Superare le differenze sociali

di • 15 Marzo 2019

... ogni individuo contribuisce a una parte cruciale nello sviluppo e nella trasformazione della società, non importa quanto piccola o grande e in quale forma o capacità ...

Originale su
bahaiteachings.org

Oggi nella società sembra esserci una stretta relazione tra status sociale, identità e potere.

Alcuni individui o gruppi possiedono più potere di altri semplicemente in virtù della loro posizione nella società o della funzione che svolgono. Ad esempio, un medico è una professione rispettata che detiene più potere sociale rispetto, ad esempio, a un insegnante di scuola elementare o un operatore sanitario.

Questo tipo di giudizio di valore non si limita alla professione ma si estende ulteriormente alle questioni di razza, classe, etnia, religione e genere. La società tende a valutare alcuni gruppi più di altri, generando squilibri di potere e gerarchie sociali che perpetuano sistemi di ingiustizia. Ad esempio, possiamo considerare due medici che condividono entrambi la stessa professione di alto valore e tuttavia questi stessi due individui avranno probabilmente esperienze molto diverse se uno di loro proviene da un ambiente culturale minoritario.

Perché deve essere così in molte delle società di oggi? Sembra che il nostro valore nella società sia il risultato di due componenti principali e cioè il ruolo che svolgiamo e la nostra identità culturale. Il nostro valore dipende da quanto la società valuta il nostro ruolo e la nostra identità. Secondo questo sistema non possediamo alcun valore intrinseco in quanto esseri umani ma piuttosto il nostro valore è quantificato da ciò che la società determina che abbia valore in un quel momento storico.

A un certo punto nell’antica Grecia, e in altre civiltà antiche, insegnanti, educatori e artisti erano le professioni più apprezzate, nobili e riverite, esistenti al momento. Oggi la situazione sembra molto diversa, poiché queste stesse professioni sono in gran parte sottovalutate e spesso ignorate in vari modi e coloro che provengono da popolazioni minoritarie devono spesso affrontare ulteriori ingiustizie e sofferenze.

Le implicazioni dell’identità spirituale universale

Gli insegnamenti della Fede bahá’í ribaltano queste nozioni di valore derivato dalla società. I bahá’í considerano tutti gli esseri umani come nobili riflessi del divino, con la capacità di riflettere tutte le virtù di Dio tra cui amore, conoscenza, verità e giustizia. Come risultato di questa identità spirituale universalmente condivisa, ogni essere umano possiede un valore intrinseco indipendente dal suo ruolo nella società o da qualsiasi altro fattore culturale. Bahá’u’lláh ha scritto che questo valore proviene da Dio piuttosto che dal giudizio soggettivo di altri esseri umani:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ti ho creato nobile, eppure ti sei degradato. Assurgi dunque a ciò per cui fosti creato. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.22)

La comprensione del nostro valore e della nostra nobiltà intrinseci può liberarci, sia spiritualmente che psicologicamente, poiché non dobbiamo più sforzarci di cercare il nostro valore attraverso gli occhi degli altri ma riconosciamo che ci è già stato dato da Dio. Possiamo quindi iniziare ad agire secondo questo senso di identità spirituale che conferisce valore e nobiltà a ogni essere umano.

Come conseguenza naturale di questo valore intrinseco il potere di un individuo si sgancia dalla posizione o dallo status sociale. Il medico non ha più o meno potere o valore rispetto a un insegnante di scuola elementare o un operatore sanitario. Tutti riflettono la stessa essenza divina e sono quindi uguali da questa prospettiva. L’insegnamento bahá’í dell’unità del genere umano è un’estensione più ampia di questo principio fondamentale per il quale tutti i popoli del pianeta sono considerati uguali indipendentemente dallo status sociale, dalla razza, dalla classe, dal genere, dalla religione o da qualsiasi altra divisione sociale:

O FIGLIOLI DEGLI UOMINI!
Non sapete voi perché vi creammo tutti dalla stessa polvere? Affinché nessuno esaltasse se stesso sull’altro. Ponderate costantemente nei vostri cuori in qual modo foste creati. Poiché vi abbiamo creati tutti da una stessa sostanza, v’incombe d’essere appunto come un’anima sola, di camminare con gli stessi piedi, di mangiare con la stessa bocca e di dimorare sulla stessa terra, affinché dal vostro intimo essere, mercé il vostro operato e le vostre azioni, possano manifestarsi i segni dell’unicità e della rinunzia. Tale è il mio consiglio per voi, o moltitudine di luce! Date ascolto a questo consiglio affinché possiate raccogliere il frutto della santità dall’albero della meravigliosa gloria. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.68)

Unità nella diversità e iniziativa individuale

Strettamente correlata all’unità dell’umanità è la nozione di unità nella diversità. Sebbene siamo tutti fondamentalmente uguali manteniamo però la nostra individualità. In effetti, ognuno di noi possiede un profilo unico di qualità, tratti, talenti, potenzialità, esperienze di vita, cultura e ambiente sociale. Ciò implica che individui diversi possono svolgere ruoli, funzioni e compiti diversi all’interno della società grazie alla loro unicità.

Con un’identità spirituale condivisa che consiste nel nostro valore e nella nostra nobiltà intrinseci, insieme al principio dell’unità del genere umano, possiamo ottenere una coscienza globale e giungere a una visione olistica della Terra con tutti i suoi popoli e i suoi abitanti. Possiamo arrivare a vedere noi stessi e gli altri come membri di un’unica razza umana, un corpo umano unificato composto da individui diversi. In effetti gli scritti bahá’í illustrano metaforicamente questa idea confrontando l’intera umanità con un singolo corpo umano, costituito da più parti e organi integrati che lavorano insieme per il suo funzionamento armonioso e il suo sviluppo complessivo:

Come abbiamo visto, la cooperazione delle parti del corpo umano è chiaramente stabilita; organi e membra servono tutte le altre parti del corpo; che siano le mani, i piedi, gli occhi, le orecchie, il cervello, l’immaginazione, ognuno viene in aiuto al tutto, ma queste reazioni reciproche sono coordinate da una potenza conglobante che le fa agire con una perfetta regolarità: è il potere spirituale dell’uomo proveniente dal suo spirito e dal suo intelletto, entrambi invisibili. (‘Abdu’l-BaháLettera al professor Auguste Forel 5)

Come individui rappresentiamo i diversi organi del corpo umano che devono lavorare insieme come parti di un sistema molto più grande e infinitamente più complesso. Considerando il corpo umano in tutta la sua complessità, con i suoi vari organi, tessuti e sistemi, possiamo dire che un particolare organo è davvero più importante o più prezioso di un altro? Il cervello è più importante del fegato dal punto di vista dei sistemi? Il corpo umano non può funzionare correttamente se privato di un qualsiasi organo. Da questa prospettiva, possiamo vedere che ciascun componente di un sistema ha uguale importanza, ognuno prezioso e vitale nel lavorare insieme in armonia per il funzionamento del tutto:

Prendiamo il corpo umano, e ammettiamo che ogni organo particolare dà una idea dell’insieme. Notate come questi organi e queste diverse membra sono strettamente legati in una armoniosa unione. Ogni parte è essenzialmente necessaria a tutte le altre e possiede una funzione propria. (‘Abdu’l-BaháLettera al professor Auguste Forel 5)

Da una prospettiva bahá’í, l’intera struttura del potere e della gerarchia che ha dominato le civiltà umane per così tanto tempo è stata rivoluzionata in una struttura basata sull’unicità del genere umano. In questo nuovo ordine, tutti gli esseri umani sono ugualmente preziosi, degni e nobili e quindi condividono il potere in egual misura per costruire un mondo migliore per tutti i popoli. Di conseguenza, ogni individuo contribuisce a una parte cruciale nello sviluppo e nella trasformazione della società, non importa quanto piccola o grande e in quale forma o capacità.

Ognuno di noi ha un ruolo importante da svolgere nella rigenerazione del mondo e nell’unire la nostra famiglia globale.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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