Come sfuggire alla propria classe sociale

Come sfuggire alla propria classe sociale

di • 23 novembre 2018

... Questo tipo di superamento spirituale della divisione in classi sociali, che incoraggia ogni persona a trascendere la classe nella quale è nata, chiede a tutti gli esseri umani, senza distinzione di classe, di cancellare le distinzioni che li dividono. ...

Originale su
bahaiteachings.org

Quindicesima parte della serie: 

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Lo scrittore e storico sociale Paul Fussel, nel suo libro Class, ha scritto: “Siamo decisamente ben costretti per tutta la vita nella classe sociale nella quale siamo cresciuti.” Credo che tutti siano d’accordo su questo punto.

Sappiamo che nella maggior parte delle culture antiche – e in molte di quelle ancora esistenti – la società divide le persone in una gerarchia ereditaria, rigida e immutabile, di classi sociali nettamente diverse. Questi ranghi sociali o economici hanno spesso confini molto netti. Nessuno, o al limite pochissimi, sono in grado di attraversarli. Chi nasce in una classe benestante, lì rimane, a prescindere dalle sue condizioni effettive. Per chi nasce povero la mobilità verso l’alto risulta difficile se non impossibile.

In India, ad esempio, il sistema delle caste ha storicamente definito gruppi sociali rigidi, ereditati alla nascita. Chiamati Jatis, che significa gruppi di nascita, hanno rigorosamente delineato e limitato ciò che le persone potevano fare nella vita, in termini di educazione, di matrimonio e persino di occupazione.

Dunque cosa dicono gli insegnamenti bahá’í sulle classi sociali? Per il futuro gli scritti bahá’í prevedono che:

…le disordinate differenze di classe [saranno] annullate. L’indigenza da una parte e l’enorme accumulo di beni dall’altra scompariranno. (Shoghi Effendi, L’ordine mondiale di Bahá’u’lláh 174)

Per capire come ciò possa accadere, o anche semplicemente essere possibile, esploriamo per un momento la storia dei sistemi sociali e della loro divisione in classi. Il sistema a tre ordini più conosciuto nel Medioevo, chiamati gli ordini del regno, proveniva da regioni dell’Europa che ora appartengono alla Francia. Quella società medievale considerava il clero cristiano come il primo ordine; la nobiltà e i guerrieri costituivano il secondo ordine e la gente comune il terzo. La legge francese li definiva in questo modo: 1. gli Oratores, cioè coloro che pregano, 2. i Bellatores, la nobiltà e i suoi soldati, cioè coloro che combattono, e 3. i Laboratores, i lavoratori, cioè coloro che lavorano, principalmente in agricoltura. Altri parlavano di tre stati, quello della chiesa, quello dei nobili e quello dei cittadini.

Nella storia britannica antica a queste tre classi corrispondevano tre sezioni del parlamento: The Lords Spiritual, The Lords Temporal e The Commons. (Il filosofo e scrittore scozzese Thomas Carlyle ha definito i media il quarto stato, e ha scritto: “laggiù, nella galleria dei giornalisti, c’era un quarto stato, il più importante di tutti.”)

Chi nasceva in quelle società nasceva in uno di quegli ordini ed era destinato a morire come membro quella stessa classe sociale.

Ovviamente alla gente questo sistema di classi sociali rigide non è mai piaciuto, specialmente a quelli nati nella classe inferiore. Poiché il primo e il secondo ordine governavano e invariabilmente reprimevano la stragrande maggioranza dei cittadini di terza classe – che costituivano oltre il 90% della popolazione – i cittadini comuni si sollevarono e rovesciarono questo sistema. Questo movimento iniziò con la rivoluzione francese nel 1789 e influenzò profondamente il corso della storia del pianeta, aprendo la strada a una transizione di massa verso le attuali repubbliche democratiche nel corso dei due secoli successivi.

I residui di questi sistemi di classe basati sulla nascita sono ancora in molti casi facilmente riconoscibili. Dalle istituzioni della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord in Inghilterra ai sistemi gerarchici delle caste in luoghi come India, Nepal, Pakistan, Yemen e Sri Lanka, l’umanità mantiene ancora gli antichi e superati modi di dividere le persone in classi. In alcune cosiddette società moderne ora dividiamo e classifichiamo le persone attraverso distinzioni di ricchezza o di colore della pelle o di celebrità piuttosto che in base a posizioni ereditarie ma le distinzioni di classe ci tengono ancora separati, proprio come succedeva nel vecchio sistema degli ordini.

Gli insegnamenti bahá’í invitano a porre fine a queste pratiche arcaiche di divisione rigida degli esseri umani in classi o caste, e a sostituirli ovunque con l’uguaglianza del genere umano:

Sia lode a Dio che le cupe notti dell’ignoranza sono sparite durante le età che stanno passando e che l’aurora luminosa dell’intelligenza e della saggezza sta diventando visibile. Lode a Dio che il freddo inverno del fanatismo e del bigottismo, con la sua mano agghiacciante e l’eterodossia irrazionale, è giunto al termine e che la primavera che rinfresca l’anima con gli imperituri fiori e giacinti dell’amore e della tolleranza universale, è spuntata, profumando tutte le narici con i dolci odori della fede e della fiducia. Sia lode a Dio che le nere nubi delle limitazioni umane e delle restrizioni create dall’uomo sono state dissipate e che il Sole che illumina il mondo del Regno, sia spuntato dall’orizzonte dei cuori! Sia lode a Dio che le catene dell’ingiustizia e i ferri dell’oppressione dei faraoni della terra e dei dominatori dispotici degli uomini si sono ridotti in polvere e l’era della giustizia, dell’equità, della fratellanza e della vera democrazia è stata inaugurata. Sia lode a Dio che le corone dei despoti siano cadute per terra e i troni dei tiranni siano stati scossi alle fondamenta. Ma i veri diademi della gloria e del potere e le regali sedi dei governi equi e delle istituzioni democratiche sono stati elevati. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, Volume 6, pp. 111-112, traduzione personale)

Come è possibile allora liberarsi dalle vecchie distinzioni di classe – e anche da quelle nuove? Quando Karl Marx voleva stabilire una società senza classi, i governi basati sui suoi principi sancirono l’uso della violenza per raggiungere i loro scopi. Gli insegnamenti bahá’í raccomandano un metodo completamente diverso, basato sulla spiritualità e l’altruismo:

Secondo i principi bolscevichi l’uguaglianza è ottenuta con l’uso della forza. Le masse che sono opposte alle persone delle classi più elevate e ricche desiderano condividere i loro vantaggi.

Ma secondo gli insegnamenti divini l’uguaglianza viene realizzata attraverso una pronta disponibilità a condividere. È comandato, per quanto riguarda la ricchezza, che i ricchi tra la gente e gli aristocratici dovrebbero, per loro libero arbitrio e per la loro stessa felicità, occuparsi e prendersi cura dei poveri. Questa uguaglianza è il risultato delle elevate caratteristiche e dei nobili attributi dell’umanità. (‘Abdu’l-Bahá, Foundations of World Unity, p. 43, traduzione personale)

Questo tipo di superamento spirituale della divisione in classi sociali, che incoraggia ogni persona a trascendere la classe nella quale è nata, chiede a tutti gli esseri umani, senza distinzione di classe, di cancellare le distinzioni che li dividono.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-12-07T05:31:33+00:0023 novembre 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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