Matrimoni interrazziali: storie di difficoltà e di successi

di • 22 Novembre 2019

... "C’è stato un bel cambiamento nell’atteggiamento degli americani... Sono felice di aver fatto parte di questo cambiamento." ...

Per molto tempo negli Stati Uniti le coppie interrazziali, come Thom e Dorothy, hanno corso grandi pericoli ma la loro convinzione nel fondamentale principio bahá’í dell’unità le ha sostenute.

Thom e Dorothy, e altre coppie interrazziali come loro, si innamorarono in un momento in cui non era legale o sicuro amare o sposare qualcuno di un altro colore, a causa del radicato pregiudizio razziale che ha afflitto la nazione americana per così tanto tempo.

Prima che il matrimonio interrazziale diventasse finalmente legale nel 1967, molte persone, quando venivano a sapere che gli scritti bahá’í avevano sempre promosso e incoraggiato il matrimonio interrazziale, lo trovavano rivoluzionario. ‘Abdu’l-Bahá, figlio del fondatore della Fede bahá’í, scrisse:

Se possibile, riunite queste due razze, i bianchi e i neri, in un’unica assemblea e mettete così tanto amore nei loro cuori che non solo si crei unità tra loro, ma addirittura si sposino. Assicuratevi che il risultato di ciò sia l’abolizione delle differenze e delle controversie tra bianchi e neri. Inoltre, per volontà di Dio, possa essere così. Questo è un grande servizio al mondo dell’umanità. (‘Abdu’l-Bahá citato da Gayle Morrison in To Move the World, p. 46)

Dunque, non solo gli insegnamenti bahá’í incoraggiano il matrimonio interrazziale, ma lo vedono anche come un rimedio e un requisito per il benessere e la fratellanza dell’umanità. Brani come quello sopra hanno ispirato Thom Thompson, un membro del gruppo delle coppie interrazziali che hanno partecipato alle conversazioni aperte organizzate da me e da mia madre, a diventare bahá’í.

Quando Thom era giovane entrò in una biblioteca per cercare un libro sulla Fede bahá’í ma accidentalmente andò nel posto sbagliato e trovò invece un libro che era stato scritto, nelle parole di Thom, “da un nemico inveterato della Fede bahá’í.”

Thom ha raccontato: “Avevo quasi finito di leggere quel libro. Meglio che vi dica che è stato scritto nel 1911. Tre pagine, forse quattro, prima della fine, c’era scritto: ‘Se tutto quello che ho scritto non è abbastanza per tenervi lontano da questa terribile religione, allora sappiate questo: credono nell’unità razziale.’ Due pagine dopo, nella penultima, c’era scritto: ‘C’è un’ultima cosa di cui devo informarvi in modo che non vi interessiate a questa religione: credono e promuovono il matrimonio interrazziale’”.

“A quel punto mi sono detto: ‘Devo trovare questi bahá’í perché se c’è una comunità religiosa che crede nell’unità razziale già dal 1911 e che credeva e persino promuove, già da allora, il matrimonio interrazziale, allora voglio incontrare queste persone!’”

Thom divenne bahá’í nel 1957, felice di aver trovato una religione che condividesse la sua fede nell’unicità dell’umanità e nell’importanza del matrimonio interrazziale. Nell’Avvento della Giustizia Divina, Shoghi Effendi, il Custode della Fede bahá’í, ha discusso dei mali della superiorità razziale e della necessità di abbattere tutte le barriere che dividono le diverse etnie:

Ripudiando una volta per tutte la fallace dottrina della superiorità razziale, con il suo corteo di sventure, confusione e miserie, accettando e incoraggiando la mescolanza delle razze e abbattendo le barriere che ora le dividono, essi devono ingegnarsi, giorno e notte, di adempiere le loro particolari responsabilità nel compito comune che con tanta urgenza li sollecita. (Shoghi Effendi,  L’avvento della giustizia divina 31)

Thom Thompson, da uomo bianco, ci ha parlato onestamente della confusione, delle miserie e delle barriere che ha dovuto affrontare durante gli anni ’70 quando, per un periodo di sette anni, ha frequentato diverse donne afroamericane prima di sposarsi:

“Frequentavo questa donna [e] al secondo appuntamento, mentre stavamo andando in macchina, all’improvviso si è buttata a terra. Dopo mi ha spiegato: ‘Beh, ho visto i miei amici entrare in macchina e non sapevo se ero pronta a farmi vedere che uscivo con un uomo bianco’. Erano gli anni ‘70. Volevo così tanto sposare quella donna ma sua madre disse: ‘Se quell’uomo bianco entra dalla porta principale, io esco dalla porta posteriore!’ Questo è probabilmente il motivo per cui non ci siamo sposati”.

Thom in seguito si innamorò di un’altra donna che voleva sposare ma fu sorpreso dalla ferma contrarietà di sua madre al matrimonio con una donna afroamericana. All’epoca suo padre era costretto a letto in quanto malato e sua madre gli disse: “Se sposerai questa donna, ucciderai tuo padre!”

Thom, ignorando l’ordine di sua madre di non andare nella stanza di suo padre, le disse che ne avrebbe parlato con lui e così disse al padre quello che aveva detto sua madre. Al che il padre rispose: ‘Tua madre ha quasi sempre ragione.’ La madre di Thom si irritò per questo commento e lasciò la stanza. Tuttavia Thom finì per non sposare quella donna per altri motivi.

Più tardi Thom incontrò sua moglie Dorothy. Dopo aver detto a sua madre che voleva sposarla, le chiese se voleva incontrare Dorothy. Con sua sorpresa, sua madre sembrò aver cambiato idea e si innamorò all’istante di lei. Thom scherzando ci ha detto che Dorothy avrebbe potuto essere più vicina a sua madre di quanto lo fosse mai stato lui. Dopo la morte della madre di Dorothy, la madre di Thom la chiamò al telefono e le disse: “Ora sarò io tua madre”.

Il matrimonio di Thom e Dorothy ha creato un bellissimo esempio di come le relazioni interrazziali abbattono le barriere e promuovono la fratellanza tra tutta l’umanità. ‘Abdu’l-Bahá ha scritto della bellezza della diversità e della sua capacità di rafforzare l’armonia e di rafforzare l’amore, come ha fatto con Dorothy e la madre di Thom:

Queste diversità, queste differenze sono come l’innata dissomiglianza e varietà delle membra e degli organi del corpo umano, ciascuno dei quali contribuisce alla beltà, all’efficienza e alla perfezione del tutto. Quando queste diverse membra e organi siano sotto l’influenza dell’anima sovrana dell’uomo e il potere dell’anima pervada arti e membra, vene e arterie del corpo, allora la differenza rafforza l’armonia, la diversità conferma l’amore e la molteplicità è il più grande elemento di coordinazione. (‘Abdu’l-BaháAntologia, pagg. 273, 274)

Dopo aver raccontato la sua esperienza con varie relazioni interrazziali, Thom ha riflettuto sulle sue esperienze di uomo in un matrimonio interrazziale:

“Ora ecco la cosa interessante del nostro matrimonio, durato oramai 40 anni: in tutto questo tempo non abbiamo quasi mai riscontrato alcun tipo di pregiudizio razziale con due sole eccezioni

“Un giorno, mentre camminavamo a Georgetown, lei si accorse che un uomo nero la guardava malissimo quasi volesse dirle: ‘Cosa stai facendo? Stai tradendo i neri?’

“Le chiesi se avesse capito tutto questo da uno sguardo”

“Lei mi rispose: ‘Certamente’”

“Nell’altro caso c’erano alcuni adolescenti della Towson University che ci passarono accando in motocicletta gridando: “C’è un bianco con una negra!”

“Questo è tutto! Nient’altro. E abbiamo viaggiato anche in tutto il Sud. Se lo volete sapere sono molto innamorato di mia moglie. Non ci penso quasi mai al fatto che sia un matrimonio interrazziale. C’è stato un bel cambiamento nell’atteggiamento degli americani. All’inizio degli anni ‘60 la Gallup per la prima volta fece un sondaggio sui matrimoni interrazziali e i favorevoli erano il 3%. Circa 8 o 10 anni fa, i favorevoli hanno superato il 90%, quindi stiamo andando nella direzione giusta. Sono felice di aver fatto parte di questo cambiamento.”

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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