Marcia per la pace in una piccola città

di • 27 Settembre 2019

... I partecipanti alla marcia per la pace della nostra cittadina dimostrano a piccoli passi che possiamo unirci pacificamente nonostante le differenze ...

Originale su
bahaiteachings.org

Diciannove anni fa una delle chiese della nostra cittadina iniziò a organizzare una marcia per la pace il primo giorno di ogni anno. Invitarono tutti a unirsi e, come bahá’í, accolsi con favore l’invito.

I bahá’í in tutto il mondo lavorano attivamente per l’unità del genere umano e per la pace sulla Terra quindi, con grande gioia, partecipai alla prima marcia per la pace e ho partecipato anche a tutte quelle successive.

La marcia passa attraverso il centro della città e le auto lungo la strada suonano il clacson in segno di approvazione. Tutti i partecipanti – appartenenti a molti gruppi diversi – portano cartelli fatti in proprio che citano i detti delle loro religioni o delle loro ideologie.

Io ho preparato un cartello che cita Bahá’u’lláh, il fondatore della Fede bahá’í: “La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini”.

Dopo la marcia ci riuniamo in una sala accogliente, nel seminterrato di una struttura per anziani. Non esiste un programma fisso perché tanto sappiamo tutti il motivo per cui siamo lì riuniti. Proveniamo da religioni diverse, e alcuni di noi non sono religiosi, ma ognuno di noi sa che la pace è essenziale per tutti. Questa convinzione comune crea un sentimento di solidarietà percepito da tutti. Cantiamo spontaneamente canzoni religiose e non religiose, recitiamo poesie e facciamo brevi discorsi sulla pace. Successivamente, siamo tutti invitati a pranzare in un tempio sikh che si trova nelle vicinanze dove gustiamo il delizioso cibo fatto in casa dalla loro comunità.

Sono molti gli aspetti che mi piacciono di questa marcia per la pace ma apprezzo soprattutto la praticità e la semplicità con la quale essa promuove la pace e l’unità grazie alla condivisione di idee, di preghiere, di musica e di cibo con persone di diversa estrazione. Questa unità nella diversità mi attira immensamente. Sembra una piccola famiglia nella quale ogni membro rappresenta un paese e una religione diversi e tutti siedono insieme per condividere il pranzo e godersi la reciproca compagnia.

Quest’anno uno dei partecipanti ha recitato questa preghiera bahá’í per la pace e l’unità:

O Signore benevolo! Tu hai creato tutta l’umanità dallo stesso ceppo e hai decretato che tutti faccian parte della stessa famiglia. Alla Tua santa presenza tutti sono Tuoi servi e tutta l’umanità è protetta dal Tuo Tabernacolo; tutti sono radunati alla Tavola della Tua Munificenza e illuminati dalla luce della Tua Provvidenza.
O Dio! Tu sei benevolo con tutti, provvedi per tutti, ospiti tutti, conferisci la vita a tutti; hai donato a tutti abilità e talenti e tutti sono immersi nell’Oceano della Tua Misericordia.
O Signore generoso! Unisci tutti. Fa’ che le religioni siano in armonia e fa’ di tutte le nazioni una sola nazione, acciocché esse si considerino una sola famiglia e reputino il mondo una sola patria. Possano tutti vivere assieme in perfetta armonia.
O Dio! Innalza lo stendardo dell’unità del genere umano.
O Dio! Stabilisci la Più Grande Pace.
Salda, o Dio, i cuori in un sol cuore.
O tenero Padre Iddio! Rallegra i nostri cuori con la fragranza del Tuo amore. Illumina i nostri occhi con la Luce della Tua Guida. Delizia le nostre orecchie con la melodia della Tua Parola e proteggici tutti nella Fortezza della Tua Provvidenza.
Tu sei il Forte e il Potente, Tu sei il Perdonatore e Tu sei Colui Che indulge ai falli di tutta l’umanità. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale 110)

Dopo alcune canzoni abbiamo ascoltato un discorso sulla necessità di prendersi cura dei rifugiati che arrivano nel nostro paese da diversi luoghi devastati dalla guerra. Successivamente un ragazzo musulmano di 12 anni ha cantato una canzone molto commovente sulla pace. Poi è arrivato il turno di uno dei bahá’í, anch’egli un rifugiato, che ha parlato del più grande ostacolo alla pace: il pregiudizio. Si è soffermato in particolare sul danno che il pregiudizio religioso può arrecare alla società. Il suo discorso ha dato la possibilità al pubblico, che era per lo più religioso, di fare il punto sui propri sentimenti nei confronti delle altre religioni.

Egli ha citato gli insegnamenti bahá’í che parlano dell’importanza di eliminare tutti i tipi di pregiudizio:

I pregiudizi di religione, razza o sètta distruggono le fondamenta dell’umanità. Nel mondo, tutte le discordie, gli odi, le guerre e le stragi sono causati da uno di questi pregiudizi. Il mondo intero dev’essere considerato un solo paese, tutte le nazioni una sola nazione e tutti gli uomini membri di una sola razza. Le religioni, le razze e le nazioni sono divisioni create unicamente dall’uomo e necessarie soltanto al suo pensiero. Davanti a Dio non ci sono persiani, arabi, francesi o inglesi. Dio è il Dio di tutti e per Lui la creazione è una sola. Dobbiamo obbedire Iddio e cercare di seguirLo abbandonando tutti i pregiudizi e apportando la pace sulla terra. (‘Abdu’l-BaháSaggezza, pagg. 142, 143)

I bahá’í credono che uno dei principali ostacoli al raggiungimento della pace sia che fino ad oggi se ne sia parlato molto senza intraprendere azioni reali e sostanziali. Ci sono tanti discorsi, tanti libri, tante conferenze, tanti trattati e tanti pensieri risoluti su questo argomento ma non abbastanza impegno concreto per raggiungere la vera pace:

Amate tutte le religioni e tutte le razze di vero e sincero amore e mostratelo nei fatti e non solo con le parole; queste non hanno importanza, perché, nei discorsi, tutti gli uomini sono amici, ma meglio è agire. (‘Abdu’l-BaháAntologia 73)

I bahá’í si impegnano a partecipare a progetti che promuovono la pace mediante azioni concrete e non solo a parole. La pace a volte può sembrare un sogno irraggiungibile ma non è così. Le persone che partecipano alla marcia per la pace della nostra cittadina stanno percorrendo piccoli passi per essere presenti, essere visibili ed essere ascoltati, dimostrando quindi che possiamo unirci pacificamente nonostante tutte le differenze. Non vi è alcun motivo per cui non si possa fare tutti lo stesso rivolgendoci a persone o a organizzazioni che la pensano allo stesso modo e organizzando eventi simili. In questo modo possiamo essere catalizzatori attivi della pace e non solo spettatori passivi al margine.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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Marcia per la pace in una piccola città
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