Giustizia e pluralismo

di • 23 Agosto 2019

... Ancora più importante è considerarci come membri alla pari dell’unica famiglia umana. Solo allora la sofferenza di un’altra persona diventerà la nostra sofferenza ...

Originale su
bahaiteachings.org

Seconda e ultima parte della serie:

Articolo precedente:
Il significato di inclusione

L’espressione “unità nella diversità” riscontra generalmente consenso tra la maggior parte delle persone ma molti si affrettano ad aggiungere che un altro aspetto del lavoro sulla diversità deve essere considerato in prima istanza: la giustizia.

La giustizia richiede la comprensione dei problemi della propria comunità e per questo ne va studiata la storia. Solo così è veramente possibile comprendere le lotte delle persone di razze diverse, le ingiustizie che le minoranze hanno subito in passato e subiscono ancora nel presente. Quindi, se veramente si vuole una società giusta, occorre essere disposti a fare sacrifici per garantire a tutti l’opportunità di prosperare.

Per costruire una società veramente unita, dicono gli insegnamenti bahá’í, tutti devono avere voce in capitolo e tutti hanno il diritto di aspettarsi e ricevere giustizia:

Luce dell’uomo è la Giustizia: non spegnetela con i venti contrari del sopruso e della tirannia; scopo della giustizia è l’apparizione dell’unità fra gli uomini. (Bahá’u’lláhTavole 62)

Non v’è radiosità che possa confrontarsi con quella della giustizia. L’organizzazione del mondo e la tranquillità dell’umanità dipendono da essa. (Bahá’u’lláh citato da Shoghi Effendi,  L’avvento della giustizia divina 21)

Può essere difficile, per coloro che detengono il potere, riconoscere la diversità con giustizia, perché farlo significherebbe anche riconoscere le disuguaglianze nella nostra società e il modo in cui alcuni ne hanno beneficiato a scapito di altri. Per arrivare all’unità è necessario compiere l’arduo lavoro di lottare per la giustizia creando opportunità per gli emarginati.

La diversità rafforza l’umanità. La diversità funziona e la ricerca lo conferma! Nelle aziende è sempre più riconosciuto che la diversità e l’inclusione producono migliori risultati. Capitalizzando sulla diversità della razza umana, le imprese che includono miriadi di prospettive diverse nel plasmare il proprio futuro collettivo e che coltivano una cultura dell’inclusione, tendono a prosperare.

Quando la diversità viene considerata non come un problema ma come un’opportunità, quando i gruppi minoritari vengono visti non come gruppi vulnerabili ma piuttosto come risorse, allora è possibile iniziare a vedere la vera condivisione del potere e iniziare a sfruttare le potenzialità di un metodo pluralistico per la risoluzione dei problemi. Gli insegnamenti bahá’í vedono la diversità esattamente in questo modo, come un vantaggio netto per tutti:

Considerate i fiori di un giardino. Sebbene differiscano nella specie, colore, forma e aspetto, pure, dal momento che sono rinfrescati dalle acque della medesima sorgente, vivificati dalle brezze dello stesso vento, rinvigoriti dai raggi dell’unico sole, acquistano, in virtù della loro stessa diversità, ancor più bellezza e fascino. Così quando agisce quella forza unificatrice che è la penetrante influenza della Parola di Dio, le differenze di costumi, maniere, abitudini, idee, opinioni e disposizioni abbelliscono il mondo dell’umanità. Queste diversità, queste differenze sono come l’innata dissomiglianza e varietà delle membra e degli organi del corpo umano, ciascuno dei quali contribuisce alla beltà, all’efficienza e alla perfezione del tutto. Quando queste diverse membra e organi siano sotto l’influenza dell’anima sovrana dell’uomo e il potere dell’anima pervada arti e membra, vene e arterie del corpo, allora la differenza rafforza l’armonia, la diversità conferma l’amore e la molteplicità è il più grande elemento di coordinazione.

Come sarebbe sgradevole alla vista se tutti i fiori, le piante, le foglie ed i boccioli, i frutti, i rami e gli alberi di quel giardino avessero medesima forma e ugual colore! Il giardino è invece arricchito e abbellito dalla diversità delle tinte, delle forme e dell’aspetto e l’effetto che ne deriva è più grande. Similmente, quando sfumature di diverso pensiero, temperamento e carattere saranno unite sotto il potere e l’influsso d’un elemento principale, saranno rivelate e rese manifeste la bellezza e la gloria dell’umana perfezione. Null’altro che la celestiale potenza della Parola Divina, la quale regge e trascende le realtà di tutte le cose, è in grado di armonizzare i pensieri, i sentimenti, le idee e le convinzioni divergenti dei figli degli uomini. In verità essa è il potere che penetra in tutte le cose, il motore delle anime e il coordinatore e il regolatore nel mondo dell’umanità. (‘Abdu’l-BaháAntologia, pp. 273-274)

Per affermare e celebrare la diversità razziale, si può iniziare esaminando attentamente i modi in cui il razzismo pervasivo ci influenza come individui e come comunità. Quindi si possono creare opportunità di interazione positiva al fine di costruire fiducia e coesione sociale. Impegnarsi in interazioni interculturali significative significa promuovere l’unità nella diversità con maggiore determinazione.

A volte ciò richiede di imparare a sentirsi a proprio agio anche fuori dalla propria zona di comfort, accettando che raggiungere la vera diversità non è facile, ma è un processo importante e utile per ottenere una società giusta.

Ancora più importante è considerarci come membri alla pari dell’unica famiglia umana. Solo allora la sofferenza di un’altra persona diventerà la nostra sofferenza. Solo allora vedremo come la disunità e la discordia razziale sono causa di sofferenza per tutti. Solo allora riconosceremo la verità dell’unità dell’umanità:

Lasciamo i discordanti argomenti sulle forme esteriori e uniamoci per fare avanzare la divina Causa dell’Unità, finché tutta l’umanità non riconosca di essere una sola famiglia, unita nell’amore. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 134)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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