Le lezioni che abbiamo imparato da 12 anni di lavoro per l’amicizia tra le razze

di • 14 Dicembre 2018

... abbiamo imparato quanto sia importante creare uno spazio dove poter intraprendere queste conversazioni in quanto molte persone hanno bisogno di questo tipo di spazi, per diverse ragioni ...

Per dodici anni, la comunità bahá’í di Austin, in Texas, ha tenuto un simposio per l’amicizia tra le razze. Da questa iniziativa abbiamo imparato alcune lezioni importanti.

Quando queste parole di Bahá’u’lláh sono state lette da uno studente della Huston-Tillotson University, come introduzione al servizio di culto congiunto che ha aperto i lavori dell’ultimo simposio, sono stato contento e grato. Se avessimo seguito questi pensieri, mi dissi, eravamo sulla strada giusta per il nostro lavoro:

O FIGLIOLI DEGLI UOMINI!
Non sapete voi perché vi creammo tutti dalla stessa polvere? Affinché nessuno esaltasse se stesso sull’altro. Ponderate costantemente nei vostri cuori in qual modo foste creati. Poiché vi abbiamo creati tutti da una stessa sostanza, v’incombe d’essere appunto come un’anima sola, di camminare con gli stessi piedi, di mangiare con la stessa bocca e di dimorare sulla stessa terra, affinché dal vostro intimo essere, mercé il vostro operato e le vostre azioni, possano manifestarsi i segni dell’unicità e della rinunzia. Tale è il mio consiglio per voi, o moltitudine di luce! Date ascolto a questo consiglio affinché possiate raccogliere il frutto della santità dall’albero della meravigliosa gloria. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.68)

Dunque cosa abbiamo imparato?

Da Brian Guequierre, avvocato, membro dell’organo di governo dei bahá’í di Austin e sin dall’inizio membro del comitato di pianificazione del simposio:

Penso che valga la pena citare il contesto di quell’evento e come persino l’eroismo di Louis Gregory possa essere apprezzato solo attraverso il più ampio contesto sociale del sud degli Sati Uniti e delle leggi Jim Crow e il suo matrimonio interrazziale che era illegale qui in Texas. È stato anche illuminante valutare l’accoglienza e l’impegno pubblico che hanno circondato il simposio negli ultimi dodici anni. Inizialmente, direi, c’è stato un coinvolgimento soprattutto da parte delle persone che sono state le più direttamente influenzate dai pregiudizi razziali, quindi, dopo che Obama è stato eletto, c’è stata anche un po’ di opposizione autocompiaciuta, da parte di tutti, sulla base dell’idea che stavamo vivendo in un’America post-razziale. Quando il movimento Black Lives Matter ha preso piede e sempre più i problemi irrisolti, sottostanti alle ingiustizie razziali e alla disuguaglianza sociale, sono venuti a galla c’è stata, da parte di tutti, una maggiore volontà di impegnarsi e di riconoscere l’importanza del lavoro per l’unità razziale nell’ambito del quale si colloca il simposio.

Direi anche che abbiamo imparato quanto sia importante creare uno spazio dove poter intraprendere queste conversazioni in quanto molte persone hanno bisogno di questo tipo di spazi, per diverse ragioni. Abbiamo anche imparato tanto su come coinvolgere alleati e istituzioni per collaborare su questo tema. Il Simposio dell’anno scorso si è tenuto durante un periodo di tensione razziale acuta ad Austin, a causa degli attentati per i quali si sospettavano atti di terrorismo per questioni razziali. Questa preoccupazione è stata menzionata da più partecipanti che hanno anche notato come la partecipazione ad eventi come questo simposio, di fronte a un tale clima, offrisse ai partecipanti la possibilità di agire, di stare insieme per affermare la loro fiducia in un futuro migliore, in un futuro di unità.

Riguardo agli sviluppi scaturiti dagli anni del simposio, Brian ha detto:

Penso che probabilmente valga la pena ricordare che alcune delle partnership che abbiamo formato hanno continuato a dare i loro frutti e tra questi le persone che si sono impegnate in attività bahá’í di costruzione di comunità o che hanno deciso di unirsi alla comunità bahá’í. Sono state create o coltivate amicizie autentiche e si continuano ad intrecciare relazioni e opportunità affini che portano a stimoli incrociati. Tra queste una rinnovata collaborazione con la sezione di Austin della National Association for the Advancement of Colored People, quella per il Race Unity Day con una chiesa unitaria locale, quella con il gruppo Interfaith Action del Texas centrale, quella con l’organizzazione Peace through Pie e quella con la task force del sindaco di Austin sui rapporti interrazziali. In effetti, il sindaco è stato il nostro oratore principale un paio di anni fa.

Un altro importante contributo del simposio è stato il numero di borse di studio universitarie che sono state distribuite nel corso degli anni. Più di 50 studenti universitari, quasi esclusivamente della Huston-Tillotson University, hanno ricevuto assistenza finanziaria grazie a questo evento. Ogni anno un gruppo di studenti ha ricevuto le borse di studio del Louis Gregory Memorial mentre un altro gruppo ha ricevuto borse di studio da un concorso di componimenti sponsorizzato dal simposio. L’argomento per entrambe le serie di borse di studio è variato nel corso degli anni ma è stato sempre coerentemente sulla falsariga di: “Come posso impiegare la mia educazione per contribuire al miglioramento della nostra società e quale ruolo svolgerò per contribuire all’unità delle razze?”

Il Dott. Michael Hirsch lavora instancabilmente alle relazioni con la Huston-Tillotson University, servendo come maestro di cerimonia e in altri ruoli vitali, inclusa la partecipazione a gruppi di discussione. Sui risultati del simposio si è espresso in questi termini:

I simposi hanno introdotto la Fede bahá’í in una comunità per la quale sarebbe stata altrimenti invisibile; hanno generato discussioni significative sul tema della differenza razziale / etnica / religiosa nella vita di tutti i giorni; hanno costituito una fonte di speranza che le differenze possano essere ridotte e colmate nel tempo.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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