Cosa significa ricercare la propria verità?

di • 14 Giugno 2019

... la ricerca indipendente della verità... richiede un’indagine intelligente sulla realtà... guardare in tutte le cose “con sguardo indagatore” ...

Originale su
bahaiteachings.org

Terza parte della serie:

L’articolo successivo
di questa serie uscirà
il 28 giugno 2019

Il primo principio degli insegnamenti bahá’í – la ricerca indipendente della verità – richiede un’indagine intelligente sulla realtà. Bahá’u’lláh ci insegna a guardare in tutte le cose con sguardo indagatore:

Essenza di tutto ciò che ti abbiamo rivelato esser Giustizia è che l’uomo si liberi da oziose fantasie e imitazioni, percepisca con occhio di unicità la Sua gloriosa opera e tutto esamini con sguardo indagatore. (Bahá’u’lláhTavole 142)

‘Abdu’l-Bahá ha scritto che Bahá’u’lláh ha dato all’umanità:

…vari insegnamenti per la prevenzione della guerra, che sono stati ampiamente divulgati.
Il primo è la ricerca indipendente della verità, perché la cieca imitazione del passato arresta lo sviluppo della mente. Ma quando ogni anima indaghi la verità, la società è liberata dalle tenebre di una continua ripetizione del passato. (‘Abdu’l-BaháAntologia 235)

Le nostre ricerche indipendenti possono iniziare con le Scritture delle grandi fedi del mondo. Nel Kalama Sutta, il “trattato della libera indagine” buddhista, il Buddha dice:

Non fidarti dei racconti, delle leggende, delle tradizioni, delle voci, delle scritture, delle ipotesi, delle congetture e degli assiomi, delle deduzioni e delle analogie, delle concordanze di punti di vista ponderati, del ragionamento pretestuoso o del pregiudizio verso una nozione sulla quale si è meditato, dell’apparente capacità di un altro, o della considerazione “questo monaco è il nostro maestro”. (Il Buddha, Kalama Sutta.)

Shoghi Effendi, il Custode della Fede bahá’í, riafferma questo sentimento in una lettera a un neolaureato che aveva studiato gli insegnamenti bahá’í. Lo “sguardo indagatore”, ha detto, dovrebbe essere applicato a tutte le cose, specialmente agli insegnamenti della Fede stessa:

Si spera che tutti gli studenti bahá’í seguano il nobile esempio da lei mostrato e, che d’ora in avanti, saranno portati ad investigare ed analizzare i principi della Fede e a correlarli con gli aspetti più moderni della filosofia e della scienza. Ogni giovane bahá’í intelligente e riflessivo dovrebbe sempre avvicinarsi alla Causa in questo modo, poiché in ciò consiste la vera essenza del principio di indipendente ricerca della verità. (Shoghi Effendi, Lettera non datata citata nella compilazione La cultura)

Tuttavia la ricerca indipendente della realtà non è solo un principio intellettuale – esso, dicono gli insegnamenti bahá’í, sarà essenziale per raggiungere la giustizia e l’unità del genere umano. Questo sforzo individuale di usare la mente e decidere da se stessi si traduce nella diversità intellettuale che fornisce ad una comunità, attraverso la consultazione, il potenziale per raggiungere una più profonda comprensione della realtà. Ciò a sua volta porta alla comprensione dell’unità del genere umano e, in ultima analisi, alla giustizia:

La luminosa scintilla della verità si sprigiona soltanto dallo scontro delle differenti opinioni. (‘Abdu’l-BaháAntologia 89)

Ciò che è vero per la vita dell’individuo ha anche dei paralleli nella società umana. I bahá’í vedono la specie umana come un insieme organico, la punta di diamante del processo evolutivo. La coscienza umana opera necessariamente attraverso un’infinita diversità di menti e di motivazioni individuali e in nessun modo compromette l’unità essenziale della specie. In effetti è proprio una diversità intrinseca che distingue l’unità dall’omogeneità o dall’uniformità.

Gli insegnamenti bahá’í dicono che i popoli del mondo stanno ora vivendo la loro maturità collettiva:

Tutte le cose create hanno un livello o stadio di maturità. Il periodo della maturità nella vita di un albero è quello della fruttificazione. La maturità di una pianta è il tempo in cui sboccia e fiorisce. L’animale raggiunge uno stadio di piena crescita e completezza e nel regno umano l’uomo consegue la maturità quando la luce dell’intelletto giunge al massimo del potere e dello sviluppo…

Ci sono periodi e stadi anche nella vita collettiva dell’umanità, che una volta ha attraversato il periodo dell’infanzia, un’altra il periodo della giovinezza, ma ora è entrata nel periodo da lungo profetizzato della maturità, i cui segni sono visibili ed evidenti dappertutto. Perciò i requisiti e le condizioni degli stadi precedenti si sono modificati e fusi a formare nuove esigenze che caratterizzano peculiarmente l’era presente del mondo dell’umanità. Ciò che era adatto ai bisogni dell’umanità durante la storia primitiva della sua razza non può rispondere alle necessità di oggi, un periodo di novità e adempimento, né soddisfarle. L’umanità è emersa dai precedenti livelli di limitatezza e di formazione preliminare. L’uomo deve ora assumere nuove virtù e nuovi poteri, nuovi principi morali, nuove capacità. Nuove munificenze, nuovi doni e perfezioni lo aspettano e già discendono su di lui. I doni e le grazie del periodo della giovinezza, ancorché adatti e sufficienti durante l’adolescenza del mondo dell’umanità, non sono più in grado di rispondere ai requisiti della sua maturità. I trastulli dell’infanzia e della fanciullezza non interessano né soddisfano più la mente adulta. (‘Abdu’l-BaháLa promulgazione della pace universale, pp. 478, 479)

Secondo i bahá’í, attraverso questa maturità emergente dell’intera razza umana, il principio di unità nella diversità alla fine troverà la sua massima espressione.

Nel prossimo articolo di questa serie, vedremo come la diversità intellettuale risultante dalla ricerca indipendente costituisca l’essenza della vera consultazione e delle relazioni umane.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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