Riformare la legge sulle successioni per creare giustizia sociale

Riformare la legge sulle successioni per creare giustizia sociale

di • 26 ottobre 2018

... Questo tipo di distribuzione più ampia e volontaria tra molti offre opportunità a chi non le ha mai avute prima, aiuta a distribuire con equità le grandi concentrazioni generazionali di ricchezza ereditaria e suggerisce anche di destinare una quota dell'eredità totale ad un fondo per i poveri, gli orfani e i vedovi ...

Originale su
bahaiteachings.org

Tredicesima parte della serie: 

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I soldi che possediamo li abbiamo guadagnati o ce li ha dati qualcuno? Gli insegnamenti economici della Fede bahá’í offrono una risposta spirituale a questa domanda.

La ricchezza ereditaria crea problemi significativi nella società, così come l’accumulo di vaste risorse da parte di un piccolo numero di persone, e gli insegnamenti bahá’í hanno un rimedio. In primo luogo i bahá’í credono che il lavoro sia un atto di culto, il che significa che non dovrebbero esserci ricchi che vivono oziando, che non lavorano e che non contribuiscono alla società:

S’ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di occupazione, come mestieri, commerci e simili. Ci siamo degnati d’innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell’adorazione a Dio, l’Unico Vero. Riflettete in cuor vostro sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziateLo all’alba e all’imbrunire. Non sciupate il tempo nell’ozio e nell’indolenza, ma occupatevi di ciò che possa recare profitto a voi e agli altri. Così è stato decretato in questa Tavola dal cui orizzonte l’astro della saggezza e della parola risplende luminoso. (Bahá’u’lláh, Tavole 24)

Ogni persona, per quanto minorata e limitata possa essere, ha l’obbligo di dedicarsi a un lavoro o una professione, perché il lavoro, specialmente quando sia svolto nello spirito del servizio, è, secondo Bahá’u’lláh, una forma di adorazione. Non ha solo fini utilitaristici, ma anche un valore intrinseco, perché ci avvicina a Dio e ci consente di capire meglio il Suo scopo per noi in questo mondo. È ovvio quindi che la ricchezza ereditata non esime nessuno dal lavoro quotidiano. (Shoghi Effendi in Lumi di guida, n. 2106)

Questo principio fondamentale della Fede bahá’í è accompagnato da un insieme esaustivo di insegnamenti riguardanti l’eredità che raccomandano come la ricchezza accumulata dai singoli dovrebbe essere divisa al loro trapasso. Questi insegnamenti aiutano a prevenire il trasferimento delle vaste fortune di una ricca famiglia da una generazione all’altra. Senza elencare tutti questi insegnamenti in dettaglio, due specifiche disposizioni riassumono il loro intento: i bahá’í credono che tutti dovrebbero avere un testamento scritto:

… la questione del testamento è di estrema importanza: tutti devono prestare la massima attenzione alla stesura di un testamento, in modo che non ci sia nessuno che non ne abbia uno. (‘Abdu’l-Bahá citato dalla Casa Universale di Giustizia in Wills, Applicable Laws, Inheritance, p. 3, traduzione personale)

In secondo luogo le leggi bahá’í danno piena libertà a tutti di distribuire le loro risorse e i loro possedimenti come meglio credono, tuttavia gli insegnamenti bahá’í raccomandano che una parte significativa di quanto viene lasciato in eredità venga affidata a un’autorità centrale (per i bahá’í la Casa Universale di Giustizia, loro organo di governo internazionale democraticamente eletto) a beneficio dei poveri del mondo:

L’uomo raggiunge la perfezione per mezzo di buone azioni liberamente compiute, non per mezzo di buone azioni che è stato costretto a compiere. E la divisione dei beni è una giusta azione di libera scelta personale: cioè, i ricchi devono porgere aiuto ai poveri, spendere le loro sostanze per i poveri, ma liberamente e non perché i poveri l’hanno ottenuto con la forza. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 113)

Nel futuro ad un industriale non sarà consentito di lasciare tutte le sue proprietà ai suoi familiari. Una legge sarà stabilita che, indicativamente, egli debba lasciare solo un quarto dei suoi averi alla sua famiglia, gli altri tre quarti devono andare ai lavoratori che hanno creato la sua ricchezza. (‘Abdu’l-Bahá in Star of the West, Volume 5, p. 11, traduzione personale)

Recentemente tanti eminenti economisti hanno prestato molta più attenzione alla comprovata realtà dietro questi principi, concludendo che il continuo accumulo di capitale da parte di coloro che sono molto ricchi, soprattutto quando questo capitale viene trasferito per intero da una generazione all’altra, tende a creare un sempre maggiore divario tra ricchi e poveri:

Quando il tasso di rendimento del capitale supera regolarmente il tasso di crescita del prodotto e del reddito – come accadde fino al XIX secolo e come rischia di accadere di nuovo nel XXI – il capitalismo produce automaticamente disuguaglianze insostenibili… (Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, Bompiani)

Quando concentriamo il capitale ereditato nelle mani di una piccola classe di persone di livello economico superiore e il ritorno su quel capitale rimane alto, la ricchezza si auto-perpetua, dunque i ricchi diventano più ricchi – molto più ricchi – e questo crea una società ingiustamente dominata da coloro che ereditano la ricchezza e la usano per influenzare il corso della storia. Da una prospettiva bahá’í la società deve stabilire delle leggi e, cosa più importante, ogni individuo deve adottare una visione spirituale, che prevenga l’accumulo di grandi fortune:

La legge di Dio afferma che non ci sia né ricchezza eccessiva né povertà eccessiva. (‘Abdu’l-Bahá in Star of the West, Volume 9, p. 706, traduzione personale)

Quando Bahá’u’lláh scrisse ai re e ai governanti del mondo nel 1867 e nel 1868, diede a quei sovrani consigli su questo importante argomento:

Non oltrepassare i limiti della moderazione e tratta giustamente coloro che ti servono. Concedi loro ciò che le loro necessità richiedono, ma non in misura tale da poter accumulare ricchezze personali, abbigliarsi con fasto, abbellire le loro case, acquistare cose che non saranno per loro di alcun beneficio ed essere annoverati fra i dissipatori. Agisci con rigorosa giustizia, in modo che nessuno versi in miseria o ecceda nel lusso. Questa è evidente giustizia.

Non permettere all’abietto di governare e dominare coloro che sono nobili e degni di onore e non consentire che i magnanimi siano alla mercé di individui spregevoli e indegni… Ciò non si confà alla tua sovranità ed è indegno del tuo rango. (Bahá’u’lláh, Gli inviti del Signore degli Eserciti 108)

La Fede bahá’í raccomanda di dividere in modo efficace l’intero patrimonio della persona che è trapassata tra un grande gruppo di persone: figli, coniuge, padri e madri, fratelli e sorelle e infine insegnanti, oltre a un deposito centrale dedicato a servire i bisogni dei membri meno fortunati della società. Questo diffonde la ricchezza e rende l’attuale concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi molto meno probabile.

Questo tipo di distribuzione più ampia e volontaria tra molti offre opportunità a chi non le ha mai avute prima, aiuta a distribuire con equità le grandi concentrazioni generazionali di ricchezza ereditaria e suggerisce anche di destinare una quota dell’eredità totale ad un fondo per i poveri, gli orfani e i vedovi. In questo modo, gli insegnamenti bahá’í creano un percorso verso una società futura molto più equilibrata ed equa.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-11-09T04:04:51+00:0026 ottobre 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , , |

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