Unità del mondo in tre mosse

Unità del mondo in tre mosse

di • 19 ottobre 2018

... Attraverso questa sequenza di attività la Fede bahá’í migliora costantemente la propria risposta ai problemi del mondo. Anche in comunità separate dagli oceani, con realtà ambientali e sociali molto diverse, si può condividere una comprensione comune di quello che serve per cambiare il mondo e applicare gli apprendimenti comuni alla ricerca dell'unità. ...

I bahá’í di tutto il mondo hanno un obiettivo estremamente ampio: unificare tutta la civiltà umana in pace e fratellanza. Ma come creare un contesto che possa veramente unificare il mondo?

Il concetto di unità, evidentemente, ha bisogno di applicazioni pratiche e le parole non bastano. L’unità richiede di riunire le persone attorno ad una causa comune. Questo è ciò per cui i bahá’í lavorano costantemente.

Oggi più di 5 milioni di persone si identificano come bahá’í ma questo numero non include i milioni che partecipano attivamente alle attività bahá’í. C’è tanta diversità, e tanto da fare, dalle città metropolitane ai villaggi remoti, dai paesi dilaniati dalla guerra ai quartieri più benestanti.

Con una comunità globale così diversificata, con realtà e culture così incredibilmente diverse, una mentalità unitaria sembra quasi irrealistica. In passato, ambiziosi tentativi di affrontare su larga scala i problemi che si manifestano in modi molto diversi nelle varie parti del mondo hanno spesso completamente fallito e causato la divisione di molte religioni in molteplici sette ognuna decisa a trovare un modo per applicare le proprie convinzioni a quella specifica realtà. Credere negli insegnamenti bahá’í è una cosa — combattere il pregiudizio, essere sinceri e pregare sono concetti universali — ma come applicarli? Può una fede religiosa rispondere ai bisogni di tutti?

I bahá’í credono che la loro fede abbia gli strumenti necessari ad affrontare la complessità di questo compito. Gli scritti sacri di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá e Shoghi Effendi, e la guida della Casa Universale di Giustizia, il corpo supremo, democraticamente eletto, della Fede bahá’í, forniscono alla comunità mondiale bahá’í una solida base spirituale per l’attuazione di un cambiamento progressivo – per la costruzione di una civiltà sempre più avanzata che ha il potere di unire tutta l’umanità:

I principi essenziali dei Suoi (di Bahá’u’lláh) rimedi risanatori sono la conoscenza e l’amore di Dio, il distacco da ogni cosa fuorché Dio, rivolgere il viso con sincerità verso il Regno di Dio, fede assoluta, fermezza e fedeltà, bontà verso tutte le creature e acquisizione delle virtù divine indicate per il mondo umano. Questi sono i principi fondamentali del progresso, della civiltà, della pace internazionale e dell’unità del genere umano. Questa è l’essenza degli insegnamenti di Bahá’u’lláh, il segreto della salute eterna, il rimedio e la guarigione dell’uomo. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 224)

In tutto il mondo la comunità bahá’í si impegna per imparare e migliorare attraverso una specifica sequenza di attività: azione, consultazione e studio.

Azione unificata

Su scala globale, l’azione unificata prende forma come una serie di piani preparati dalla Casa Universale di Giustizia. Questi piani, basati sull’esperienza acquisita da molte comunità in tutto il mondo, rispondono alle esigenze globali e sono applicabili a un certo livello in qualsiasi comunità dovunque essa si trovi. A volte gli obiettivi sono numerici, intesi a incoraggiare i bahá’í e i loro amici ad invitare sempre più persone a partecipare al processo di trasformazione sociale; a volte, gli obiettivi sono qualitativi come imparare ad avere conversazioni significative, affrontare il pregiudizio razziale o colmare le lacune culturali che hanno diviso gli esseri umani per secoli.

La realtà di ogni comunità locale è diversa. Mentre in alcune regioni del Sud America, colmare un gap potrebbe significare invitare popolazioni indigene a partecipare alla conversazione in una società in cui sono sistematicamente escluse, in altri luoghi in Europa colmare un gap potrebbe significare raggiungere un quartiere dove le persone non sono abituate a parlarsi. Ogni realtà è diversa, ma la necessità di relazionarsi con gli altri è la stessa, e avrà ugualmente potere rivoluzionario in ogni società.

A livello locale l’impegno bahá’í per l’unità significa lavorare come una squadra, accogliendo chiunque voglia aiutare, accompagnando gli altri e incoraggiandosi a vicenda. Gli amici aiutano come possono: dedicando il proprio tempo per insegnare ai bambini, assistendo con le provviste o anche pregando per le attività nel quartiere. In questo modo, l’azione rimane unificata e si rimane connessi sia localmente che su scala globale, collegati da obiettivi condivisi.

L’impostazione del lavoro in squadre permette agli amici di lavorare assieme, di offrire reciproco supporto e di costruire fiducia, ma anche quando agiscono individualmente, essi coordinano i loro sforzi con una maggiore efficacia… Questo spirito di grande risolutezza serve a moltiplicare i poteri della comunità e in ogni ciclo gli amici imparano a dipendere sempre più dalle potenti confermazioni del regno divino che le loro azioni attraggono. (Casa Universale di Giustizia, 29 dicembre 2015)

Riflessione costante

Un atteggiamento di apprendimento è cruciale per ogni attività ma lo è ancor di più quando si cerca di rispondere alle esigenze della società. Incomprensioni e divisioni che avrebbero potuto essere facilmente evitate hanno posto fine a molti tentativi e la mancanza di profondità di pensiero di fronte alle decisioni può minare l’efficacia di qualsiasi azione per quanto buone siano le intenzioni che l’hanno generata.

I bahá’í si prendono molto spazio per la riflessione: individualmente, quando giornalmente si cerca di migliorare il proprio pensiero e i propri comportamenti, o in piccoli gruppi di amici sulle scelte da compiere per aiutare le persone che vivono nell’area. I bahá’í riflettono in qualità di rappresentanti di diverse comunità, città o anche paesi, condividendo storie, sfide e fallimenti, e imparando attivamente gli uni dagli altri.

Con questa enfasi sulla riflessione profonda nelle comunità locali, nazionali e globali, i bahá’í e i loro amici possono usufruire di un’ampia conoscenza del mondo che li circonda. Imparano ciò che aiuta e ciò che danneggia, quali sono i problemi e alcune possibili soluzioni. Questa conoscenza viene poi trasmessa alla prossima generazione, il che significa che nessuno agisce alla cieca, e che le azioni di tutti sono soggette a una costante rifinitura:

Quando le attività sono svolte nella modalità dell’apprendimento… le visioni e le strategie sono continuamente riesaminate. Una volta ultimato il lavoro, rimossi gli ostacoli, moltiplicate le risorse e apprese le lezioni, si apportano le modifiche alle mete e ai metodi. Il processo di apprendimento, guidato da appropriate intese istituzionali, si sviluppa in un modo che rassomiglia alla crescita e alla differenziazione di un organismo vivente. Si evitano mutamenti casuali e si mantiene una continuità d’azione. (Ufficio per lo sviluppo socio-economico presso il Centro Mondiale Bahá’í, L’azione sociale)

Consultazione spassionata

Come per qualsiasi attività che coinvolga milioni di persone provenienti da ambiti diversi la comunicazione aperta garantisce che i passi compiuti siano efficaci e che l’unità del gruppo sia mantenuta.

Gli scritti bahá’í offrono una guida unica circa la natura della comunicazione fra la gente quando si tratta di prendere decisioni. Il termine usato è consultazione, una forma di conversazione in cui ognuno è sullo stesso piano e le idee sono condivise apertamente e spassionatamente. Lo scopo è quello di trovare la verità condividendo i punti di vista pur senza attaccamenti, e alla fine, qualunque decisione la maggioranza prenda, viene considerata la decisione di tutto il gruppo e tutti la sostengono con convinzione. In questo modo, la consultazione si avvale sia della diversità delle idee dei membri del gruppo sia dell’impegno del gruppo a mantenere l’unità:

Il cielo della divina saggezza è rischiarato dai due astri della consultazione e della compassione. Consultatevi su tutte le questioni, poiché la consultazione è il faro che rischiara il cammino e conferisce comprensione. (Bahá’u’lláh, Tavole 151)

Studio degli Scritti Bahá’í

I bahá’í e I loro amici si impegnano a raggiungere una comprensione profonda della fonte degli insegnamenti bahá’í: gli Scritti di Bahá’u’lláh, del Báb e di ‘Abdu’l-Bahá.

La rivelazione bahá’í comprende molti scritti che sono stati tradotti in inglese e in ogni lingua parlata nel mondo. Ma non vi è alcuna utilità in una tale ricchezza di conoscenza divina se non viene studiata, e non solo dalle istituzioni della fede ma da tutti coloro che partecipano a qualsiasi attività bahá’í.

Anche se costruire l’unità in una comunità può spesso sembrare una serie molto pratica di passi, il suo nucleo è profondamente spirituale. Diversamente si corre il rischio di agire come si trattasse d’affari, freddamente, e si può scivolare in una mentalità basata su regole materialistiche: paternalismo, diffidenza, e ambizione. Molti sforzi per cambiare il mondo si basano su questi atteggiamenti obsoleti e a volte dannosi. Per mantenere ed espandere la base spirituale della trasformazione gli scritti bahá’í dicono che i costruttori di comunità dovrebbero immergersi nella parola creativa, il messaggio divino dei profeti:

Mentre una persona coltiva l’abitudine dello studio e della profonda riflessione sulla Parola creativa, questo processo di trasformazione si rivela nella capacità di esprimere la propria comprensione di concetti profondi e di esplorare la realtà spirituale in conversazioni significative. Queste capacità sono visibili non solo nelle discussioni elevate che sempre più caratterizzano le interazioni con la comunità, ma anche nelle continue conversazioni che vanno ben oltre, anche fra i giovani bahá’í e i loro coetanei, fino a includere genitori le cui figlie e figli si giovano dei programmi educativi della comunità. Grazie a scambi di questo genere, la coscienza delle forze spirituali si acuisce, apparenti dicotomie cedono il passo a percezioni inattese, il senso dell’unità e di una vocazione comune si rafforza, la fiducia nella possibilità di creare un mondo migliore si rinvigorisce e si manifesta l’impegno nell’azione. (Casa Universale di Giustizia, 29 dicembre 2015)

Attraverso questa sequenza di attività la Fede bahá’í migliora costantemente la propria risposta ai problemi del mondo. Anche in comunità separate dagli oceani, con realtà ambientali e sociali molto diverse, si può condividere una comprensione comune di quello che serve per cambiare il mondo e applicare gli apprendimenti comuni alla ricerca dell’unità.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-11-02T14:58:56+00:0019 ottobre 2018|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , |

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