La tirannia della cittadinanza

…possiamo iniziare a capire il motivo per il quale Il segreto della civiltà divina è un testo per tutte le stagioni, dedicato alla questione cruciale dello sviluppo della società umana tanto in Oriente quanto in Occidente.

di Nader Saiedi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Diciottesimo ed ultimo articolo della serie: Svelare Il segreto della civiltà divina

Articolo precedente: Una società globale ma decentrata

La tirannia della cittadinanza

Gli insegnamenti bahá’í affermano che l’attuale modello nazionalistico dell’organizzazione sociale, economica e politica è assolutamente inadeguato.

L’umanità è diventata un unico organismo interdipendente e nuove sfide globali come la minaccia di una guerra nucleare, l’inquinamento dell’ambiente, le malattie, i cambiamenti climatici e la fame diffusa richiedono un sistema internazionale per la risoluzione dei problemi. Tuttavia Bahá’u’lláh‘Abdu’l-Bahá non sono completamente contrari al nazionalismo.

Gli insegnamenti bahá’í dicono che il nazionalismo continuerà ad essere un elemento importante dell’organizzazione sociale dell’umanità, ma non sarà più esclusivo e dominante. Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá suggeriscono una combinazione di localizzazione e globalizzazione realizzate l’una attraverso iniziative locali e l’altra con accordi, cooperazioni e strutture internazionali che questa fase dello sviluppo umano rende necessarie. Questo modello bahá’í di una civiltà globale emergente – che per primo ha coniato la frase unità nella diversità – prevede un modello di governo federale internazionale molto simile al modo in cui alcune nazioni attualmente incorporano singoli stati sotto l’ombrello della propria organizzazione sociale.

Ora che ci troviamo nei primi decenni del XXI secolo, di fatto non sono la classe sociale, la razza, il sesso, l’affiliazione religiosa o l’etnia ad essere la principale causa di ineguaglianza e ingiustizia sociale nel mondo. I sociologi e i filosofi si sono fino ad ora concentrati su queste cause secondarie di ineguaglianza sociale e oppressione e hanno ignorato il fattore più importante. Le varie teorie, marxiste, liberiste o funzionaliste, hanno preso in esame il tema della liberazione nei termini di questioni secondarie. Oggi il fattore più determinante per le condizioni di vita dei singoli individui nel nostro pianeta è senza dubbio la cittadinanza.

Il semplice dato anagrafico relativo al luogo di nascita determina diritti, opportunità, prospettive di prosperità, istruzione, reddito, occupazione e salute. Questa situazione immorale e insensata comporta inevitabilmente una sistematica discriminazione dei bambini in termini di cittadinanza nazionale, di opportunità nella vita e persino di speranza di vita. Sorprendentemente diamo per scontata una forma così profondamente arbitraria e inumana di oppressione e ingiustizia. I filosofi e i sociologi l’accettano come naturale e giusta.

Gli insegnamenti bahá’í e il loro nuovo concetto di sviluppo e modernità rigettano questo modello immorale di discriminazione e disuguaglianza sociale. Proprio per questa ragione, sia Bahá’u’lláh che ‘Abdu’l-Bahá hanno richiesto un approccio globale alla questione dello sviluppo sociale. Nella visione dello sviluppo mondiale di ‘Abdu’l-Bahá il nazionalismo imperialista e opprimente è sostituito da un modello consultativo, democratico e universalistico di cooperazione e uguaglianza tra le nazioni. Una visione ancora oggi veramente rivoluzionaria, una rivoluzione radicata nell’amore e non nell’odio:

Se questo massimo tra i rimedi verrà applicato al corpo infermo del mondo, esso senza dubbio guarirà dai suoi malanni e rimarrà perpetuamente salvo e sicuro.

Considera come, se questa felice situazione si realizzasse, nessun governo avrebbe bisogno di accumulare armi su armi, né si sentirebbe obbligato a produrre in continuazione nuovi strumenti di guerra per domare la razza umana. Sarebbe sufficiente una piccola forza per scopi di sicurezza interna, per correggere i criminali e gli agitatori e per prevenire i tumulti locali, e niente altro. Così la gente verrebbe, prima di tutto, sgravata dello schiacciante peso delle spese correntemente imposte per scopi militari, e poi un gran numero di persone cesserebbe di dedicare il suo tempo a inventare di continuo nuovi strumenti di distruzione – testimonianze di cupidigia e crudeltà, tanto incompatibili con il dono della vita – e dedicherebbe invece i suoi sforzi a produrre tutto ciò che giovi alla vita, alla pace e al benessere dell’uomo, divenendo in tal modo causa di sviluppo e prosperità per tutti. Così ogni nazione sulla terra vivrebbe nell’onore e ogni popolo sarebbe cullato nella tranquillità e nella contentezza. (‘Abdu’l-Bahá, Il Segreto della Civiltà Divina 45)

Avendo esaminato Il segreto della civiltà divina di ‘Abdu’l-Bahá, possiamo ora comprendere che in effetti i suoi concetti di modernità e sviluppo sono elaborazioni della visione creativa e profetica di Bahá’u’lláh. Bahá’u’lláh ha capito che lo sviluppo sociale richiede un processo di razionalizzazione che combini e affermi nella vita dell’umanità sia la razionalità strumentale sia la razionalità morale. I bahá’í credono inoltre che questa razionalizzazione multidimensionale debba assumere un orientamento globale. Questo modello unico trascende e risolve le antinomie tra opposti approcci unilaterali. Afferma la santità della verità e della guida religiosa, ma allo stesso tempo adotta una prospettiva progressista, moderna e non-tradizionalista.

Gli insegnamenti bahá’í ritengono che sia la religione sia la scienza siano forze storicamente dinamiche e progressiste, il che significa che sia la scienza sia la rivelazione subiscono cambiamenti e sviluppi storici. Tanto la verità religiosa quanto la verità scientifica sono relative ai loro tempi ed entrambe progrediscono in funzione dei bisogni di un’umanità in costante progresso. I bahá’í definiscono la modernità e lo sviluppo in termini di armonia tra queste due forze gemelle, entrambe progressiste.

Questo complesso concetto di razionalizzazione è già implicito nella visione di Bahá’u’lláh sul raggiungimento della maggiore età da parte dell’umanità. Bahá’u’lláh identifica pietre miliari nel suo concetto della maturazione dell’umanità, fra cui il diverso atteggiamento verso il potere e il dominio e la nascita di un linguaggio ausiliario mondiale. Il primo implica che la cultura della violenza e dell’aggressione sarà sostituita da una cultura dell’amore e del servizio; e il secondo implica la formazione di strutture e sensibilità globali

Negli Scritti bahá’í, ricercandola, non è difficile identificare una complessa nozione di ragione e razionalizzazione. Essa implica il movimento progressivo di tutta l’umanità verso l’efficienza, l’unità, la comunicazione e l’amore. Le realizzazioni occidentali nel regno della scienza e della ragione strumentale non sono accompagnate né da una razionalizzazione morale né da un orientamento globale. Il risultato è una sorta di eccessività, anche nell’ambito della civiltà materiale. Lo sviluppo autentico e la vera modernità richiedono una razionalizzazione qualitativamente diversa.

Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá hanno offerto all’umanità questa visione unica, multi-dimensionale e creativa che è di beneficio per tutti. Pur rivelato nei loro scritti che risalgono al XIX secolo, il messaggio bahá’í rimane creativo ben oltre i confini di quel periodo storico – e per questo motivo, possiamo iniziare a capire il motivo per il quale Il segreto della civiltà divina è un testo per tutte le stagioni, dedicato alla questione cruciale dello sviluppo della società umana tanto in Oriente quanto in Occidente.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-04-13T06:46:04+00:0013 aprile 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , , |

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