7 passi verso la speranza lungo il viaggio per cambiare il mondo

di • 13 Dicembre 2019

... Equipaggiati con lo spirito dell’indagine indipendente, una bussola morale e indicazioni per il viaggio, si può partire con fiducia e speranza, senza lasciarsi scoraggiare ...

Originale su
bahaiteachings.org

Seconda parte della serie:

Articolo precedente:
Scienza e religione: una breve guida per cambiare il mondo partendo da se stessi

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Il primo passo di un attivista: smetterla di consumare passivamente

Il nuovo libro di Arthur Lyon Dahl, In Pursuit of Hope, A Guide for the Seeker, pubblicato da George Ronald Books, è disponibile a questo link

In linea con le tradizioni spirituali del passato, questo viaggio verso la speranza porterà attraverso sette valli e sette catene montuose, ognuna delle quali affronta una delle dimensioni critiche di questo mondo in crisi.

Come tutte le ricerche significative, questo viaggio diventa assolutamente necessario se si vuole trovare una vera speranza in questo mondo.

Innanzitutto, si attraversa la valle deserta delle anime cieche, in cui gli individui strisciano l’uno sull’altro alla ricerca di potere e di ricchezza, per poi scalare le montagne della visione a lungo termine, della conoscenza integrata e dei sistemi in evoluzione. Qui si acquisisce lo scudo dell’etica e i valori necessari per difendersi lungo il viaggio.

Quindi si attraversa la seconda valle, dove si trova la giungla minacciosa delle crisi ambientali. Si percorrono i precipizi dei confini planetari, dove incombono catastrofi dietro ad ogni curva, per poi salire verso le vette della sostenibilità ambientale.

Oltre a queste si trova la terza valle, una terra di desolazione sociale dove i ricchi vivono in castelli assediati dalle masse dei poveri e dei senza potere. Qui si passa per una pericolosa traversata che conduce ai piedi della costruzione di comunità e sul sentiero dell’azione sociale verso le montagne della giustizia e dell’unità.

La forza acquisita nel viaggio serve per affrontare la quarta valle, che è piena di fuoco e di fumo. Qui le pericolose sabbie mobili di un’economia materialista e di una società consumista minacciano di risucchiare il viandante sempre più a fondo nei debiti. Ma al di là di questa valle sorgono le maestose vette dell’economia sociale, riccamente boscose di lavoro, lavoro fatto in spirito di servizio.

Le esperienze e le prove di queste valli sono utili per attraversare la quinta valle, che è attraversata dai canyon dell’ego e dai burroni della corruzione, oltre la quale si iniziano a scalare le scogliere dell’altruismo e le vette del servizio all’umanità.

Mentre si prosegue la ricerca di una realtà più grande, la sesta valle è coperta dalle nebbie delle vane immaginazioni tra le quali occorre trovare la strada verso l’altopiano degli inevitabili limiti umani. Ma è qui che si intravede il panorama dell’universo irraggiungibile delle realtà superiori e dei potenziali infiniti.

Da lì si entra nella settima valle, dove si trovano le visioni del futuro che sono alla portata del viaggiatore e che ispirano i suoi passi sempre più in alto su questa Terra mentre egli raffina il proprio carattere e contribuisce a una civiltà in costante progresso. Più in alto si va, più ampio è il panorama della civiltà del mondo emergente che si estende davanti al viaggiatore e che attira le generazioni future.

Mentre il viaggio individuale contribuisce limitatamente al progresso sociale, insieme a quello di miliardi di altre persone questa impresa emerge dalle qualità interiori acquisite durante la ricerca e dai mattoni posti nell’edificio della nuova civiltà che deve ancora venire:

…che il mondo dell’umanità sia salvato dalle ordalie dell’ignoranza, della cecità e della morte spirituale. Allora vedrete luce su luce, gioia su gioia, assoluta felicità regnare in ogni luogo, i popoli delle religioni socializzare fragranti e felici, questo mondo divenire nella sua maturità il riflesso del Regno eterno… (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 482)

La preparazione del viaggio

Un avvertimento: come in ogni viaggio, non bisogna sovraccaricarsi di bagagli, il peso in eccesso andrà necessariamente abbandonato lungo la strada

Iniziamo tutti con ipotesi ereditate, sul mondo e su noi stessi, trasmesse dai genitori o inconsciamente assorbite dalla comunità e dai media, forse anche da una tradizione religiosa di vecchia data o da una qualche prospettiva politica. In questo viaggio occorre essere pronti, senza che un gesto violento di liberazione ci porti a rifiutare alcunché, a mettere tutto in discussione per portare alla superficie e riesaminare ogni assunzione e ogni preconcetto in un atto di indagine indipendente sulla verità, in modo che ciò che si preserva ci appartenga e formi un insieme coerente, su cui poter fare affidamento durante il viaggio:

Dio non ha inteso che l’uomo imiti ciecamente i padri e gli antenati. Gli ha donato la mente o facoltà della ragione, esercitando la quale egli deve esaminare e scoprire la verità e accettare quello che scopre essere vero e reale. Non deve essere un imitatore o un cieco seguace di nessuno. Non deve affidarsi incondizionatamente all’opinione di alcuno senza aver fatto una ricerca. Anzi, ogni anima deve cercare intelligentemente e indipendentemente, arrivando a una conclusione reale e deve sentirsi vincolato solo da quella realtà. (ibidem, pagg. 318, 319)

Equipaggiati con lo spirito dell’indagine indipendente, una bussola morale e indicazioni per il viaggio, si può partire con fiducia e speranza, senza lasciarsi scoraggiare dai pessimisti e dai neofiti o dai timorosi e dai gelosi, dotati della forza di assumersi la responsabilità del proprio destino.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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