Come lavorare per l’amicizia tra le razze nella propria comunità

Come lavorare per l’amicizia tra le razze nella propria comunità

di • 4 Gennaio 2019

... Quindi qual è il motivo per intraprendere queste difficili e delicate conversazioni su razza, razzismo e amicizia tra le razze? Perché le nostre stesse vite e la felicità ultima dell'intera umanità dipendono dal loro successo. ...

Originale su
bahaiteachings.org

Quarta parte della serie: 

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di questa serie uscirà
il 18 gennaio 2019

Per chi desidera costruire un ponte attraverso il divario razziale a volte il compito può sembrare davvero scoraggiante, indipendentemente dal colore della pelle, ma la comunità bahá’í di Austin può offrire alcuni consigli pratici.

Per i singoli o le comunità che hanno interesse a sviluppare questo tipo di programma, ecco alcune riflessioni su quanto abbiamo appreso da quando la comunità bahá’í e la più grande comunità di Austin, in Texas, hanno dato vita al Louis Gregory Symposium sull’unità tra le razze, dodici anni fa. Confidiamo che queste idee possano essere di aiuto in questo gratificante tipo di lavoro. Per noi ne è valsa la pena!

L’ambiente accademico si è rivelato adatto per un evento come il nostro simposio sull’unità tra le razze perché ha ispirato i giovani ad assumersi la responsabilità della conversazione. Louis Gregory disse: “Tra i giovani del mondo c’è un grande e continuo risveglio al bisogno di amicizia e cooperazione tra tutte le razze e le nazioni”.

In secondo luogo consigliamo di iniziare con obiettivi facili. Cibo, bevande, risate, sorrisi e apertura al prossimo, senza pretese di giudicare sono utili per gli incontri con persone di diversa estrazione razziale, etnica e geografica. In altre parole, come consigliano gli insegnamenti bahá’í, assumete un atteggiamento positivo:

quando le razze bianca e di colore s’incontrano con infinito amore spirituale e celestiale armonia, quell’incontro è benedetto. Quando ciò avvenga e i partecipanti si associno in perfetto amore, unità e gentilezza, gli angeli del Regno li lodano… (‘Abdu’l-Bahá citato da Shoghi Effendi in L’avvento della giustizia divina 30)

Un invito a seguire i consigli di ‘Abdu’l-Bahá e a uscire dalla propria zona di comfort. Inoltre, secondo il suo consiglio, è bene avvicinarsi a chi è diverso da noi guardandolo in volto e vedendo in quel volto il volto di Dio che vi risiede:

Se incontrate gente di razza e colore diversi dai vostri, non diffidate di loro e non barricatevi dietro gli usi convenzionali. Siate felici e benevoli. Considerateli come fossero rose di diverso colore, che crescono nel bellissimo giardino dell’umanità e rallegratevi di essere fra loro. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 54)

Terzo: occorre rendersi conto che la gente ha veramente voglia di parlare di relazioni razziali e di razze. Questo vale soprattutto per le persone di colore che sono giustamente diffidenti nei confronti del razzismo che hanno incontrato e che credono ancora in un mondo migliore grazie all’amicizia.

Quarto: nessuno esce immutato da un simposio sull’unità di razza, nessuno.

Quinto: in questo tipo di programmi non bisogna aver paura di essere più inclusivi, audaci o innovativi. Dopo alcuni anni di soli oratori bahá’í afroamericani, quando abbiamo contattato membri noti della comunità di Austin per assumere ruoli guida e servire come relatori di spicco, il simposio è cambiato nella percezione generale da un evento bahá’í ad un evento ispirato ai principi bahá’í. Questo cambiamento ha spinto un membro dell’università che da anni partecipava al nostro simposio a commentare: “Pensavo che questo fosse solo un evento bahá’í ma ora vedo che non è necessariamente così”.

Un sostenitore bahá’í del simposio ha detto: “Non so come sia iniziato, ma ogni anno che sono stato qui il simposio è stato innovativo e questo è molto positivo. Sono stati sperimentati diversi formati, dalle lezioni ai workshop, alle conferenze personali di tipo TED; diversi tipi di programmi; diversi tipi di relatori tra cui il sindaco di Austin e diversi relatori bahá’í”.

Sesto: occorre includere una componente spirituale: ogni anno un momento di preghiera comune prima del simposio è stato un ottimo modo per far entrare tutti nello spirito di amore e amicizia necessari per iniziare l’evento. Forse uno dei migliori commenti scaturito dal simposio è stato quello di uno dei leader della National Association for the Advancement of Colored People di Austin che ha dichiarato: “Forse dovremmo lasciare che siano i bahá’í a gestire il problema razziale da queste parti. Sono quelli che sembrano avere il giusto atteggiamento”.

Quindi qual è il motivo per intraprendere queste difficili e delicate conversazioni su razza, razzismo e amicizia tra le razze? Perché le nostre stesse vite e la felicità ultima dell’intera umanità dipendono dal loro successo.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2019-01-10T10:51:09+00:004 Gennaio 2019|Categorie: Società|Tags: , , , |

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