Gli eccessi di una società abituata a sprecare il cibo

Gli eccessi di una società abituata a sprecare il cibo

di • 27 luglio 2018

... Dalla produzione della musica che preferiamo, ai prodotti che coltiviamo nelle fattorie o che acquistiamo presso il negozio di alimentari, ogni processo verrebbe eseguito con una visione di gioia e di elevazione spirituale. In questa società futura ci si impegnerà a realizzare cose che possano catalizzare il progresso interiore ed esteriore degli esseri umani piuttosto che a produrre cose che la gente possa semplicemente comprare. ...

Originale su
bahaiteachings.org

Copertina
Foto di Taz (CC BY 2.0)

Recentemente ho iniziato a lavorare nel settore della ristorazione e questo mi ha consentito di scoprire nuovi aspetti di Chicago, la città in cui vivo.

Questo lavoro mi ha portata in grandi musei, in sale da concerto e in altri luoghi che altrimenti non avrei mai frequentato.

Un fenomeno che questo lavoro mi ha fatto conoscere è come l’enorme spreco di cibo sia diventato incredibilmente normale. Ogni notte di lavoro si buttano via piatti e piatti di cibo nemmeno toccato in quanto, per motivi di igiene, è illegale portare a casa il cibo avanzato. Ciò significa che anche il cibo che non ha mai lasciato la cucina deve essere gettato via.

Ad ogni evento buttare via così tanto cibo commestibile addolora me e i miei colleghi. Penso che un modo migliore di trattarlo debba esserci. Non dovremmo buttarne via così tanto quando così tante persone soffrono ancora la fame. A me pare che tutto questo spreco sia una lacuna irrisolta nel sistema, o una svista – sicuramente si può fare di meglio!

Ma nella nostra cultura produrre quantità eccessive di rifiuti è la norma, per i singoli individui come per le istituzioni più grandi, come, ad esempio, la società di catering per cui lavoro. Più consumiamo più sprechiamo. Oltretutto molte delle cose che gettiamo via hanno più che triplicato la speranza di vita rispetto al passato.

Tutto ciò mi fa pensare a come l’industria della ristorazione sia costruita per soddisfare i nostri bisogni fisici ma non necessariamente per soddisfare i nostri più importanti bisogni spirituali. Gli addetti di questo settore, come la maggior parte degli altri lavori nel settore dei servizi, hanno il compito di garantire la soddisfazione fisica senza considerare le implicazioni spirituali. Soddisfare la fame delle persone può essere facile mentre è più difficile essere moderati, tutelare l’ambiente o rispettare l’uguale dignità di tutti gli esseri umani quando l’intera cultura di un luogo ammette o addirittura celebra l’eccesso.

Mentre rifletto mi rendo conto che questa lacuna del nostro sistema ha radici più profonde e cioè nel mancato riconoscimento della natura spirituale dell’uomo e di come ciò si colleghi al nostro obbligo di prenderci cura gli uni degli altri, così come del pianeta Terra.

Gli insegnamenti bahá’í parlano dell’importanza sia del progresso materiale che di quello spirituale e li collegano fra loro:

Bahá’u’lláh ha insegnato che i cuori devono ricevere il dono dello Spirito Santo così che la civiltà spirituale possa essere stabilita. Perché la civiltà materiale non è adeguata ai bisogni dell’umanità e non può essere la causa della sua felicità. La civiltà materiale è come il corpo e la civiltà spirituale è come l’anima. Il corpo senza anima non può vivere. (‘Abdu’l-Bahá, ‘Abdu’l-Bahá in London 29, traduzione personale)

È cosa bella e lodevole progredire materialmente, ma ciò facendo non bisogna trascurare il progresso più importante, quello spirituale, e non bisogna chiudere gli occhi alla luce divina che brilla fra noi. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 65)

‘Abdu’l-Bahá ha paragonato la società a un essere umano dove la civiltà materiale è il corpo e la civiltà spirituale è l’anima. Immagino che questo essere umano non possa crescere e raggiungere il suo pieno potenziale a meno che non venga nutrito sia fisicamente che spiritualmente.

È possibile immaginare una società che funzioni solo grazie a strutture formatesi fondendo gli aspetti spirituali e quelli materiali? Dalla produzione della musica che preferiamo, ai prodotti che coltiviamo nelle fattorie o che acquistiamo presso il negozio di alimentari, ogni processo verrebbe eseguito con una visione di gioia e di elevazione spirituale. In questa società futura ci si impegnerà a realizzare cose che possano catalizzare il progresso interiore ed esteriore degli esseri umani piuttosto che a produrre cose che la gente possa semplicemente comprare.

In questa società non verrà sprecato alcun cibo e tutti andranno a dormire soddisfatti della cena che hanno consumato quella sera.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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Dalla produzione della musica che preferiamo, ai prodotti che coltiviamo nelle fattorie o che acquistiamo presso il negozio di alimentari, ogni processo verrebbe eseguito con una visione di gioia e di elevazione spirituale. In questa società futura ci si impegnerà a realizzare cose che possano catalizzare il progresso interiore ed esteriore degli esseri umani piuttosto che a produrre cose che la gente possa semplicemente comprare.
2018-07-27T09:15:31+00:0027 luglio 2018|Categorie: Società|Tags: , , , |

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