Processi paralleli di integrazione e disintegrazione

Questa serie di articoli… tenta di portare alla luce e mettere a fuoco i processi costruttivi di unificazione e integrazione che operano nel mondo accanto all’autodistruzione in corso nell’ambito di ciò che è vecchio e superato.

di Roya Akhavan
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Prima parte della serie: Pace per il nostro pianeta

Un nuovo spirito dall’enorme potere sta creando fermento nel mondo conducendoci verso uno stile di vita più giusto e pacifico.

Questa potrebbe sembrare una dichiarazione contro-intuitiva visto ciò che quotidianamente osserviamo con i nostri occhi. Per migliaia di anni la storia dell’umanità è stata lo svolgersi di un dramma fatto di orribili sofferenze per la maggior parte degli esseri umani che popolano la terra – e il tumulto continua ancora oggi.

Guardare le notizie o leggere i commenti sullo stato attuale degli affari internazionali, anche solo per breve tempo, è sufficiente a creare profonda preoccupazione, tristezza e persino disperazione. Per chi non è ancora diventato insensibile alle scene di sanguinosa violenza perpetrata dai terroristi o intorpidito dalla nefasta corruzione di governi divisi, la direzione intrapresa dal nostro mondo sembra destinata verso una crescente distruzione e disintegrazione.

Questi processi di distruzione e disintegrazione sono piuttosto reali e non ci sono certo dubbi a questo proposito.

Ma un altro processo, altrettanto profondo e reale, si sta svolgendo parallelamente a quello distruttivo e questa volta si tratta di un processo di integrazione costruttiva. Sebbene, a prima vista, meno apparente è di fatto una realtà che avanza nel mondo parallelamente al processo distruttivo e può essere percepita piuttosto chiaramente se esaminata da una prospettiva storica:

…i requisiti e le condizioni degli stadi precedenti si sono modificati e fusi a formare nuove esigenze che caratterizzano peculiarmente l’era presente del mondo dell’umanità. Ciò che era adatto ai bisogni dell’umanità durante la storia primitiva della sua razza non può rispondere alle necessità di oggi, un periodo di novità e adempimento, né soddisfarle. L’umanità è emersa dai precedenti livelli di limitatezza e di formazione preliminare. L’uomo deve ora assumere nuove virtù e nuovi poteri, nuovi principi morali, nuove capacità. Nuove munificenze, nuovi doni e perfezioni lo aspettano e già discendono su di lui. I doni e le grazie del periodo della giovinezza, ancorché adatti e sufficienti durante l’adolescenza del mondo dell’umanità, non sono più in grado di rispondere ai requisiti della sua maturità. I trastulli dell’infanzia e della fanciullezza non interessano né soddisfano più la mente adulta. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 479)

Questa biforcazione – tra il movimento costruttivo e quello distruttivo – si è fatta molto pronunciata a partire dalla metà del XIX secolo. In concomitanza con l’invio del primo telegramma nel 1844, che di per sé abbatteva le barriere del tempo e dello spazio, quasi tutti i grafici rappresentativi dell’attività umana, sia nel campo scientifico che in quello sociale, iniziarono a mutare da un andamento pressoché orizzontale ad uno quasi verticale.

Questo è chiaramente visibile, ad esempio, nel grafico che mostra il numero di invenzioni brevettate negli Stati Uniti. Per centinaia di anni, la linea ha mostrato solo un piccolo movimento verso l’alto. Poi, a partire dal 1850, improvvisamente devia bruscamente avvicinandosi ad una crescita esponenziale. Un altro chiaro esempio, questa volta in ambito sociale, è la repentina svolta nel numero di leggi passate contro la schiavitù in tutto il mondo. In entrambi questi campi, scientifico e sociale, l’umanità ha cominciato a mostrare i segni di un movimento molto accelerato di allontanamento dalla barbarie verso la civiltà.

Questo movimento costruttivo, in direzione di un mondo più civilizzato, non ha ancora raggiunto il suo obiettivo finale; c’è ancora molto lavoro da fare e tuttavia, secondo gli insegnamenti bahá’í, si tratta di un processo che non può essere né fermato né respinto:

Da ogni punto di vista il mondo dell’umanità sta subendo una riforma. Le leggi dei governi e delle civiltà di un tempo sono in via di revisione, le idee e le teorie scientifiche si stanno sviluppando e stanno progredendo per rispondere a una nuova serie di fenomeni; le invenzioni e le scoperte, penetrando campi finora sconosciuti, stanno rivelando nuove meraviglie e segreti nascosti dell’universo materiale; le industrie sono capaci di imprese e di produzioni di portata molto più ampia; dappertutto il mondo dell’umanità è alle prese con un’attività evolutiva che indica il superamento delle vecchie condizioni e l’avvento di una nuova era di riforma. I vecchi alberi non danno più frutti. Le vecchie idee e i vecchi metodi sono oggi obsoleti e non hanno più valore. Le vecchie norme etiche, i codici morali e i modi di vita del passato non sono più sufficienti per l’attuale era di avanzamento e di progresso. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 479)

Questa serie di articoli, adattata dal mio recente libro Peace for Our Planet: A New Approach, tenta di portare alla luce e mettere a fuoco i processi costruttivi di unificazione e integrazione che operano nel mondo accanto all’autodistruzione in corso nell’ambito di ciò che è vecchio e superato. Questi articoli cercano anche di descrivere la nuova dialettica all’interno della quale gli ideali costruttivi sfidano il processo distruttivo mentre gli orrori di quest’ultimo danno energia e rinnovato impulso al processo costruttivo.

Vi invito a proseguire nella lettura di questi articoli nei quali esploreremo le implicazioni di questi processi gemelli che operano nel mondo d’oggi.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-05-31T07:36:19+00:0027 aprile 2018|Categorie: Società|Tags: , , |

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