Donne oggetto e violenza sulle donne

di • 20 Dicembre 2019

... comprendere l’importanza di una donna che si senta abbastanza a suo agio da parlare del suo dolore e dire: #MeToo ...

Originale su
bahaiteachings.org

Il 25 novembre è stata celebrata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Secondo l’UNICEF, in tutto il mondo, circa 15 milioni di ragazze adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni hanno subito rapporti sessuali forzati nel corso della loro vita.

I bahá’í condannano questo abuso e tutte le forme di oppressione sessuale:

L’uso della forza da parte di chi è fisicamente forte… come mezzo per imporre la propria volontà e soddisfare i propri desideri è una flagrante trasgressione degli Insegnamenti bahá’í. Non vi può essere alcuna giustificazione per chiunque costringa un altro, con l’uso della forza o con la minaccia della violenza, a fare ciò cui l’altro non è incline…

La mancanza di valori spirituali nella società porta a un degrado degli atteggiamenti che devono governare il rapporto tra i sessi e le donne vengono trattate come niente più che oggetti di gratificazione sessuale e private del rispetto e della cortesia cui tutti gli esseri umani hanno diritto. (Casa Universale di Giustizia, Violenza e abuso sessuale contro le donne e i bambini, 24 gennaio 1993)

Un paio di mesi fa, ho scritto un articolo sul fenomeno della donna oggetto soffermandomi per lo più sugli effetti negativi che questo ha sul benessere delle donne. Specialmente nel settore dei media e dell’intrattenimento l’impatto è molto più pericoloso, al di là della pressione che le donne interiorizzano.

Quali sono le conseguenze dell’essere costantemente rappresentate come oggetto erotico sulla percezione che la società ha del nostro valore? In che modo l’enfasi dell’industria dei media e dell’intrattenimento, sui nostri corpi come puri oggetti decorativi, ha influenzato il modo in cui gli uomini ci vedono e ci trattano? Possiamo essere trattate come esseri umani se siamo viste come oggetti?

Gli scritti bahá’í sottolineano la necessità di essere giusti e di trattare le persone con la massima compassione:

Il Regno di Dio si fonda sull’equità e sulla giustizia, nonché sulla misericordia, sulla compassione e sulla gentilezza verso ogni anima vivente. Sforzatevi dunque con tutto il cuore di essere compassionevoli con tutta l’umanità… (‘Abdu’l-BaháAntologia 153)

Quindi qual è il motivo che impedisce ad alcuni membri della nostra famiglia umana di immedesimarsi nella sofferenza femminile e di collaborare per fermare la pandemia globale di violenza contro le donne?

Gli psicologi sociali hanno scoperto che più le donne sono rappresentate come oggetti, meno vengono percepite come esseri umani, il che riduce l’empatia nei loro confronti. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Cortex e condotto da Giorgia Silani e da un team internazionale di ricercatori dell’Università di Vienna, sia uomini che donne hanno sperimentato una ridotta capacità di sentire e riconoscere le emozioni delle donne rappresentate come oggetti sessuali.

Questo è spaventoso! Uno studio della Wesleyan University ha scoperto che quando le donne compaiono nelle pubblicità sulle riviste maschili, il 76% delle volte vengono rappresentate come oggetti erotici. I media spesso fanno delle donne il bersaglio di commenti e comportamenti sessisti, il che incoraggia gli uomini ad agire in questo modo nella vita reale. In una serie di studi riportati nel Journal of Social Issues, i ricercatori hanno scoperto che il 94% delle donne che frequentano l’università ha riferito di aver sperimentato commenti e comportamenti sessuali oggettivanti indesiderati almeno una volta nel corso di un semestre. Io stessa, come la maggior parte delle donne, ho subito apprezzamenti volgari e osservazioni degradanti da parte di uomini.

La riduzione a oggetto sessuale è purtroppo un evento frequente per molte donne e ha portato a un mondo in cui una donna su cinque viene violentata nel corso della sua vita.

Al college, non mi sono mai sentita a mio agio a camminare sola di notte, infatti durante un solo anno tra quelli che ho frequentato, la mia università ha avuto 70 casi di cattiva condotta sessuale – e quelli erano solo i casi segnalati. In tutto il mondo, solo l’1% delle ragazze che sono state stuprate ha chiesto aiuto. Perché dovrebbero, quando, come vediamo in infiniti casi, non vengono credute e i colpevoli se la cavano con un semplice avvertimento? Le donne che sopravvivono ad aggressioni e violenze sessuali restano traumatizzate e soffrono di depressione, di sindrome post trauma, di dipendenza e di tendenza al suicidio.

Gli insegnamenti bahá’í detestano queste odiose violenze:

…in questo ciclo dell’Onnipotente Iddio violenza e forza, costrizione ed oppressione siano condannate… (‘Abdu’l-BaháAntologia 145)

I bahá’í lavorano per i diritti e per la libertà di tutte le persone e per l’uguaglianza tra i sessi, per emancipare le donne, far sentire la loro voce e proteggerle. ‘Abdu’l-Bahá ha detto:

E si sappia ancora una volta che, finché la donna e l’uomo non riconoscano o non pratichino la parità, non sarà possibile alcun progresso sociale e politico né qui né altrove. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 84)

Questa chiamata all’uguaglianza richiede di porre fine agli atteggiamenti maschilisti e di ritenere responsabili gli uomini che fanno commenti sprezzanti e umilianti e che commettono crimini atroci contro le donne. Implica anche il sostegno a organizzazioni che combattono la violenza contro le donne, come il Tahirih Justice Center, di ispirazione bahá’í, oltre a boicottare qualsiasi cosa che sminuisca le molestie e le aggressioni sessuali. Essa richiede anche, non solo di credere che quelle donne abbiano il coraggio di farsi avanti e di raccontare le loro esperienze, ma anche di comprendere l’importanza di una donna che si senta abbastanza a suo agio da parlare del suo dolore e dire: #MeToo.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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