Perché eliminare la povertà conduce alla pace

Perché eliminare la povertà conduce alla pace

di • 14 settembre 2018

... Quando oligarchi, dittatori e multinazionali detengono la quota predominante della ricchezza del pianeta e quando la grande massa del popolo del mondo viene privata del potere o delle risorse necessarie allora l'ingiustizia che ne deriva spesso produce rabbia, ribellione e rivoluzione. ...

Originale su
bahaiteachings.org

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I disordini sociali, il terrorismo e i conflitti armati sono quasi sempre conseguenze della povertà. In altre parole povertà uguale guerra.

Questa semplice equazione, dimostrata da secoli di esperienza, conferma sostanzialmente quello che tutti noi sappiamo: il conflitto, la violenza, la rivoluzione e la guerra derivano da condizioni sociali grossolanamente inique e ingiuste. Storicamente le società con una grande disparità tra ricchezza e povertà tendono ad essere meno stabili mentre le società con porzioni più ampie di popolazione appartenente alla classe media tendono ad essere più stabili.

Quando le persone hanno pochissimo e sanno che i loro governanti hanno più del necessario cresce la rabbia e scoppiano insurrezioni e rivolte. Se i bambini dei poveri vanno a letto ogni sera affamati mentre i bambini del re cenano in sontuose feste, il dominio di quel re normalmente non dura a lungo. In parole povere l’ingiustizia produce iniquità che a sua volta porta all’insurrezione.

Gli insegnamenti bahá’í sottolineano come in ogni società la strada maestra verso la pace passi per una distribuzione equa delle risorse e per l’eliminazione degli estremi della ricchezza e della povertà:

La sistemazione delle condizioni dei popoli dev’essere tale che la povertà scompaia, che ognuno abbia, secondo il proprio rango e la propria posizione, un proprio agio e un proprio benessere, quanto più è possibile. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 164)

Mentre i nobili ed altri personaggi di alto rango vivono in condizioni agiate, anche i poveri dovrebbero essere in grado di procurarsi il loro cibo quotidiano senza essere trascinati in condizioni di fame estrema. (‘Abdu’l-Bahá, ‘Abdu’l-Bahá in London 29, traduzione personale)

Quando oligarchi, dittatori e multinazionali detengono la quota predominante della ricchezza del pianeta e quando la grande massa del popolo del mondo viene privata del potere o delle risorse necessarie allora l’ingiustizia che ne deriva spesso produce rabbia, ribellione e rivoluzione. Nel mondo di oggi, questa grande disparità è diventata estremamente pronunciata. Consideriamo questi semplici fatti:

  • Il 20% più ricco della popolazione rappresenta il 75% del reddito mondiale. Il restante 80% della popolazione mondiale vive con meno di 10 dollari al giorno.
  • Il Prodotto interno lordo (PIL) dei 41 paesi più poveri della Terra – principalmente nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale – è inferiore alla ricchezza combinata delle sette persone più ricche al mondo.
  • I 497 miliardari del mondo hanno un patrimonio netto di 3,5 trilioni di dollari, oltre il 7% del PIL mondiale.

Questo enorme divario tra ricchi e poveri destabilizza il mondo. Gli insegnamenti bahá’í dicono che sradicare questa enorme disparità tra ricchezza e povertà è una delle tappe più importanti per ottenere la pace:

Per l’eccessiva disparità fra ricchi e poveri, causa di intense sofferenze, il mondo si trova in uno stato di instabilità, virtualmente sull’orlo della guerra. Poche delle nostre società hanno affrontato con efficacia questa situazione. La soluzione richiede una combinata applicazione di vari elementi, spirituali, morali e pratici. Si richiede un ulteriore esame del problema che preveda la consultazione di esperti provenienti da un’ampia gamma di discipline e liberi da polemiche economiche e ideologiche, e che coinvolga in decisioni tanto urgenti le persone direttamente in causa. Si tratta di una questione legata non soltanto alla necessità di eliminare gli estremi di ricchezza e povertà, ma altresì a quelle verità spirituali la cui comprensione può produrre un nuovo atteggiamento mentale universale. Incoraggiare tale atteggiamento è già risolvere gran parte del problema. (Casa Universale di GiustiziaLa promessa della pace mondiale 6)

Promuovendo l’atteggiamento universale tipico di una soluzione spirituale ai problemi economici, gli insegnamenti bahá’í raccomandano diversi modi specifici per correggere l’ingiusta mal distribuzione della ricchezza che costituisce un ostacolo alla pace:

Certamente, dato che alcune persone sono enormemente ricche e altre deplorevolmente povere è necessaria un’organizzazione che controlli e migliori questo stato di cose. È molto importante limitare le ricchezze, ma è anche importante limitare la povertà. Entrambi gli estremi non sono buoni. È meglio stare sulla via di mezzo. Un capitalista ha il diritto di possedere una grande fortuna, ma è ugualmente giusto che il suo operaio abbia mezzi sufficienti per vivere.

Non deve esistere un finanziere con ricchezze colossali mentre accanto a lui si trova un povero nel peggiore bisogno. Quando vediamo che si permette che la povertà raggiunga le condizioni dell’estrema inedia, possiamo esser certi che da qualche parte esiste la tirannia. L’umanità deve impegnarsi per risolvere questo problema e non indugiare oltre a cambiare le condizioni che impongono a gran parte della popolazione le sofferenze di una logorante miseria. I ricchi devono dare una parte della loro opulenza, devono intenerirsi il cuore e coltivare la propria sensibilità alla compassione, preoccupandosi degli afflitti che soffrono per mancanza delle necessità essenziali alla vita.

Si dovranno creare leggi speciali per regolare gli estremi di ricchezza e di bisogno. I membri del governo devono tenere in considerazione le leggi di Dio quando preparano i piani per governare i popoli. I diritti dell’umanità devono essere protetti e preservati.

I governi dei vari paesi devono conformarsi alla Legge divina che garantisce uguale giustizia per tutti. Questa è la sola via che permetterà l’abolizione del deplorevole eccesso di ricchezze e della miserevole, demoralizzante e degradante povertà. Finché non lo si farà, non si obbedirà alla Legge di Dio. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 166)

Ricchi, poveri o altri che vivono a metà tra queste due condizioni, le leggi e gli insegnamenti speciali della Fede bahá’í raccomandano di eliminare gli estremi della ricchezza e della povertà.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-09-28T06:35:17+00:0014 settembre 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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