Combattere il pregiudizio all’origine: in noi stessi

di • 7 Febbraio 2020

... Quando inizieremo a mettere in discussione i nostri pregiudizi, otterremo fede e giustizia, in noi stessi e nel mondo ...

Originale su
bahaiteachings.org

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Un recente studio scientifico sul pregiudizio ha posto una domanda che fa riflettere: perché così tanti conflitti sono irresolubili quando entrambe le parti potrebbero trarre vantaggio da un compromesso?

Probabilmente ognuno di noi conosce moltissimi casi in cui questa domanda potrebbe essere posta.

Infatti questa non è rilevante solo per i conflitti nazionali e internazionali, per i conflitti etnici e religiosi e per gli scontri politici in momenti di forte polarizzazione, ma anche per le singole persone, gli amici, i rapporti di lavoro, e persino per i matrimoni e le dinamiche familiari. Chi ha vissuto un conflitto di lunga data con qualcuno a cui era legato, sa quanto può essere difficile scendere a compromessi.

I conflitti interpersonali in questo tipo di relazioni, ci dice la scienza, spesso hanno le loro radici in una mentalità distorta chiamata “asimmetria di attribuzione del motivo”, cioè la convinzione preconcetta che i miei motivi siano buoni, ma i tuoi non lo siano. Una serie di studi condotti presso la Princeton University ha dimostrato che questo tipo di pregiudizio può portare all’odio:

L’odio è un’antipatia molto persistente e appassionata associata alla convinzione che l’oggetto odiato sia malvagio. Poiché l’odio è associato alla convinzione che l’altro sia di natura cattiva (ossia l’altro viene essenzializzato come il male), induce non a cambiare l’altro ma a separarsi da lui o a distruggerlo. (Motive attribution asymmetry, Adam Waytz, Liane L. Young, Jeremy Ginges, Proceedings of the National Academy of Sciences Nov 2014, 111 (44) 1568715692; DOI: 10.1073/pnas. 1414146111)

Fermiamoci un momento e chiediamoci se nutriamo questa forma di pregiudizio nella mente o nel cuore? Siamo forse convinti che qualcun altro sia puramente malvagio?

Naturalmente ognuno ha i propri preconcetti, alcuni dannosi e altri relativamente innocui. Forse un preconcetto a favore del cibo indiano, delle macchine coreane o del socialismo in stile scandinavo, oppure un preconcetto contro tutte e tre queste cose. Queste preferenze personali di solito non generano conflitti significativi, ma gli insegnamenti bahá’í ci dicono che certamente ci sono preconcetti che, invece, i conflitti li generano, come ad esempio il pregiudizio di genere, il pregiudizio razziale, il pregiudizio patriottico e tanti altri come questi:

E fra gli insegnamenti di Bahá’u’lláh v’è che i pregiudizi religiosi, razziali, politici, economici e patriottici demoliscono l’edifizio dell’umanità. Finché prevarranno tali pregiudizi, il mondo dell’umanità non troverà pace. La storia ci dà notizia del mondo dell’umanità per un periodo di seimila anni. Durante questi seimila anni il mondo dell’umanità non è mai stato libero da guerre, contese, uccisioni e stragi. In ogni periodo si è combattuta una guerra in un paese o nell’altro e ogni guerra era dovuta a un pregiudizio religioso, razziale, politico o patriottico. È stato perciò accertato e dimostrato che tutti i pregiudizi sono distruttivi per l’edificio umano. Finché dureranno questi pregiudizi, la lotta per l’esistenza continuerà a dominare e le stragi e la rapacità proseguiranno. Perciò, com’è accaduto in passato, il mondo dell’umanità non può essere salvato dalle tenebre della natura né conseguire l’illuminazione per altra via che l’abbandono dei pregiudizi e l’acquisizione della morale del Regno. (‘Abdu’l-BaháAntologia, pagg. 280, 281)

Gli insegnamenti bahá’í chiedono a tutti di fare qualcosa di molto difficile riguardo all’asimmetria dell’attribuzione del motivo, ossia, esaminare i propri motivi interiori e sradicare da essi, diligentemente e consapevolmente, ogni pregiudizio:

L’uomo deve essere giusto. Dobbiamo accantonare i preconcetti e i pregiudizi. Dobbiamo abbandonare le imitazioni degli antenati e degli avi. Dobbiamo indagare la realtà personalmente ed essere imparziali nel giudicare. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 382)

Egli ha dichiarato che finché fra gli uomini continueranno a esistere i pregiudizi, religiosi, razziali, patriottici, politici o settari, la pace universale non potrà realizzarsi nel mondo. Dalla più antica storia dell’uomo fino ad oggi tutte le guerre e le stragi che si sono avute sono state causate da pregiudizi religiosi, razziali, politici o settari. (Ibid., p. 411)

E riguardo ai pregiudizi religiosi, razziali, nazionali e politici, tutti questi pregiudizi colpiscono le radici della vita umana; tutti producono stragi e rovina nel mondo. Finché essi sopravviveranno vi saranno continue, tremende guerre. (‘Abdu’l-BaháAntologia 235)

Gli insegnamenti bahá’í pongono enorme enfasi sulla giustizia. Giustizia che inizia nella mente di ogni essere umano che ha la capacità di mettere in discussione le proprie motivazioni, investigare obiettivamente la realtà e mettere da parte i propri pregiudizi. Tutti vogliamo che la giustizia prevalga nel mondo, ma, per poter raggiungere questo progresso sociale, la giustizia deve innanzitutto prevalere nelle nostre menti e nei nostri cuori. ‘Abdu’l-Bahá ha chiarito questo presupposto per la giustizia quando ha delineato le qualità e le caratteristiche dei futuri membri del sistema di governo federale mondiale, uno degli obiettivi principali della Fede bahá’í:

Senza dubbio ci sono alcune condizioni per i membri del Parlamento dell’Uomo. La prima condizione per l’accettazione dei membri è che devono essere completamente liberi da pregiudizi religiosi. In secondo luogo, devono essere completamente liberi da pregiudizi nazionali e preconcetti patriottici. Di fatto, devono essere liberi e rinunciare a tutti i tipi di pregiudizi. Devono districarsi da tutte le passioni e i desideri del mondo materiale che porta l’uomo nella trappola della lotta per l’esistenza. Devono essere sempre rivolti verso il regno immortale del mondo della verità. Perché se non sono liberi da tutti questi pregiudizi e se non rivolgono sempre la loro attenzione verso il Regno di Dio, e se non sono interamente devoti al benessere dell’umanità, allora non saranno in grado di rispecchiare la verità e di legiferare leggi giuste per tutti i figli degli uomini. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, Volume 9, pagg. 708-709, traduzione personale)

Quando inizieremo a mettere in discussione i nostri pregiudizi, otterremo fede e giustizia, in noi stessi e nel mondo:

E infatti gli attributi degli uomini di fede sono giustizia, equità, tolleranza, compassione e generosità, rispetto per gli altri, candore, fidatezza e lealtà, amore e bontà, devozione, fermezza e umanità. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina 38)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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