Il mio dolore per la perdita di piante e animali

L’unità del genere umano può fermare le guerre, creare un governo equo e giusto, proteggere tutta la vita e aiutare a rallentare la marcia forzata che l’umanità sta facendo verso la sesta grande estinzione, ciò che gli scienziati definiscono l’evento dell’Olocene: un declino precipitoso e globale della biodiversità.

di David Langness
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Primo articolo della serie: Estinzione di massa

Il mio dolore per la perdita di piante e animali

Esemplare di pika, foto di Marshal Hedin (CC BY-SA 2.0)

Ho sempre amato le montagne. Scalatore da quando avevo 19 anni, ho sempre amato quelle esperienze sulle cime dei monti, da cui poter ammirare il mondo dall’alto.

Quando vado a fare escursioni o scalate sulle cime della Sierra Nevada vicino a casa mia in California mi fa piacere incontrare un animaletto, parente dei conigli ma piccolo come un criceto, chiamato pika. Ne hai mai visto uno? A meno che tu non abbia vissuto o viaggiato in alta quota, probabilmente no, i pika infatti amano il freddo, l’aria pulita e la vita di montagna, proprio come gli alpinisti di tutto il mondo.

Un pika sembra un coniglio peloso con orecchie piccole e niente coda. Si siedono sulle zampe posteriori, vigili, vivaci e con gli occhi luminosi. Alcune persone chiamano i pika “lepri fischianti” a causa del sonoro segnale di allarme che emettono prima che di calarsi nelle loro tane. In primavera i pika maschi cantano melodie complesse e ossessionanti per attirare le loro compagne. Vivono in alta montagna, ad esempio sullla Sierra Nevada o sull’Himalaya in Tibet, il loro fisico è particolarmente adatto ai lunghi inverni, alle temperature rigide e alla scarsità di cibo. Gli scienziati ritengono che i pika siano i mammiferi meglio adattati a vivere sulle montagne più alte del mondo.

Oltre che carini d’aspetto i pika sono anche amichevoli. Di solito non hanno paura degli esseri umani, probabilmente perché ne vedono così pochi a quelle altitudini, e quindi solitamente si avvicinano, muovono il naso e salutano. (Beh, non proprio … non ne ho mai sentito uno parlare davvero, tranne che nella mia immaginazione …)

I pika di solito fanno le loro tane tra i pendii rocciosi e, quando fa caldo, sono sempre impegnati a raccogliere cibo, approfittando dei mesi estivi per riempire le loro tane rocciose con erbe, fiori e ramoscelli, che poi mangiano durante i mesi invernali. A quelle quote l’estate dura solo pochi mesi e la neve e il ghiaccio arrivano presto per poi sciogliersi molto tardi.

Probabilmente, ora che vi ho descritto i pika, potete capire perché la loro perdita mi addolora.

Un recente studio scientifico condotto dal biologo Joseph Stewart dell’Università della California ha determinato che, negli Stati Uniti, si sta verificando la più grande moria di pika della storia. Apparso di recente sulla rivista scientifica PLOS One, questo studio, durato sei anni, ha stabilito che non esistono più pika in un’area di 165 miglia quadrate della catena montuosa della Sierra Nevada vicino al Lago Tahoe, al fiume Truckee e al Monte Pluto nella zona del Granite Chief – un’area che in precedenza ospitava una delle più grandi popolazioni di pika del mondo:

Dopo aver trovato escrementi di pika in ogni ghiaione che abbiamo ispezionato lungo il fiume Truckee, a quote molto basse, abbiamo iniziato a domandarci dove fossero finiti i pika. Che si fossero trasferiti ad altitudini più elevate? Nel corso dei successivi sei anni abbiamo ispezionato aree ad altitudini progressivamente sempre più alte (il picco di Mount Pluto è alto 2626 metri) fino a quando non ci siamo resi conto che purtroppo i pika di questa vastissima area si sono estinti. (Joseph Stewart, biologo dell’università della California citato da Claire Cudahy sul Sierra Sun del 20 settembre 2017)

Lentamente, i pika si stanno estinguendo. Questi piccoli animali che pesano in media 200 grammi hanno un tasso metabolico molto alto che li mantiene caldi durante il freddo invernale. Sono piccolissimi, la loro temperatura corporea normale è di 40 gradi il che li rende particolarmente vulnerabili al surriscaldamento e alla morte quando raccolgono cibo durante periodi con temperature più alte del normale. Gli studi dimostrano che il limite critico per la sopravvivenza di un pika è di tre gradi sopra alla loro normale temperatura corporea. Amano il freddo, ma non possono sopportare il caldo.

Mentre il mondo si scalda, si può pensare al pika come al moderno equivalente del canarino nelle miniere di carbone:

Penso che quella dei pika possa essere considerata una specie ambasciatrice per le specie che sono vulnerabili ai cambiamenti climatici. È indicativo di una tendenza molto preoccupante. Se non fermiamo l’inquinamento che causa il riscaldamento globale, circa un milione di specie, cioè il 15 per cento delle specie che vivono sul pianeta Terra, saranno soggette all’estinzione a causa dei cambiamenti climatici. (Joseph Stewart, biologo dell’università della California citato da Claire Cudahy sul Sierra Sun del 20 settembre 2017)

Perché dovremmo preoccuparci di questo piccolo animale che la maggior parte degli esseri umani non vedrà mai? Bene hai mai sentito parlare di canarini nelle miniere di carbone? Dovremmo preoccuparci dei pika per la stessa ragione per cui i minatori di carbone si preoccupavano dei canarini che portavano chiusi in gabbie nelle miniere. Quando i loro canarini morivano significava che i gas tossici nella miniera stavano per raggiungere livelli fatali anche per gli esseri umani e i minatori fuggivano rapidamente. Sono giunto alla conclusione, come molti biologi e climatologi, che il pika è il canarino del nostro mondo.

Il motivo principale per cui ho sempre cercato la solitudine e la bellezza dell’alta montagna è spirituale. Lì trovavo conforto. Potevo vedere il lavoro del Creatore libero e incontaminato, respirare aria pulita, guardare lontano, e tutte ciò mi rendeva felice. Oggi, però, provo dolore perché l’umanità sta distruggendo tutto. Non ci siamo resi conto o non abbiamo adeguatamente considerato l’impatto complessivo che sette miliardi di persone possono creare su tutte le altre forme di vita. Con la nostra civiltà materialista, immorale e stordita dal profitto, abbiamo scaricato così tanto gas serra nell’atmosfera terrestre che piccoli animali innocenti sono a rischio estinzione. I pika delle nostre montagne non sanno nulla dei cambiamenti climatici ma la loro completa e totale estinzione non è lontana a meno che, come specie umana, non intraprendiamo un’azione collettiva per fermarla.

Come può accadere? Gli insegnamenti bahá’í dicono che ciò può accadere solo quando ci decideremo ad unire il mondo:

Dio ha fatto della religione e della scienza la misura, per così dire, della nostra comprensione. Fate attenzione a non trascurare questo meraviglioso potere. Pesate tutto su questa bilancia.

Ponete ogni vostro credo in armonia con la scienza. Non vi può essere opposizione, perché la verità è una. Quando la religione, libera dalle superstizioni, dalle tradizioni e dai dogmi inintelligibili, si renderà conforme alla scienza, una grande forza unificatrice e purificatrice spazzerà dal mondo tutte le guerre, i disaccordi, le discordie e le lotte e allora l’umanità intera sarà unita nel potere dell’Amore di Dio. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 158)

L’unità del genere umano può fermare le guerre, creare un governo equo e giusto, proteggere tutta la vita e aiutare a rallentare la marcia forzata che l’umanità sta facendo verso la sesta grande estinzione, ciò che gli scienziati definiscono l’evento dell’Olocene: un declino precipitoso e globale della biodiversità. Il tasso attuale di estinzione di specie viventi interessa quasi ogni famiglia di animali e piante ed è tra cento e mille volte superiore al normale.

Articolo successivo: Estinzione di massa: evidenze scientifiche e cause spirituali

In questa serie di articoli vedremo quali sono gli insegnamenti bahá’í che possono consentire all’umanità arrestare questa estinzione.

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-01-12T14:16:44+00:0029 dicembre 2017|Categorie: Attualità|Tags: , , , , |

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