Dare ai figli le risorse per affrontare le sfide della vita

Dare ai figli le risorse per affrontare le sfide della vita

di • 10 agosto 2018

... A volte è straziante dire di no ai propri figli, tuttavia, l'amore richiede che un genitore si assuma l'impegno di garantire che l'amore sia sincero e completo. Questo significa che a volte un genitore deve scegliere una via più difficile del necessario... ...

Originale su
bahaiteachings.org

Crescere dei figli in una società materialista può essere molto difficile per i genitori, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un reddito extra a loro disposizione.

Essi vogliono il meglio per i propri figli ma decidere in cosa questo consista è difficile. Considerate le stravaganze che altri genitori regalano ai figli occorre mettere da parte i paragoni e decidere cosa sia di beneficio per loro. Questo è uno dei compiti più importanti per i genitori. Molti vogliono garantire ai propri figli un’infanzia migliore della propria ma questo non dovrebbe significare dare più cose ai bambini.

Nel cercare di migliorare le nostre vite, mio marito e io abbiamo iniziato presto a insegnare ai nostri figli l’indipendenza e la carità, e abbiamo scoperto come il principio bahá’í di abituare i bambini alle difficoltà sia uno dei più preziosi per insegnare queste virtù:

Abituateli a lavorare e ad ingegnarsi, e rendeteli avvezzi alla fatica. Insegnate loro a dedicare la vita a cose di grande importanza e ispirateli a intraprendere studi che giovino all’umanità. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 126)

Secondo noi, abituare i nostri figli alle difficoltà, fornisce loro gli strumenti interiori fondamentali che riducono la ricerca di soddisfazione nell’accumulo di beni materiali e li preparano alla realtà dell’esistenza umana. Molti bambini in tutto il mondo devono vivere senza le basilari necessità di un riparo, di acqua pulita o di cibo, e certo io non sto suggerendo che questo sia un trattamento appropriato per i bambini. Le difficoltà dovrebbero implicare solo situazioni in cui un bambino non riceve ciò che desidera – ad esempio nuovi giocattoli – o quando a un bambino vengono assegnate delle responsabilità che i suoi coetanei di solito non hanno – come ad esempio le faccende domestiche. Queste situazioni insegnano ai bambini ad affrontare i loro desideri e a comprendere le responsabilità individuali.

La Casa Universale di Giustizia ha ribadito questo principio affermando:

L’amore richiede disciplina, il coraggio di abituare i bambini alle difficoltà, non indulgere ai loro capricci o lasciarli interamente liberi di agire come vogliono. (Casa Universale di Giustizia, Lettera al mondo bahá’í, Ridván 2000)

Da adulti, la vita è per tutti un esercizio continuo ad affrontare le difficoltà quotidiane. Lottiamo per sbarcare il lunario, per fare del nostro meglio al lavoro, per superare prove e sopportare tribolazioni. Se i bambini imparano presto che durante la propria vita avranno più volte bisogno di trovare le risorse interiori per affrontare e superare momenti difficili, diventeranno adulti migliori, più concreti e felici. Quando vengono abituati alle difficoltà sviluppano gli strumenti necessari per affrontare gli inevitabili test che incontreranno più tardi nella vita.

Ad esempio con mio marito ogni volta che possiamo viaggiamo, nel tentativo di esporre i nostri figli a culture diverse dalla loro. Il viaggio non deve essere stravagante, il semplice spingere i bambini fuori dalle loro zone di comfort e fuori dalla loro routine quotidiana crea dei disagi che producono opportunità di crescita. Cerchiamo di mantenere i compleanni e le vacanze il più semplici possibile; non fraintendetemi, amiamo fare festa, ma i regali di solito li facciamo noi o i nonni, e chiediamo gentilmente ai nostri amici di non portarne di più. I nostri figli hanno comunque tutta l’attenzione e i beni materiali che servono, ma nei compleanni e nelle vacanze li spingiamo a concentrarsi sull’amicizia e sullo stare assieme piuttosto che sui regali.

Decidere di non lasciare i bambini in balia dei loro dispositivi elettronici non richiede che un genitore funga da direttore di crociera con un programma giornaliero ben preciso, ma che li guidi e li formi in virtuosi esseri umani. Le faccende, per esempio, non hanno bisogno di essere ricompensate. Dovrebbero essere un’attività normale per tutti. Rifare i letti, dare da mangiare a un cane e raccogliere i giocattoli sono compiti che anche il bambino più piccolo può eseguire. Noi lo chiamiamo appartenere alla “squadra di famiglia” in cui ognuno deve contribuire con le proprie attività domestiche. Nella nostra famiglia ci si aspetta anche la cura di un fratello; tenere un biberon, dare da mangiare al bambino (quando l’età è appropriata), o leggere l’un l’altro sono attività necessarie in vari momenti della giornata. Mentre questi compiti potrebbero sembrare inizialmente una disgrazia per un bambino, alla lunga imparano a essere orgogliosi del loro lavoro e alla fine sono loro a prendere l’iniziativa.

Per esperienza è difficile essere portatori di difficoltà quando, come genitori, per i propri figli si vuole solo il meglio. A volte è straziante dire di no ai propri figli, tuttavia, l’amore richiede che un genitore si assuma l’impegno di garantire che l’amore sia sincero e completo. Questo significa che a volte un genitore deve scegliere una via più difficile del necessario per fornire questo tipo di esperienze ai propri figli. Questo potrebbe aprire con loro una discussione poco piacevole riguardo alle differenze con i loro coetanei in termini di ricchezza e / o di responsabilità, ma i bambini hanno bisogno di queste discussioni in modo che possano capire l’importanza di questi fattori nelle loro vite e nella società. I bambini sono naturalmente amorevoli e resilienti, quando si abituano a qualche difficoltà impareranno col tempo l’indipendenza e la responsabilità, e si renderanno conto dell’enorme atto d’amore che è costato ai genitori insegnare loro queste cose.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-08-10T01:09:13+00:0010 agosto 2018|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , |

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