Matrimoni interrazziali: una storia d’amore a prima vista

di • 8 Novembre 2019

... All’epoca il matrimonio interrazziale era illegale nel Maryland, quindi si sposarono nel Washington D.C., dove pure era illegale ma la legge non veniva applicata ...

Il matrimonio interrazziale – illegale negli Stati Uniti per oltre duecento anni – solo gradualmente è diventato legale grazie all’amore di alcune delle coppie coraggiose che hanno spinto questo paese ad accettarlo.

Gli Stati Uniti si vantano dei loro nobili ideali come la vita, la libertà e la ricerca della felicità, ma per gli statunitensi che si sono innamorati di qualcuno con la pelle di un colore diverso dal loro, quelle parole suonavano vuote. Nel 1691 leggi infami e vergognose vietarono i matrimoni misti e rimasero in vigore per diverse centinaia di anni fino a quando i tribunali alla fine le hanno abrogate nel 1967.

Quindi, per centinaia di anni, gli Stati Uniti hanno negato il matrimonio – una delle più alte espressioni di amore e unità, e una delle maggiori fonti di felicità – a coloro che si sono innamorati di qualcuno di pelle o razza diversa. Non avevano la libertà di perseguire la loro relazione a causa delle leggi coloniali che promuovevano l’antitesi della libertà e della felicità per tutti: razzismo, oppressione, segregazione e discriminazione.

Gli insegnamenti bahá’í spiegano l’effetto corrosivo che il razzismo ha avuto sulla società negli Stati Uniti:

In quanto al pregiudizio razziale, il cui tarlo per oltre un secolo ha roso e intaccato l’intera struttura sociale della società americana, deve essere considerato il problema più vitale e più scottante che si ponga alla comunità bahá’í nell’attuale stadio della sua evoluzione. Gl’incessanti sforzi che questo problema di suprema importanza richiede, i sacrifici che impone, le cure e la sollecitudine che esige, il coraggio e la forza morale che comanda, il tatto e la simpatia che comporta, conferiscono a questo problema… un’urgenza e un’importanza che è impossibile sopravvalutare. (Shoghi Effendi,  L’avvento della giustizia divina 26)

Per combattere questo pregiudizio, ogni mese aiuto mia madre a pianificare e a ospitare momenti di dialogo aperti a tutti al fine di fornire un ambiente sicuro e amorevole dove le persone possano entrare in contatto ed esplorare assieme argomenti spirituali. Dato che gli insegnamenti bahá’í descrivono il razzismo come il problema più impegnativo per gli Stati Uniti, è stato molto importante per noi, quest’anno, concentrarci su questo tema, con argomenti come la spiritualità dei neri in questo paese, la costruzione sociale della razza e il matrimonio interrazziale.

La Fede bahá’í, l’unica che incoraggia il matrimonio interrazziale nei suoi testi sacri, è incentrata sull’unità dell’umanità: un solo Dio, una sola razza umana e un sistema religioso in continua evoluzione. I bahá’í hanno capito che, con una sola razza umana, in realtà l’amore o il matrimonio interrazziale non esistono, anche se la cultura comune ha incorporato quei termini nella nostra lingua.

Nell’ultimo incontro che abbiamo ospitato, hanno partecipato un gruppo di coppie miste anziane che hanno parlato di com’è stato sposarsi quando era ancora illegale in molti stati americani. Sono stata onorata di ascoltare le bellissime storie d’amore di così tanti stimati anziani della nostra comunità che hanno messo in pratica gli insegnamenti bahá’í:

Non c’è mezzo migliore per portare affetto tra bianchi e neri dell’influenza della Parola di Dio. Anche i matrimoni tra queste due razze distruggeranno totalmente l’inimicizia e ne estirperanno le radici. (‘Abdu’l-Bahá, da una tavola allegata ad una lettera della Casa Universale di Giustizia del 30 settembre 1985 indirizzata al Bahá’í Publishing Trust, Wilmette, Illinois, traduzione personale)

Questo gruppo di coppie interrazziali ha riscaldato i nostri cuori con storie su come hanno incontrato la Fede bahá’í e, di conseguenza, gli amori delle loro vite. I loro cuori erano puri, i loro atteggiamenti umili e i loro comportamenti dolci e gentili. Tutte le loro storie erano di esempio su come vivere e costruire il matrimonio, poiché gli anni di vita passati insieme da queste coppie variavano da 40 a 52.

La storia che segue è stata raccontata da due cari amici di quel gruppo, Maxine (una donna afroamericana) e Jim Oliver (un uomo bianco). Ricordano ancora i dettagli esatti del ​​momento in cui si sono incontrati. L’anno era il 1964. Lei aveva 26 anni e lui 30:

Maxine (al pubblico): “Beh, sai, eravamo entrambi bahá’í. Glenford Mitchell (un ex membro della Casa Universale di Giustizia) aveva questo programma e ogni mattina studiavamo Bahá’u’lláh e la nuova era. Quella sera, in particolare, sono tornata a casa ed ero molto stanca, i nipoti della mia padrona di casa e sua figlia erano venuti a trovarla e lei mi disse:

Padrona di casa: Oh Maxine, vai al tuo programma stasera?

Maxine: No, non vado stasera. Sono troppo stanca.

Padrona di casa: Oh Maxine, dovresti andare. Stasera potrebbe essere la sera in cui incontri tuo marito!

Maxine (ridacchiando): Se non l’ho incontrato in tutti questi anni, non credo che stasera farà alcuna differenza.

“Per farla breve, sono andata di sopra e ho fatto una doccia e stavo per sedermi a leggere, ma dopo aver fatto la doccia mi sono sentita meglio. Quindi sono andata e quella è stata la sera in cui sono stata lì ad ascoltare questa musica (hanno sempre suonato musica mentre aspettavano che arrivasse la gente). Stavo ascoltando la musica che qualcuno aveva messo sul giradischi e ho sentito qualcuno che mi fissava e mi sono voltata ed era Jim e ho davvero sentito qualcosa. Leggi tutti quei libri di fiabe sulle giovani che sentono qualcosa che attraversa il loro corpo e io ho quella sera ho letteralmente provato quella sensazione. Ho pensato: ‘Mi chiedo se questo significhi che sarà mio marito?’”

Jim (al pubblico): “Sono andato a questo incontro bahá’í, ho salito tre rampe di scale fino al centro bahá’í che avevano preso in affitto in quel periodo, sono entrato in quella stanza e ho visto questa donna in nero e rosso e questa canzone mi passava per la testa mentre la guardavo. È una canzone del musical South Pacific chiamata Some Enchanted Evening:

Una magica sera
Potresti vedere una sconosciuta
Potresti vedere una sconosciuta
In una stanza affollata
Ed in qualche modo saprai
Lo saprai già allora
Che da qualche parte la rivedrai ancora e ancora
Una magica sera
Qualcuno potrebbe ridere
Tu potresti sentirla ridere
In una stanza affollata
E notte dopo notte
Per quanto ti sembri strano
Il suono della sua risata risuonerà nei tuoi sogni
Chi te lo potrà spiegare
Chi potrebbe dirti il perchè
I folli ti danno ragioni
I saggi nemmeno ci provano
Una magica sera
Quando troverai il tuo vero amore
Quando la sentirai chiamarti
In una stanza affollata
Allora vola al suo fianco
E falla tua
O per tutta la tua vita sognerai da solo
Una volta che l’avrai trovata
Non lasciarla mai andar via
Una volta che l’avrai trovata
Non lasciarla mai andar via
(Testo di Oscar Hammerstein II,
traduzione di Michele Murino)

Maxine: “Quindi abbiamo iniziato a parlare e ogni volta che facevo commenti o rispondevo a una domanda o qualcosa, qualcun altro diceva qualcosa e Jim diceva: ‘Beh, non credo che intendesse quello. Penso che intendesse …’ E sembrava che potesse sempre percepire ciò che volevo davvero dire al pubblico. Quindi quella è stata la notte in cui ci siamo incontrati.”

Jim: “Ho frequentato Maxine per tre anni e mi sono innamorato abbastanza rapidamente […] e, boom, abbiamo deciso di sposarci.”

All’epoca il matrimonio interrazziale era illegale nel Maryland, quindi si sposarono nel Washington D.C., dove pure era illegale ma la legge non veniva applicata. Maxine e Jim Oliver in seguito hanno avuto due bellissime figlie e oggi sono sposati da 52 anni.

‘Abdu’l-Baha, il figlio del Fondatore della Fede bahá’í, scrisse:

Prego Dio che in ogni momento vi siano fra voi massimo amore e armonia e che siate motivo di spiritualità nel mondo umano. Senza dubbio questa unione susciterà amore e affetto tra neri e bianchi e influenzerà e incoraggerà anche altre persone. Queste due razze si uniranno e si fonderanno, e apparirà e si affermerà una nuova generazione in buona salute e di bell’aspetto. (‘Abdu’l-Bahá, da una tavola allegata ad una lettera della Casa Universale di Giustizia del 15 aprile 1985 indirizzata al Bahá’í Publishing Trust, Wilmette, Illinois, traduzione personale)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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