Giustizia e costruzione di comunità

di • 15 Novembre 2019

... Nessun sistema di leggi... nessun sistema di governo sarà mai in grado di soddisfare la famiglia umana se non è saldamente fondato sulla giustizia ...

Originale su
bahaiteachings.org

Terza e ultima parte della serie:

Articolo precedente:
Dove amore e giustizia si incontrano

Noi esseri umani siamo creature gregarie, il che spiega perché la maggior parte di noi tende a vivere in comunità e non in condizione di isolamento.

Da un punto di vista pratico, vivere in comunità rende la vita più facile: individui dotati di talenti e capacità diverse contribuiscono al progresso della società, sostenendo se stessi, le loro famiglie e gli altri. Man mano che le comunità crescono, si sviluppano e diventano sempre più complesse, gli esseri umani creano istituzioni al fine di facilitare la cooperazione e la reciprocità e soddisfare le crescenti esigenze della società. Oggi, le società in genere hanno istituzioni educative, finanziarie, legali, scientifiche e di altro tipo per soddisfare le varie esigenze delle persone. Questo tipo di strutture sociali richiede la cooperazione reciproca delle persone che le usano:

La cooperazione e la reciprocità sono il bisogno supremo dell’umanità. Più forti i legami di amicizia e di solidarietà fra gli uomini, maggiore la forza di costruttività e di realizzazione in tutti i piani delle attività umane. Senza collaborazione e reciprocità il singolo membro della società umana rimane egocentrico, privo di scopi altruistici, limitato e solitario nel suo sviluppo come gli organismi animali e vegetali dei regni inferiori. Le creature inferiori non hanno bisogno di collaborazione e reciprocità. Un albero può vivere solitario, ma ciò è impossibile per l’uomo senza che egli regredisca. Perciò ogni atteggiamento e ogni attività di cooperazione della vita umana sono lodevoli e previsti dalla volontà di Dio. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 374)

Per i bahá’í, vivere in comunità non è una semplice tendenza, ma un aspetto essenziale del continuo sviluppo dell’eterno piano di Dio, un piano che riguarda lo sviluppo sano dell’umanità, in particolare di quelle qualità e capacità di cui le nostre anime sono dotate. Un essere umano non può sviluppare gentilezza, amore, affidabilità, sincerità e capacità di giustizia in isolamento: è necessaria l’interazione con gli altri

Fino ad ora, in ogni fase dell’evoluzione dell’umanità, gli esseri umani hanno dovuto riflettere sull’adeguatezza delle loro istituzioni, comprese quelle concernenti la giustizia. Secondo gli scritti bahá’í l’umanità è nella fase in cui sta per entrare nell’epoca della maturità – la sua fase di sviluppo globale. Occorre porre adeguata attenzione a garantire giustizia per un’umanità matura, che vive in un contesto globale. Dobbiamo riflettere ora, mentre quella maturità si sta realizzando contestualmente alla globalizzazione del mondo, sulle implicazioni di una tale trasformazione negli affari del mondo. Il seguente passaggio trasmette la posizione bahá’í in merito a una questione così importante:

L’unificazione dell’intera umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L’unità familiare, l’unità della tribù, della citta-stato e della nazione sono state l’una dopo l’altra tentate e pienamente conseguite. l’unità del mondo è la meta per la quale questa umanità afflitta sta lottando. Il periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l’anarchia inerente alle sovranità nazionali. Questo mondo in crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l’unicità e l’organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita. (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh 172)

Un sistema federale mondiale che governi tutta la terra, esercitando una autorità incontestabile sulle sue inconcepibilmente vaste risorse, fondendo e incorporando gli ideali dell’Oriente e dell’Occidente, liberati dalla piaga e dalla sofferenza della guerra e tesi allo sfruttamento di tutte le fonti di energia esistenti sulla superficie del pianeta; un sistema nel quale la Forza si faccia serva della Giustizia, la cui esistenza sia sostenuta dal riconoscimento universale di un solo Dio e dalla sua sottomissione a una Rivelazione unica e comune: questa è la meta verso la quale l’umanità s’avanza, sotto l’impulso della forza unificatrice della vita. (Ibid. 174)

Come possiamo cambiare la nostra attuale società verso un mondo come quello qui descritto? Gli scritti bahá’í indicano chiaramente che l’unità mondiale può essere fondata solo sulla giustizia globale – in effetti, Bahá’u’lláh ha affermato che:

…scopo della giustizia è l’apparizione dell’unità fra gli uomini. (Bahá’u’lláhTavole 62)

Data la natura divina della realtà umana, in ultima analisi, l’umanità può essere soddisfatta solo da una società che rifletta le virtù di cui è dotata l’anima umana. Indipendentemente da quanto l’umanità possa essere vicina o lontana dalla creazione di un ordine globale di ispirazione divina, è solo quando quell’ordine globale, un ordine caratterizzato da istituzioni che operano sulla base della giustizia divina, è fermamente stabilito che l’umanità avrà un irremovibile senso di benessere, pace e sicurezza.

Nessun sistema di leggi, per quanto elaborato possa essere, nessun sistema di governo, per quanto valido e collaudato possa essere percepito, sarà mai in grado di soddisfare la famiglia umana se non è saldamente fondato sulla giustizia, se non è in sintonia con quel sistema di guida interiore di cui l’anima umana è stata dotata dal suo Creatore. Solo un sistema di giustizia divina può alla fine soddisfare un’umanità matura e globalizzata. Non sorprende, quindi, che l’istituzione suprema del sistema di governo associato alla rivelazione bahá’í sia la Casa Universale di Giustizia:

…ai rappresentanti internazionali eletti dai seguaci di Bahá’u’lláh è stato conferito il diritto esclusivo di legiferare su argomenti non esplicitamente rivelati negli scritti bahá’í. Né il Custode della Fede né qualsiasi altra istituzione che non sia la Casa Internazionale di Giustizia potranno mai arrogarsi questo potere vitale ed essenziale, o usurpare tale sacro diritto. L’abolizione del clero professionale con il suo seguito di sacramenti come il battesimo, la comunione e la confessione dei peccati; le leggi che impongono l’elezione per suffragio universale di tutte le Case di Giustizia locali, nazionali e internazionali; l’assenza totale di un’autorità episcopale con tutto il suo corredo di privilegi, corruzioni e tendenze burocratiche, sono ulteriori riprove del carattere non autocratico dell’Ordine Amministrativo Bahá’í e della sua propensione verso metodi democratici nell’amministrazione dei suoi affari. (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh, pagg. 121, 122)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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