Non ci può essere giustizia senza partecipazione universale

di • 2 Agosto 2019

... perché, ammettiamolo, abbiamo bisogno che ogni anima vivente faccia la propria parte in questo processo di vitale importanza ...

Originale su
bahaiteachings.org

Quando pensiamo all’attuale situazione del mondo capita di sentirsi disillusi o senza speranza. Molte persone condividono questo sentimento e si sentono sopraffatte dalle ingiustizie che prevalgono nella società.

Ci si sente oppressi dalla mancanza di armonia e di unità che esiste tra le classi, i generi, le razze, le religioni e le nazioni. Perdiamo la speranza per la corruzione, la conflittualità e l’iniquità che dominano le relazioni tra gli individui e tra le nazioni. Perdiamo la speranza di fronte alla guerra e all’ingiustizia.

Molti dei problemi che oggi esistono nella società sono radicati in profonde questioni sistemiche che sembrano irrisolvibili nel corso della nostra vita. Quindi, invece di affrontare i problemi più profondi, ci si concentra sull’acquisizione di beni materiali per distrarsi o per trovare un senso di sicurezza, piuttosto che affrontare le questioni attuali che incombono. Ci si allontana dai problemi del mondo e non si applicano talenti e competenze per la ricerca e l’applicazione di soluzioni.

I bahá’í, tuttavia, considerano tutta questa disunità e questa ingiustizia come parte di un percorso evolutivo verso un nuovo ordine mondiale, fondato sugli insegnamenti di Bahá’u’lláh, che alla fine uniranno e rinnoveranno gli insegnamenti fondamentali di tutte le religioni e unificheranno le razze e le nazioni. Il tumulto a cui assistiamo oggi, dicono gli insegnamenti bahá’í, contribuirà a rendere possibili i futuri cambiamenti:

Le lunghe età dell’infanzia e della fanciullezza, che l’umanità ha dovuto passare, sono ormai finite, ed essa sta ora sperimentando i trambusti invariabilmente legati allo stadio più turbinoso della sua evoluzione, quella dell’adolescenza in cui toccano il loro apice l’irruenza e l’ardore giovanile, per venir poi gradualmente sostituiti dalla tranquillità, dalla saggezza e maturità che caratterizzano lo stadio dell’età virile. Allora la razza umana perverrà a quella compiuta statura tramite cui acquisirà tutti i poteri e le capacità da cui dipende il suo definitivo progresso. (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh, pagg. 171, 172)

I bahá’í sono convinti che gli insegnamenti di Bahá’u’lláh porteranno a quella trasformazione sociale e spirituale che la società cerca così disperatamente:

Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente grazia è stata infusa in tutte le cose create. Incombe a tutti i popoli del mondo di conciliare i dissensi e dimorare in perfetta unione e in pace all’ombra dell’Albero delle Sue cure e della Sua amorosa premura. Essi hanno l’obbligo di attenersi a qualunque cosa in questo Giorno conduca all’esaltazione del loro stadio e ne promuova i migliori interessi. Felici coloro che la gloriosissima Penna s’è mossa a ricordare e benedetti quegli uomini il cui nome, in virtù del Nostro imperscrutabile decreto, abbiamo preferito celare.
Implorate il vero unico Dio di concedere che tutti gli uomini siano benevolmente assistiti a compiere ciò che sia accettabile ai Nostri occhi. Presto il presente ordine sarà chiuso e uno nuovo sarà dispiegato in sua vece. Invero il tuo Signore dice la verità ed è il Conoscitore dell’invisibile. (Bahá’u’lláhSpigolature 5)

L’enfasi di Bahá’u’lláh su “tutti i popoli del mondo” e su “che tutti gli uomini siano benevolmente assistiti” è un modo gentile di ricordare che il lavoro di rinnovamento del mondo richiede la partecipazione di ogni membro della società umana. Poiché tale lavoro implica nient’altro che l’unificazione della razza umana e il riconoscimento delle capacità, dei talenti e delle competenze di tutti, se vogliamo ricevere l’assistenza di Dio nella creazione di un nuovo mondo giusto, dobbiamo lavorare attraverso le differenze, mettere da parte i pregiudizi e unificare gli sforzi:

L’unificazione dell’intera umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L’unità familiare, l’unità della tribù, della citta-stato e della nazione sono state l’una dopo l’altra tentate e pienamente conseguite. l’unità del mondo è la meta per la quale questa umanità afflitta sta lottando. Il periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l’anarchia inerente alle sovranità nazionali. Questo mondo in crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l’unicità e l’organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita. (Shoghi EffendiL’ordine mondiale di Bahá’u’lláh 172)

Indipendentemente dalle capacità, dal genere, dalla razza, dalla religione, dalla classe o dalla nazionalità, gli insegnamenti bahá’í sostengono che ognuno ha il potenziale per contribuire in modo unico al progresso del proprio vicinato e alla trasformazione significativa della società nel suo insieme. In parole povere, nessuna persona o gruppo può riuscirci da solo: abbiamo bisogno di tutti. L’unificazione del mondo richiede la partecipazione di ogni anima vivente.

In passato ci saremmo aspettati che la trasformazione e il progresso sociale e spirituale dell’umanità potessero essere raggiunti solo da un certo segmento della società. Era normale pensare che un individuo senza potere politico non potesse ottenere molto. Ma il lavoro di oggi comporta una responsabilità troppo grande, il periodo è così critico e il tempo così breve!

Abbiamo bisogno che ogni essere umano riconosca il proprio potenziale innato e la sua capacità di contribuire alla trasformazione della comunità in cui vive. Dobbiamo assicurarci che ogni individuo abbia l’opportunità di sviluppare capacità e talenti e abbia la possibilità di applicarli nel campo del servizio a tutta l’umanità.

Ogni membro della società ha la responsabilità di promuovere la creatività degli altri, perché ci sono molti modi per servire. Ogni abilità è necessaria e preziosa per questo processo e può essere offerta in vari gradi e capacità. Come uno specchio, ogni persona ha il potenziale per riflettere la conoscenza del Creatore, e nessuno dovrebbe essere privato della possibilità di esprimere questa conoscenza, secondo le sue possibilità e le sue capacità:

Dalla sorgente eccelsa e dall’essenza del Suo favore e della Sua munificenza Egli ha affidato a ogni cosa creata un segno della Sua conoscenza, affinché nessuna delle Sue creature fosse privata della propria parte, nell’esprimere questa conoscenza, secondo la propria capacità e il proprio rango. Questo segno è lo specchio della Sua bellezza nel mondo della creazione. Maggiore lo sforzo compiuto per raffinare questo sublime e nobile specchio, più fedelmente esso rispecchierà la gloria dei nomi e degli attributi di Dio e rivelerà le meraviglie dei Suoi segni e della Sua conoscenza. Ogni cosa creata avrà il potere – tanto grande è questa capacità di riflessione – di rivelare la potenzialità del proprio stato preordinato, riconoscerà la propria capacità e le proprie limitazioni e attesterà la verità che «Egli, invero, è Dio; non v’è altro Dio che Lui». (Bahá’u’lláhSpigolature 271)

Dunque, quando là fuori nel mondo, ci si sente frustrati e senza speranza, forse un po’ delusi dalla mancanza di progressi, è meglio scavare in ​​profondità nel pozzo della propria anima e riflettere sulle capacità che abbiamo di trasformare la nostra comunità. Quindi, con un ulteriore passo avanti, avendo fiducia nella capacità delle persone con cui ci rapportiamo, che si tratti dei figli di un amico, del senzatetto in fondo alla strada o del vicino anziano, abbiamo il dovere di promuovere i loro talenti; anche essi avranno senza dubbio alcune preziose abilità che possono offrire alla trasformazione sociale e spirituale della società. È nostro dovere aiutarli a trovare un modo per servire con quei talenti perché, ammettiamolo, abbiamo bisogno che ogni anima vivente faccia la propria parte in questo processo di vitale importanza:

La perpetuazione dell’ignoranza è una gravissima forma di oppressione. Essa rafforza i numerosi muri di pregiudizio che si ergono come ostacoli alla realizzazione dell’unità del genere umano, che è tanto la meta quanto il principio operativo della Rivelazione di Bahá’u’lláh. L’accesso al sapere è un diritto di ogni essere umano e la partecipazione alla sua produzione, alla sua applicazione e alla sua diffusione è una responsabilità che tutti devono accollarsi, ciascuno secondo i propri talenti e le proprie capacità, nella grande impresa della costruzione di una prosperosa civiltà mondiale. La giustizia esige la partecipazione universale. (Casa Universale di Giustizia, Ai bahá’í del mondo, Aprile 2010)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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