Nella consultazione tutte le opinioni contano

di • 28 Giugno 2019

... la consultazione come elemento essenziale per raggiungere l’unità e l’armonia, e... la ricerca indipendente come prerequisito principale per la consultazione ...

Le opinioni, secondo un vecchio detto, sono come gli ombelichi: tutti ne hanno uno. Quindi, come possiamo conciliare al meglio i milioni di diverse opinioni? Cosa porta ad un accordo?

Da una prospettiva bahá’í, la ricerca indipendente della verità serve come base ottimale per una consultazione efficace tra le persone.

Piuttosto che basarsi sulla tradizione o sul dogma, dicono gli insegnamenti bahá’í, ognuno deve condurre una ricerca indipendente e decidere autonomamente ciò che è vero.

Per questa e molte altre ragioni la Fede bahá’í non è un sistema di credenze passive – infatti i bahá’í partecipano attivamente non solo con la ricerca indipendente ma anche nella consultazione tra di loro e con le persone che li circondano. Il fondatore della Fede bahá’í, Bahá’u’lláh, sostiene che:

È necessario consultarsi su ogni cosa. Devi dare a questo concetto gran rilievo, si che tutti si attengano alla consultazione. L’intendimento di quanto è stato rivelato dalla Penna dell’Altissimo è che la consultazione venga pienamente attuata fra gli amici, poiché essa è, e sempre sarà, causa di consapevolezza e di chiarezza e sorgente di benessere e prosperità. (Bahá’u’lláh in Compilazione sulla consultazione 8)

Dì: nessuno può raggiungere il proprio vero rango, fuorché mediante la giustizia. Non esiste forza, se non attraverso l’unità; né prosperità o benessere può esser conseguita, se non con la consultazione. (Bahá’u’lláh in Compilazione sulla consultazione 7).

La ricerca indipendente e la consultazione sono interdipendenti. I diversi risultati delle indagini di ciascuno consentono a tutti di contribuire positivamente alla consultazione.

Come esempio possiamo ricordare la nota storia dei sei ciechi e dell’elefante. In questa storia, sei uomini ciechi si imbattono in un elefante per la prima volta. Ognuno di loro esamina l’elefante. Un uomo dice che l’elefante è come un tubo, dopo aver toccato la proboscide. Uno dice che l’elefante è come un ventaglio, dopo aver toccato l’orecchio. Ogni uomo esamina una parte diversa dell’elefante e attraverso le loro indagini arrivano a conclusioni molto diverse. Ogni uomo ha ragione e ogni uomo ha torto. Solo quando combinano le loro scoperte possono ricostruire una versione più completa della verità. Nel Rigveda Krishna disse: “La realtà è una, sebbene i saggi ne parlino in vario modo”.

Ciò concorda con l’attuale comprensione scientifica riguardo alla determinazione di ciò che è vero e di ciò che è falso:

Dobbiamo ricordare che ciò che osserviamo non è la natura in se stessa, ma la natura esposta ai nostri metodi di indagine. (Werner Heisenberg, Fisica e filosofia: la rivoluzione nella scienza moderna)

Immaginiamo quindi che i sei ciechi che esaminano l’elefante siano bahá’í e che la vecchia storia continui con loro che si uniscono per consultarsi sulla realtà dell’animale. Essi comprendono che, mentre ciascuno deve essere onestamente aperto alle esperienze degli altri, senza atteggiamenti critici o divisivi, è ugualmente vitale che ognuno possa:

…esprimersi con massima riverenza, cortesia, dignità, oculatezza e moderazione. In ogni cosa, devono ricercare la verità e non insistere sulle loro proprie opinioni, perché la caparbietà e l’insistenza nel far valere i propri punti di vista finiranno per condurre alla discordia e all’alterco e la verità resterà nascosta. Gli onorevoli membri debbono esprimere le loro idee in tutta libertà e non è in alcun modo tollerabile che qualcuno sminuisca il pensiero altrui: anzi, ognuno deve esporre la verità con moderazione e, se dovessero sorgere differenze di opinione, dovrà prevalere la voce della maggioranza, alla quale tutti dovranno obbedire e sottomettersi. (‘Abdu’l-BaháAntologia, pp. 89, 90)

Dopo una consultazione in cui ognuno descrive a fondo i risultati della sua indagine e ascolta attentamente i risultati degli altri, dove ciascuno descrive un pezzo dell’elefante e ascolta la descrizione di altri cinque, il gruppo giunge ad una conoscenza molto più approfondita della realtà dell’elefante. Maggiore è il numero di opinioni di coloro che partecipano alla consultazione, maggiore sarà la conoscenza che ne deriva, una conoscenza che si avvicinerà ancora di più alla realtà dell’elefante.

Gli esseri umani non possono comprendere appieno la realtà di un elefante, né tanto meno comprendere pienamente Dio. Ognuno, tuttavia, offre i propri punti di vista indipendenti. Più si condividono queste intuizioni e più si apprezzano i punti di vista che sembrano diversi dai propri, più le consultazioni, a tutti i livelli, si avvicinano alla realtà e giungono alla verità. Questa è la saggezza della consultazione bahá’í:

Lo scopo della consultazione è mostrare che le idee di più persone sono sicuramente preferibili a quelle di una sola, così come la forza espressa da un gruppo di individui è superiore a quella di un singolo. Perciò la consultazione è ben accetta al cospetto dell’Onnipossente ed è stata ingiunta ai credenti, sì che possano conferire tanto su faccende ordinarie e personali, quanto su problemi di carattere universale e generale. Per esempio, se un uomo che ha un progetto da realizzare si consulta con uno dei suoi fratelli, ciò che è conveniente sarà sicuramente analizzato e svelato ai suoi occhi e la verità resa manifesta. Così, su un piano più alto, se gli abitanti di un villaggio si consultano sulle loro faccende, sicuramente emergerà la risoluzione giusta. Similmente, gli appartenenti a una data professione, come un’industria, devono consultarsi; altrettanto devono fare coloro che si occupano d’affari. In breve la consultazione è desiderabile e accettabile in tutte le cose e le situazioni. (‘Abdu’l-Bahá in Compilazione sulla consultazione 15)

Gli insegnamenti bahá’í raccomandano la consultazione come elemento essenziale per raggiungere l’unità e l’armonia, e riconoscono la ricerca indipendente come il prerequisito principale per la consultazione. Solo attraverso la condivisione delle nostre diverse esperienze e interpretazioni può emergere una comprensione più completa della realtà. Quando si indaga sulla realtà, con spirito curioso e amorevole, si cerca di comprenderla e di condividere i risultati con gli altri, usando il dono divino dell’intelletto per far progredire l’unità dell’umanità.

Nel prossimo e ultimo articolo di questa breve serie, vedremo come l’apprendimento dei processi della scienza può aiutare a sviluppare le capacità investigative che consentono una determinazione indipendente della verità.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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