Il desiderio innato di giustizia

di • 18 Ottobre 2019

... Una volta che abbiamo preso coscienza di questa guida interiore... possiamo... migliorare progressivamente il modo in cui interagiamo gli uni con gli altri ...

Originale su
bahaiteachings.org

Prima parte della serie:

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Dove amore e giustizia si incontrano

Immagine:
Theodoor van Thulden
Justice and Concord (1646)

Nel corso della storia centinaia di guerre sono state combattute in nome della giustizia. Attualmente molti movimenti e processi in tutto il mondo hanno come obiettivo la giustizia ma la giustizia ci sfugge ancora.

La lotta per la giustizia, a livello globale, è legata all’impegno delle società a raggiungere o a mantenere lo stato di diritto. Un impegno che ha portato i Paesi ad emanare una legge costituzionale per guidare il mantenimento della giustizia e dell’ordine all’interno dei loro confini. Collettivamente le persone, in ogni contesto, compresi quelli nazionali e organizzativi, necessitano di uno standard di giustizia ma perché essa è così importante per gli esseri umani in generale?

Innanzitutto, definiamo la giustizia in relazione al contesto sociale. Storicamente, la giustizia è stata considerata la capacità di trattare gli altri come desideriamo che gli altri trattino noi. Come sottolineano gli insegnamenti bahá’í, le religioni di tutte le epoche hanno insegnato la giustizia come principio fondamentale della vita:

L’insegnamento secondo il quale dobbiamo comportarci con gli altri come desidereremmo che gli altri si comportassero con noi, etica che riecheggia in vario modo in tutte le grandi religioni, conferisce vigore all’asserzione appena espressa per due particolari aspetti: esso compendia la condotta morale, che è il valore foriero di pace in tutte queste religioni indipendentemente dal loro luogo e periodo di origine ed esprime altresì un aspetto di unità che è il loro pregio essenziale, un pregio che il genere umano, con la sua disarticolata visione della storia, non ha saputo apprezzare. (Casa Universale di GiustiziaLa promessa della pace mondiale 4)

Che “tutte le grandi religioni”, che ogni profeta ed educatore universale, compresi Cristo e Maometto, ribadiscano la necessità di praticare la giustizia – di trattare gli altri come vorremmo che gli altri trattassero noi – ha implicazioni di vasta portata.

Questo principio di giustizia reciproca evidentemente testimonia un sistema interiore di guida, di origine divina, presente in ognuno di noi che ci consente di sapere quando siamo trattati con giustizia e quando trattiamo gli altri con giustizia. Una volta che abbiamo preso coscienza di questa guida interiore e l’abbiamo rafforzata, possiamo, con l’osservazione e il tempo, migliorare progressivamente il modo in cui interagiamo gli uni con gli altri e vivere uno stile di vita sempre più armonioso con la nostra vera natura e la nostra realtà divina. Gli scritti bahá’í esprimono questa stimolante visione:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

La regina Maria di Romania sembra aver acquisito una visione profonda della giustizia e di questo sistema di orientamento interno:

«Dio», dice il suo omaggio regale, «è Tutto, ogni cosa. Egli è la forza dietro ogni inizio… Sua è la voce dentro di noi che ci mostra il bene e il male. Ma per lo più noi ignoriamo o fraintendiamo questa voce. Perciò, Egli decise che il Suo Eletto scendesse tra noi sulla terra per chiarire la Sua Parola, il Suo vero significato. Perciò vennero i Profeti; perciò vennero Cristo, Muhammad, Bahá’u’lláh: perché di tanto in tanto l’uomo ha bisogno di una voce sulla terra che gli porti Iddio, che renda più acuta la percezione dell’esistenza del vero Dio. Quelle voci inviateci dovevano divenire carne, perché potessimo sentire e comprendere con le nostre orecchie terrene» (Regina Maria di Romania citata da Shoghi EffendiIl giorno promesso 115)

Il desiderio di equità e giustizia, quindi, è un tratto divinamente integrato in ogni anima umana. Gli esseri umani, essendo la loro natura divina, non possono mai essere soddisfatti in assenza di giustizia. Più l’umanità matura, più ci impegneremo per garantire e sperimentare la giustizia ad ogni livello della società e in ogni campo della vita:

Giustizia ed equità sono due inseparabili custodi che vegliano sugli uomini. Da esse appaiono parole limpide e benedette, apportatrici di benessere per il mondo e di protezione per le nazioni. (Bahá’u’lláh, Epistola al figlio del Lupo 9)

Nessuna luce può paragonarsi alla luce della giustizia: da essa dipendono l’instaurazione dell’ordine nel mondo e la tranquillità delle nazioni. (Ibid., 20)

O figlio dell’uomo! Se i tuoi occhi sono rivolti verso la misericordia, dimentica le cose che tornano a tuo vantaggio e attieniti a ciò che giova all’umanità. E se i tuoi occhi sono rivolti verso la giustizia, scegli per il prossimo tuo ciò che vuoi per te stesso. (Ibid., 21)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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Il desiderio innato di giustizia
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