Raggiungere i limiti del pianeta Terra

di • 31 Gennaio 2020

... Come specie, l’umanità sta abbandonando il periodo dell’adolescenza collettiva e, man mano che si diventa adulti, si devono trovare soluzioni più mature dei conflitti, per far fronte alla limitazione delle risorse ...

Originale su
bahaiteachings.org

Continua il viaggio immaginifico, come metafora dell’impegno personale al servizio dell’umanità, per un mondo migliore, in questa quinta parte della serie:

Articolo precedente:
Guardare all’umanità con le lenti della scienza

Articolo successivo:
Costruire giustizia sociale nelle nostre comunità

Il nuovo libro di Arthur Lyon Dahl, In Pursuit of Hope, A Guide for the Seeker, pubblicato da George Ronald Books, è disponibile a questo link

Con tutti i libri e i film di fantascienza disponibili qualcuno forse sogna di fuggire da questo pianeta e andare in altri mondi.

La fantascienza è piena di storie del genere, spesso per aiutarci a comprendere meglio la nostra realtà di esseri umani su questo pianeta confrontandola con la vita immaginata su altri pianeti.

Mentre la tecnologia oggi ha reso la visione del viaggio nello spazio una realtà tecnica, è anche chiaro che i costi e i rischi, nonché le inevitabili limitazioni umane di tempo (una vita) e di velocità (molto meno della velocità della luce), comportano che solo una manciata di persone potrebbe realisticamente andare oltre la biosfera.

Un giorno gli esseri umani forse saranno in grado di colonizzare altri pianeti ma oggi non possiamo sfuggire a quello sul quale viviamo.

Questo significa che, nel prossimo futuro, saremo bloccati sul pianeta Terra e, insieme a tutti gli altri esseri umani che vivono qui, dovremo arrangiarci con ciò che abbiamo. Con ogni probabilità, la nostra vita, il nostro viaggio di ricerca, avrà luogo qui, su questa Terra, all’interno dei confini di questo pianeta.

Secondo gli insegnamenti bahá’í, ogni abitante di questo pianeta deve riconoscere “l’onnipresente sovranità della natura” e allo stesso tempo riconoscere la capacità umana di trascenderla:

Il nostro pianeta, la terra, riconosce l’onnipresente sovranità della natura. I regni minerale, vegetale e animale rispondono alla volontà della natura e al controllo del suo fiat. Il grande elefante corpulento con la sua enorme forza non ha il potere di disobbedire alle restrizioni che la natura gli ha imposto, ma l’uomo, debole e minuscolo nei suoi confronti, dotato di una mente che è un fulgore della Divinità, può resistere al controllo della natura e utilizzare le sue leggi per i propri usi.

Secondo i limiti dei suoi poteri fisici, l’uomo era stato inteso dalla creazione per vivere sulla terra, ma grazie all’esercizio delle sue facoltà mentali, egli rimuove la restrizione di questa legge e si libra nell’aria come un uccello. Con i sottomarini egli penetra i segreti del mare e costruisce flotte per navigare a volontà sulla superficie dell’oceano, comandando alle leggi della natura di fare la sua volontà. Tutte le scienze e le arti di cui godiamo e che utilizziamo erano un tempo misteri e secondo i mandati della natura avrebbero dovuto rimanere nascoste e latenti, ma l’intelletto umano ha superato le leggi che le regolavano e ha scoperto le realtà sottostanti. La mente dell’uomo ha estratto questi misteri dal piano dell’invisibilità e le ha portate sul piano di ciò che è noto e visibile. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale, pagg. 387, 388)

Quindi, anche se possiamo sicuramente superare le restrizioni intrinseche della natura, le risorse della Terra sono di fatto limitate, il che pone limiti al modo in cui possiamo crescere e prosperare. Più persone ci sono su questo pianeta, più dobbiamo imparare a condividere e a considerare sia gli altri che noi stessi. In questa fase del nostro viaggio metaforico e spirituale attraverso la vita, dobbiamo tutti unirci nello sforzo collettivo per affrontare questi vincoli ambientali e trovare il modo di superarli.

Nella maggior parte dei casi, la scienza ci ha già detto cosa bisogna fare per risolvere le crisi ambientali del mondo. Non è possibile esaurire tutte le possibilità – poiché l’immaginazione e la creatività umane sono illimitate e non è possibile anticipare nuove scoperte – ma possiamo almeno esseri sicuri che esistono soluzioni. Gli impedimenti non sono scientifici ma umani, e quindi non al di là delle nostre possibilità.

Allo stesso tempo ognuno può fare la sua parte adottando uno stile di vita responsabile e sostenibile e incoraggiando gli altri a fare lo stesso.

Le minacce sono in gran parte conseguenze dell’agire umano. I problemi ambientali si sono sviluppati recentemente, o almeno, se erano già presenti, erano in gran parte invisibili rispetto ad altre priorità per la sopravvivenza umana. Il loro emergere è dovuto principalmente all’espansione estremamente rapida della popolazione negli ultimi due secoli e agli sviluppi tecnologici che hanno accelerato il nostro consumo di risorse e il nostro impatto sul pianeta, un’espansione che ora ha superato, nel suo impatto, i processi naturali.

Abbiamo raggiunto i limiti del pianeta, potenzialmente prossimi a quello che viene chiamato superamento e collasso. Nell’ecologia della popolazione, il superamento e collasso è un fenomeno ben studiato: una popolazione che sfugge ai controlli naturali per quanto riguarda il numero di individui, continua a moltiplicarsi fino a quando distrugge la sua scorta di cibo, o qualche altra risorsa vitale, e a quel punto la popolazione crolla e può scomparire del tutto. Ciò può accadere quando una specie viene introdotta o invade un nuovo ecosistema senza i nemici e i parassiti necessari che forniscono i controlli naturali alla crescita della popolazione.

Dal momento che la nostra è una ricerca di speranza, ossia la speranza di sostituire i comportamenti negativi con altri migliori, tutti abbiamo bisogno di esaminare le alternative ad un superamento e collasso di scala planetaria.

I gruppi di ricerca che preparano scenari globali per le Nazioni Unite e altre organizzazioni, hanno anche esplorato possibili futuri alternativi in ​​tutto lo spettro politico, dagli affari come al solito – senza cambiamenti economici o sociali – ai paesi che chiudono i loro confini e si ritirano in una sorta di società fortezza che tiene fuori gli altri, fino ad una transizione collettiva verso un futuro sostenibile.

Questi scenari tendono a mostrare l’insostenibilità e la vulnerabilità delle nostre attuali forme di sviluppo, ma dimostrano anche che una transizione che evita il peggio dei problemi è tecnicamente possibile. Alcuni ritengono positivo che la transizione necessaria sia un’opportunità per costruire una civiltà più sostenibile e interi gruppi di ricercatori, come la Great Transition Initiative, hanno lavorato per capire come attuarla.

La Fede bahá’í ha sollecitato questa transizione verso una società globale da quando è nata a metà del XIX secolo:

Benedetto e felice è colui che si leva a promuovere i migliori interessi dei popoli e delle tribù della terra… Non ci si deve gloriare di amare la propria patria ma piuttosto di amare il mondo intero. La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini. (Bahá’u’lláhTavole 150)

Tutta la terra è un’unica casa e tutti i popoli, se solo lo sapessero, sono immersi nell’unità della misericordia di Dio. (‘Abdu’l-Bahá, ‘Abdu’l-Bahá in London, p. 38, traduzione personale)

Come specie, l’umanità sta abbandonando il periodo dell’adolescenza collettiva e, man mano che si diventa adulti, si devono trovare soluzioni più mature dei conflitti, per far fronte alla limitazione delle risorse.

Se questo articolo vi è piaciuto potete ricevere tempestivamente informazioni sui prossimi con i seguenti link: la nostra Newsletter, like sulla nostra pa­gi­na Facebook, follow su Twitter.

Se ritenete che queste considerazioni possano essere un contributo utile alla riflessione di altre persone condividete l’articolo sui social network usando i pulsanti che trovate qui in fondo.

Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

Print Friendly, PDF & Email
92 Condivisioni