La bellezza di un giardino e il suo ruolo nella crescita interiore

Di fronte ad un giardino la maggior parte di noi può dire cosa è bello e cosa ci piace ma sono pochi quelli che possono spiegare il perché sia bello o come esso ci influenzi. La spiritualità consente di superare questo limite.

di Andrew Blake
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Lo scopo della bellezza, parte prima.

Il mausoleo del Báb e i giardini che lo circondano

Il mausoleo del Báb e i giardini che lo circondano, foto di Zvi Roger (CC BY 3.0).

La parola bellezza appare spesso negli scritti bahá’í e Bahá’u’lláh stesso viene sovente indicato con l’espressione Bellezza Benedetta.

Per quale motivo la parola bellezza è così importante per i bahá’í? Il suo uso sembra andare oltre a quello di un semplice sostantivo o aggettivo, non una semplice parola usata per spiegare. Si tratta forse di un’altra di quelle lezioni spirituali che rimangono nascoste pur essendo accessibili a tutti?

Shoghi Effendi, Custode della Fede bahá’í, che ovviamente conosceva il ruolo essenziale della bellezza nei giardini bahá’í, diede un’interessante risposta alla domanda sulla ripidità dei sentieri del suo giardino, come riportato dalla moglie Amatu’l-Bahá Rúhíyyih Khánum:

Molte volte Shoghi Effendi disse: “Sacrificherò sempre l’utilità per la bellezza.” Faremmo bene a riflettere profondamente su questa affermazione.
Many times Shoghi Effendi said: ‘I will always sacrifice utility to beauty.’ We would do well to deeply ponder this statement.

Credo fermamente che ci sia una relazione tra questa affermazione di Shoghi Effendi e una profonda verità rivelata in tutta la creazione di Dio ma particolarmente enfatizzata in questa Dispensazione di Bahá’u’lláh. Questa verità è che la bellezza è una preziosa realtà in questo mondo e nei regni dello spirito. … Non capiremo mai il Custode della Fede bahá’í, né, in verità, questa stessa Fede, fino a quando non mediteremo sul significato di parole come queste.” (Rúhíyyih Rabbání, The Completion of the International Archives, The Bahá’í World Volume XIII, p. 422, traduzione personale)

Gli splendidi giardini del centro mondiale bahá’í ad Haifa, in Israele, attirano visitatori da tutto il mondo. Allo stesso modo i templi bahá’í in ogni continente della Terra sono circondati da splendidi giardini aperti a tutti.

Dunque quale ruolo gioca la bellezza in un giardino bahá’í che si propone di elevare lo spirito e coltivare la sensibilità spirituale, come i giardini ideati dal Custode? Quella bellezza ha forse un impatto sullo sviluppo interiore degli esseri umani? Quale potrebbe essere il meccanismo di questo strumento disponibile a beneficio di tutti? Un giardino può condurre alla consapevolezza spirituale?

Prima dovremmo forse considerare cosa intendiamo per bellezza: quelle qualità, presenti ad esempio in un giardino, che danno un intenso piacere o una profonda soddisfazione alla mente, di solito attraverso l’azione dei nostri sensi, come una forma, un colore, un motivo, una trama o un suono; o la visione di colori armoniosi; la sottigliezza di una composizione vegetale o il perfetto contrasto di trame che attirano l’attenzione e procurano piacere.

La bellezza può attrarre e può anche distrarre, può far dimenticare tutto e mutare uno stato d’animo. Amplia la visione consentendo una comprensione più ampia. Questa attrazione ci aiuta ad apprezzare profondamente le cose che ci circondano, cose diverse da noi stessi. Forse stiamo rispondendo all’armonia di ciò che osserviamo e momentaneamente riflettendo quell’armonia dentro di noi.

Anche la distrazione è utile, poiché ci aiuta a sciogliere “i lacci di questo basso mondo”, consentendoci di avvicinarci alla percezione spirituale:

È naturale per il cuore e lo spirito provare piacere e gioia in tutte le cose che mostrano simmetria, armonia e perfezione. Per esempio una bella casa, un giardino ben progettato, una linea simmetrica, un movimento aggraziato, un libro ben scritto, indumenti piacevoli, infatti tutte le cose che hanno in sé grazia o bellezza sono piacevoli al cuore e allo spirito … (‘Abdu’l-Bahá, citato da Lady Blomfield in The Chosen Highway, p. 167, traduzione personale)

In questa citazione ‘Abdu’l-Bahá parla della bellezza così come viene espressa nelle arti. Gli insegnamenti bahá’í incoraggiano a condividere con gli altri queste espressioni di bellezza, da lui menzionate, piuttosto che volerle possedere solamente per noi stessi. ‘Abdu’l-Bahá spiega anche che la bellezza usa i sensi fisici i quali, a loro volta, informano i sensi spirituali fino a quando la cupidigia non si intromette. È così che, attraverso i sensi fisici, possiamo attingere insegnamenti utili per la crescita spirituale: grazie a questa comunicazione tra percezione fisica e percezione spirituale.

Per essere bello, un giardino deve esprimere armonia tra i suoi elementi, sebbene altri strumenti, come il contrasto e l’asimmetria, possano essere usati per esaltarla. Questa bellezza deve sembrare armoniosa per l’osservatore, spesso anche attraverso sensi diversi dalla semplice vista, altrimenti perde presto il suo potere di attrazione. In questo modo, anche la natura può essere percepita come bella perché i sistemi naturali sembrano avere un sistema intrinseco per rigettare la disarmonia e lo scontro tra i differenti tipi di piante, le trame, gli organismi, i colori e gli animali.

Gli esseri viventi hanno tutti sviluppato simbiosi, o armonie interdipendenti, che si verificano tra i diversi elementi e organismi coinvolti. Queste armonie (e quindi la bellezza della natura) sono in continua mutazione ed evoluzione ma hanno sempre una completezza, un sistema armonioso e certamente rivelano bellezza anche nei loro meccanismi e nei loro processi, unita ad un’apparente facilità nel modo di funzionare. Questo dinamismo integrato è anche il motivo per cui il mondo della natura risponde allo sviluppo e alla raffinatezza, non è mai statico e mostra una grande capacità di recupero.

Di fronte ad un giardino la maggior parte di noi può dire cosa è bello e cosa ci piace ma sono pochi quelli che possono spiegare il perché sia bello o come esso ci influenzi. La spiritualità consente di superare questo limite.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-05-17T07:28:41+00:0023 marzo 2018|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , |

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