Come l’altruismo può ridurre la povertà

Come l’altruismo può ridurre la povertà

di • 28 settembre 2018

... Sempre più spesso, in molte società, coloro che detengono ingenti ricchezze contribuiscono consapevolmente e volontariamente con una parte significativa della loro ricchezza alle iniziative dei governi e delle organizzazioni senza scopo di lucro per alleviare ed eliminare la povertà ...

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bahaiteachings.org

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I bahá’í credono che fino a ora gli sforzi per ridurre o eliminare le grandi disparità di ricchezza e di povertà siano falliti perché non tenevano in considerazione la fondamentale natura spirituale degli esseri umani.

La società umana necessita di due ingredienti principali per la soluzione dei suoi problemi economici – non solo nuove leggi che regolano e alterano le forti disparità economiche, ma anche un cambiamento nella coscienza umana basato sulla spiritualità e generato dall’altruismo e dall’amore. Gli insegnamenti bahá’í dicono che non possiamo realizzare una civiltà divina ed egualitaria con la sola legislazione: il cuore umano deve cambiare perché ciò sia pienamente possibile. Abbiamo bisogno di una soluzione veramente spirituale per gli attuali problemi economici.

Sappiamo tutti che i passati tentativi di legiferare l’assoluta uguaglianza economica tra tutte le persone non hanno funzionato. La maggior parte dei sistemi che hanno usato solo mezzi legali per farlo sono tutti falliti. Gli insegnamenti bahá’í dicono che un approccio strettamente basato sulla legge non sarà mai una soluzione praticabile al vecchio problema della ricchezza e della povertà:

Da un canto vediamo fra noi uomini sovraccarichi di ricchezze e, dall’altro, sventurati che soffrono la fame perché non hanno nulla, persone che hanno imponenti palazzi e altri che non sanno dove posare il capo. Vediamo alcuni che consumano molte portate di cibo costoso e appetitoso, mentre altri a mala pena hanno un tozzo di pane per rimanere in vita. Mentre alcuni indossano velluti, pellicce e lini scelti, altri hanno indumenti poveri e leggeri, insufficienti a proteggerli dal freddo.

Questo stato di cose è sbagliato e deve essere rimediato. Il rimedio però deve essere applicato con molta perizia. Non si può rimediare portando l’assoluta uguaglianza fra gli uomini. (‛Abdu’l-Bahá, Saggezza 164)

Invece, credono i bahá’í, alcune differenze nella condizione economica delle persone esisteranno sempre. Poiché le persone hanno capacità, talenti e abilità diverse, il concetto di pura uguaglianza economica non potrà mai diventare una realtà. Invece, gli insegnamenti bahá’í dicono che i grandi estremi della ricchezza e della povertà dovrebbero essere regolati legalmente e volontariamente risanati – un “aggiustamento dei mezzi di sostentamento” basato sulla legge e basato sull’anima che eliminerà gli estremi della ricchezza e povertà:

Ognuno di voi deve tenere i poveri nella massima considerazione e dar loro assistenza. Organizzate qualcosa per aiutarli e impedire che la povertà aumenti. Il più grande strumento per la prevenzione della povertà è che le leggi della comunità siano formulate e applicate in modo tale che non sia possibile che pochi siano milionari e molti indigenti. Uno degli insegnamenti di Bahá’u’lláh è il riequilibrio dei mezzi di sostentamento nella società umana. Con questo assestamento non ci potranno essere estremi nelle condizioni umane riguardo alla ricchezza e al sostentamento. La comunità ha bisogno di finanzieri, agricoltori, commercianti e operai, come un esercito deve avere un comandante, ufficiali e soldati semplici. È impossibile che tutti siano comandanti, tutti ufficiali o tutti soldati semplici. Nel tessuto sociale ognuno deve essere competente al proprio livello, ognuno deve avere una propria funzione secondo le proprie capacità, ma con eque opportunità per tutti. (‛Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 237)

Gli insegnamenti bahá’í non suggeriscono di livellare artificialmente tutte le risorse o tutte le persone – ma raccomandano uno sforzo altruistico organizzato per eliminare i grandi estremi su entrambe le direzioni della scala economica:

Alcuni sono troppo ricchi, altri sono troppo poveri, alcuni possiedono milioni e altri non ne hanno. Un’organizzazione è necessaria per controllare questo stato di cose. È necessario limitare le ricchezze o è necessario limitare la povertà. Ciascun estremo è sbagliato. Ci dovrebbe essere uno stato medio. Se è giusto per un capitalista avere una grande fortuna, allora è anche giusto che un operaio abbia i mezzi di sussistenza. Se si consente alla povertà di raggiungere una condizione di fame, si dimostra che esiste una tirannia. Gli uomini devono vedere che questo non accade, in ogni caso. Ci devono essere leggi speciali. I ricchi devono dare dalla loro abbondanza. Se hanno più del necessario, devono pensare a quelli che sono nel bisogno.

Il governo di un paese dovrebbe emanare leggi conformi alla legge divina. La Legge di Dio afferma che non dovrebbero esserci né ricchezza eccessiva né eccessiva povertà. (‛Abdu’l-Bahá, Star of the West, Volume 2, p. 6, traduzione personale)

In alcune nazioni illuminate questo tipo di attività di aggiustamento sono già iniziate. Le politiche fiscali in molti paesi sviluppati spesso impediscono l’accumulo eccessivo di ricchezze assurde tra i più ricchi, ad esempio, e i programmi di assistenza del governo spesso prevengono la mancanza di un tetto e di cibo per i più poveri.

Sempre più spesso, in molte società, coloro che detengono ingenti ricchezze contribuiscono consapevolmente e volontariamente con una parte significativa della loro ricchezza alle iniziative dei governi e delle organizzazioni senza scopo di lucro per alleviare ed eliminare la povertà:

L’essenza dello spirito bahá’í è che, per migliorare l’ordine sociale e la condizione economica, si deve essere fedeli alle leggi e ai principi del governo. Secondo le leggi che devono governare il mondo, i socialisti possono giustamente chiedere i diritti umani, ma senza ricorrere alla forza e alla violenza. I governi promulgheranno queste leggi, instaurando una legislazione e un’economia giuste, affinché tutta l’umanità goda di una piena misura di benessere e di privilegi. Ma questo dovrà sempre avvenire sotto la protezione e secondo la procedura della legge. Senza un’amministrazione legislativa, i diritti e le richieste non bastano e non si può ottenere il benessere della collettività… I privilegi e le richieste legittime devono essere sanciti nelle leggi e nei regolamenti.

Mentre migliaia di persone stanno esaminando queste questioni, noi abbiamo scopi più essenziali. I principi fondamentali della condizione economica sono divini e sono legati al mondo del cuore e dello spirito. Gli insegnamenti bahá’í lo spiegano bene e se non se ne conoscono i principi non si potrà ottenere nessun miglioramento delle condizioni economiche. I bahá’í porteranno questo miglioramento, ma non con la sedizione e con il ricorso alla forza fisica, non con la guerra, ma con i servizi sociali. I cuori devono essere così cementati fra loro, l’amore deve diventare così predominante, che i ricchi siano disposti a porgere assistenza ai poveri e a prendere provvedimenti per introdurre permanentemente questi aggiustamenti economici. Se si agirà in questo modo, sarà molto encomiabile, perché allora sarà per amore di Dio e sulla via del Suo servizio. Per esempio, sarebbe come se gli abitanti ricchi di una città dicessero: «Non è né giusto né legittimo che in questa comunità noi possediamo grandi ricchezze, mentre altri si trovano nella miseria più nera» e allora cederanno volontariamente la loro ricchezza ai poveri, trattenendo solo quanto permetta loro di vivere agiatamente. (‛Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 261)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-10-10T06:41:52+00:0028 settembre 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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