulteriormente in pregiudizio, odio e violenza fisica. Prima o poi, i conflitti politici verbali diventano sempre meno civili e sempre più militanti. Il pregiudizio diventa odio e l’odio provoca danni.

Ci sono migliaia di esempi di questa tendenza che insegnano come non comportarsi, ma sembra che imparare questa lezione sia troppo difficile.

E se in tutto il mondo avesse iniziato a emergere una nuova religione che insegna a considerare e a trattare meglio gli altri? E se quella nuova religione rinnovasse l’appello all’amore e all’unità portati da tutte le fedi precedenti? E se quella nuova religione enfatizzasse l’unicità di tutta l’umanità, la non esistenza del male e una soluzione spirituale ai nostri conflitti radicati, siano essi razziali, sociali o nazionali? E se quella nuova religione ci portasse un piano e una struttura adeguati a garantire una pace duratura sul nostro pianeta?

I bahá’í credono che gli insegnamenti di Bahá’u’lláh costituiscano questa nuova religione:

Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente grazia è stata infusa in tutte le cose create. Incombe a tutti i popoli del mondo di conciliare i dissensi e dimorare in perfetta unione e in pace all’ombra dell’Albero delle Sue cure e della Sua amorosa premura. Essi hanno l’obbligo di attenersi a qualunque cosa in questo Giorno conduca all’esaltazione del loro stadio e ne promuova i migliori interessi.

Presto il presente ordine sarà chiuso e uno nuovo sarà dispiegato in sua vece. (Bahá’u’lláhSpigolature 5)

Solo una nuova rivelazione divina ha il potere di risolvere le nostre differenze e i nostri conflitti. Gli insegnamenti bahá’í dicono:

Considerate se esista da qualche parte nella creazione un principio in qualche modo più potente della religione, o se si possa concepire un potere più penetrante delle diverse Fedi Divine, o se esista un mezzo in grado di creare vero amore, amicizia e unione fra tutti i popoli, come il credere in un Onnipotente e Onnisciente Iddio, o se oltre alle leggi di Dio vi sia segno di un mezzo capace di educare tutta l’umanità in ogni aspetto della rettitudine. (‘Abdu’l-BaháIl segreto della civiltà divina 57)

I bahá’í credono nel principio che la religione possa funzionare come una forza unificante, come una fonte di amore, di compassione e di pace, se possiede l’energia creativa che le nuove fedi portano sempre al mondo. Solo quel tipo di potere unificante può superare i pregiudizi e l’asimmetria di attribuzione del motivo che oggi affliggono il nostro pianeta:

L’umanità è assillata da una crisi di identità, mentre i vari gruppi e popoli lottano per definire se stessi, il proprio posto nel mondo e il modo in cui devono agire. Senza una visione di un’identità condivisa e di uno scopo comune, essi cadono in ideologie concorrenti e in lotte di potere. Infinite variazioni di “noi” e “loro” definiscono le identità dei gruppi in modi sempre più angusti e contrastanti. Nel corso del tempo, questa frammentazione in gruppi di interessi divergenti ha indebolito la coesione della società. Si spacciano idee antagonistiche sul primato di un particolare popolo escludendo la verità che l’umanità percorre un cammino comune, del quale tutti sono protagonisti. Considerate quanto radicalmente differisca questa frammentata concezione dell’identità umana da quella che nasce dal riconoscimento dell’unità del genere umano. In questa prospettiva, la diversità che caratterizza la famiglia umana, lungi dal contraddire la sua unità, le dona ricchezza. Nella sua espressione bahá’í, l’unità include l’essenziale concetto della diversità, che la distingue dall’uniformità. È attraverso l’amore per tutti e la subordinazione di lealtà minori ai migliori interessi del genere umano, che si può realizzare l’unità del mondo e che le infinite espressioni della diversità umana trovano il loro più alto compimento. (Casa Universale di Giustizia, ai bahá’í del mondo, 18 gennaio 2019)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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