Promuovere la giustizia sociale attraverso il progresso economico e spirituale

Promuovere la giustizia sociale attraverso il progresso economico e spirituale

di • 24 agosto 2018

... L'attuale paradigma economico è stato progettato allo scopo di mantenere il potere e l'influenza all'interno di certe classi della società. Nel corso del tempo, questo disegno ha portato inevitabilmente alla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e alle conseguenti difficoltà economiche per gli altri esseri umani. ...

Originale su
bahaiteachings.org

Prima parte della serie:

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Un nuovo equilibrio tra economia ed ecologia

L’economia ha inevitabilmente un’influenza pervasiva sull’organizzazione della società in ogni suo aspetto.

L’economia influenza la politica, l’uguaglianza di genere, l’aspettativa di vita, i conflitti globali, i senzatetto, le relazioni interpersonali e, naturalmente, il rapporto con l’ambiente, le piante e gli animali del pianeta. Forse, quindi, si dovrebbe prestare maggiore attenzione all’economia quando si parla di cambiamento o di giustizia sociale.

L’uso frequente di metafore e di analogie, usate negli scritti bahá’í per mettere in relazione la nostra essenza spirituale con il funzionamento della natura, ha catturato la mia immaginazione quando ero bambino e mi ha permesso di comprendere e discutere temi profondi in termini semplici. Anche a dieci anni ho potuto facilmente cogliere idee come questa:

Il mondo dell’umanità ha due ali – una, le donne, l’altra, gli uomini. Finché le due ali non saranno ugualmente sviluppate l’uccello non potrà volare. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 283)

O:

…poiché siete gocce di uno stesso oceano, fogliame di uno stesso albero, perle di un’unica conchiglia, fiori e dolci essenze del medesimo verziere. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 263)

Solo vent’anni più tardi, quando ho iniziato a lavorare nel campo della sostenibilità e della difesa ambientale e ho riconsiderato questi scritti nel contesto della giustizia economica, i frequenti riferimenti al mondo naturale in essi contenuti, hanno cominciato ad assumere nuove implicazioni ai miei occhi.

Mi sono, dunque, chiesto se fosse solo che il mondo della natura consentiva l’espressione delle idee in un modo così universale, succinto e potente, o se era possibile scoprire qualcosa di molto più profondo in questo tema ricorrente negli insegnamenti bahá’í. Le tipiche frasi bahá’í come “onde di un oceano” e “foglie di un albero” hanno cominciato a significare qualcosa di completamente nuovo per me.

Ad esempio: studiando i principi di progettazione della permacultura, i concetti di design rigenerativo e biomimetici, ho iniziato a comprendere nuove connessioni tra la sostenibilità ambientale e gli insegnamenti bahá’í sulla giustizia sociale ed economica.

Ovviamente, oltre alla religione, pochi argomenti ispirano un dibattito così appassionato e una risposta così viscerale come i temi dell’economia o dell’ambiente, e quindi ho cominciato a rendermi conto che l’attrito tra la presunta polarità dell’economia e dell’ecologia indica che forse le soluzioni a molti degli attuali problemi socio-economici stanno effettivamente nella riconciliazione tra le due.

Gli scritti bahá’í non propongono una struttura economica precisa ma offrono, invece, principi generali come l’eliminazione degli estremi di ricchezza e povertà, la realizzazione della giustizia in tutti i suoi aspetti e la soddisfazione dei bisogni fondamentali di tutti gli esseri umani. Questi principi spirituali e materiali divennero temi frequenti nelle conferenze che ‘Abdu’l-Bahá tenne durante le sue visite in Europa e Nord America un secolo fa. Durante il suo giro degli Stati Uniti e del Canada nel 1912, ‘Abdu’l-Bahá esortò:

Organizzate qualcosa per aiutarli e impedire che la povertà aumenti. Il più grande strumento per la prevenzione della povertà è che le leggi della comunità siano formulate e applicate in modo tale che non sia possibile che pochi siano milionari e molti indigenti. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 237)

Più di recente la Casa Universale di Giustizia ha scritto:

Per l’eccessiva disparità fra ricchi e poveri, causa di intense sofferenze, il mondo si trova in uno stato di instabilità, virtualmente sull’orlo della guerra. Poche delle nostre società hanno affrontato con efficacia questa situazione. La soluzione richiede una combinata applicazione di vari elementi, spirituali, morali e pratici. Si richiede un ulteriore esame del problema che preveda la consultazione di esperti provenienti da un’ampia gamma di discipline e liberi da polemiche economiche e ideolo- giche ideologiche, e che coinvolga in decisioni tanto urgenti le persone direttamente in causa. (Casa Universale di Giustizia, La promessa della pace mondiale 6)

Tuttavia, per arrivare a qualsiasi soluzione, dobbiamo prima riconoscere che l’ingiustizia, la disuguaglianza e, più specificamente, la povertà, non sono fenomeni naturali, ma piuttosto prodotti della società umana. La struttura economica globale attualmente esistente è un’invenzione recente, e come tutte le invenzioni, è stata un progresso a suo tempo, ma rimangono comunque molti margini di miglioramento.

Le imperfezioni dell’attuale paradigma economico hanno creato in breve tempo un’eccessiva disparità, povertà, malnutrizione, emarginazione, problemi con i mutui e un debito crescente. Piuttosto che incolpare i problemi endemici all’interno di certi settori della società, stiamo diventando sempre più consapevoli che sono proprio le strutture che governano la nostra vita economica a favorire queste ingiustizie e a esasperare la situazione.

Mentre una porzione sempre crescente della popolazione umana scende al di sotto della soglia di povertà, poiché l’estrema concentrazione di ricchezza diventa un argomento di conversazione pubblica sempre più apertamente e frequentemente discusso, e la classe media delle società occidentali, una volta prospera, si unisce alle file di un sempre più ampio proletariato economico, c’è molta più apertura verso nuove idee e possibili conversazioni. La trita retorica del capitalismo consumista sta deludendo e ci si pongono nuove domande.

La funzione dell’economia dovrebbe essere quella di facilitare lo scambio di beni e servizi in modo che ogni membro della società sia in grado di impegnarsi in varie forme di lavoro ed essere in grado di scambiare le ore di lavoro con ciò di cui ha bisogno.

Tuttavia questo sistema è stato gestito male e i difetti che ora riconosciamo sono in realtà vincoli progettuali deliberatamente implementati per mantenere ciò che si pensava essere il corretto equilibrio di giustizia e correttezza.

L’attuale paradigma economico, e in effetti anche la democrazia, sono stati entrambi progettati con attenzione ai dettagli, allo scopo di mantenere il potere e l’influenza all’interno di certe classi della società. Nel corso del tempo, questo disegno ha portato inevitabilmente alla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e alle conseguenti difficoltà economiche per gli altri esseri umani.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-09-09T02:52:54+00:0024 agosto 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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