Cinque qualità spirituali di chi fornisce pronto soccorso

Cinque qualità spirituali di chi fornisce pronto soccorso

di • 22 giugno 2018

... ...qualcuno che sente un amore altruistico per tutta l'umanità e lo esprime con azioni concrete a beneficio degli altri. ...

Originale su
bahaiteachings.org

Quarta parte della serie:

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Gli insegnamenti di un uomo di medicina lakota

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Quando succede una tragedia e le persone iniziano a correre, cerca le persone che corrono verso il disastro e vedrai l’altruismo degli esseri umani che si manifesta.

Coloro che si impegnano a fornire i primi soccorsi – paramedici, vigili del fuoco, infermieri e medici di emergenza, volontari e tutti coloro che mettono a rischio la propria sicurezza e salute per salvare, proteggere o aiutare gli altri – danno un esempio concreto dello spirito di bontà e di unità degli esseri umani.

Si è mai visto un animale correre in aiuto di un suo simile ferito? In genere, un animale in primo luogo reagisce al pericolo fuggendo e non cercando di salvare i feriti o di confortare i familiari. Il primo istinto dell’animale è quello di salvare se stesso. Alcune persone si comportano così ma molte altre seguono la strada opposta: vogliono spontaneamente e istintivamente salvare la vita degli altri, minimizzare la loro sofferenza e aiutare le persone più bisognose. Si sacrificano correndo dei rischi, a volte mettendo in pericolo la loro stessa vita, pur di aiutare persone che non conoscono nemmeno.

Gli insegnamenti bahá’í sottolineano questa sostanziale differenza e affermano che un vero essere umano si interessa in primo luogo degli altri:

Se l’uomo dovesse pensare solo a se stesso, non sarebbe altro che un animale, perché solo gli animali sono così egoisti. Se tu portassi mille pecore al pozzo per ucciderne novecentonovantanove, la pecora sopravvissuta continuerebbe a brucare, senza pensare alle altre, senza essere affatto turbata dalla loro perdita e senza interessarsi del fatto che il suo gregge è venuto a mancare, o è perito, o è stato ucciso. Badare solo a se stessi è quindi una propensione degli animali. L’inclinazione verso una vita solitaria e isolata è tipica degli animali, come lo è la tendenza a curarsi del proprio benessere. Ma l’uomo è stato creato per essere un uomo, per essere giusto, equo, misericordioso, gentile con tutti i suoi simili, senza mai volere il proprio benessere mentre gli altri sono nell’infelicità e nel dolore. Questa è una qualità dell’animale, non dell’uomo. Invece l’uomo deve essere disposto ad accettare di soffrire perché altri possa godere della ricchezza, deve accettare con gioia le proprie difficoltà perché il suo prossimo possa vivere prospero e felice. Questa è la qualità dell’uomo. Questo è degno di un uomo. Altrimenti un uomo non è uomo, è meno di un animale.

L’uomo che pensa solo a se stesso e non agli altri è sicuramente inferiore all’animale, perché l’animale non ha la facoltà della ragione. L’animale è giustificato, ma l’uomo ha la ragione, la facoltà della giustizia e della misericordia. Avendo tutte queste facoltà, egli non le deve lasciare inutilizzate. Chi ha il cuore così duro da pensare solo al proprio benessere non può essere chiamato uomo.

Uomo è colui che dimentica i propri interessi per amore degli altri. Egli rinuncia al proprio benessere per il bene di tutti. Anzi, deve essere disposto a sacrificare la vita per quella dell’umanità. Quest’uomo è l’onore del mondo dell’umanità. Quest’uomo è la gloria del mondo dell’umanità. Quest’uomo è colui che ottiene la benedizione eterna. Quest’uomo è vicino alla soglia di Dio. Quest’uomo è la vera manifestazione della felicità eterna. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 297)

Esistono persone che “dimentica[no] i propri interessi per amore degli altri”? Basta dare un’occhiata a qualsiasi comunità sana e prospera – un paese, una città, un’organizzazione civica di volontariato, un’associazione caritatevole, un gruppo religioso, un intero stato o paese – e vi si troveranno persone che si offrono altruisticamente per aiutare la propria comunità. Sono persone veramente spirituali, quelle le cui azioni uniscono e incoraggiano ad impegnarsi a servire gli altri.

Questi tipi di persone amorevoli, generose e pronte al sacrificio hanno solitamente queste cinque qualità in comune:

1. Credono in qualcosa di più grande di loro.

Il personale di pronto soccorso e tutti coloro che si affrettano ad aiutare gli altri, di solito, hanno una fede salda nell’importanza della comunità e nell’unità del genere umano. Sanno che quando la marea cresce solleva tutte le barche.

2. Hanno entusiasmo!

Come mai le persone burbere e negative solitamente non si impegnano a favore degli altri? È perché coloro che agiscono al servizio dell’umanità pensano generalmente che se una comunità si impegna in spirito di cooperazione le cose miglioreranno. Credono ottimisticamente che lo sforzo equivale al risultato e vedono, come risultato dei loro sforzi, i sorrisi di gratitudine che provengono da coloro che ricevono l’aiuto di cui hanno bisogno.

3. Sono costruttori di unità.

Naturalmente vogliono unire tutti e unirli nel perseguimento di un obiettivo comune. Sono bravi a mediare quando ci sono obiettivi contrastanti, a negoziare il consenso e ad ispirare all’azione. Si concentrano sulle migliori qualità delle persone e non su quelle negative.

4. Sono impegnati nell’azione.

Sono attivisti e altruisti, persone che esprimono il loro amore per le altre persone, siano essi amici o estranei, attraverso azioni concrete.

5. Hanno una visione spirituale della vita!

Chi presta soccorso ha una visione spirituale chiaramente identificabile della vita, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose o dal fatto che non ne abbiano. Quella prospettiva spirituale – che premia le qualità astratte dell’anima – è il luogo da cui trae origine il loro entusiasmo. Hanno una fede duratura nell’esistenza, nella benevolenza e nell’amore di un Creatore.

Gli insegnamenti bahá’í dicono che questo tipo di persone entusiaste, amorevoli, altruiste e profondamente spirituali traggono la loro ispirazione e la loro motivazione – ne siano consapevoli o meno – dai fondatori delle grandi fedi del mondo. È così che i bahá’í definiscono una persona veramente religiosa, una persona di fede – come qualcuno che sente un amore altruistico per tutta l’umanità e lo esprime con azioni concrete a beneficio degli altri:

…un individuo religioso deve dimenticare i propri desideri e cercare di servire l’interesse pubblico in ogni modo possibile e con massimo impegno. Ed è impossibile che un essere umano si distacchi dal proprio egoistico tornaconto e sacrifichi il proprio bene per quello della comunità se non tramite una sincera fede religiosa. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civilità divina 65)

Sulla base di queste parole, come vi definireste?

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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...qualcuno che sente un amore altruistico per tutta l'umanità e lo esprime con azioni concrete a beneficio degli altri.
2018-06-29T03:57:46+00:0022 giugno 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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