Raggiungere l’unità a livello globale

…oggi la missione storica dell’umanità consiste nella realizzazione dell’unità del genere umano su scala globale e in forme più alte di cultura e di istituzioni che riflettano l’uguaglianza e l’unità di tutti gli esseri umani.

di Nader Saiedi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Secondo articolo della serie: Svelare Il segreto della civiltà divina

Articolo precedente: Soluzioni per una società moderna

Raggiungere l'unità a livello globale

Willem Janszoon Blaeu: Nova totius terrarum orbis geographica ac hydrographica tabula, Amsterdam 1635

Secondo gli insegnamenti bahá’í la soluzione del paradosso fondamentale dell’esistenza umana è la rivelazione del divino da parte dei grandi profeti e messaggeri in ogni età.

Per i bahá’í, tutti gli esseri sono segni del divino. La mente umana può comprendere solo il regno dell’apparenza, il regno dei profeti, il regno dei fenomeni. Tuttavia, per decreto divino il regno dei supremi messaggeri di Dio, mediante i quali l’invisibile diventa visibile, è il luogo della mediazione tra Dio e gli esseri umani. Questi profeti di Dio, che appaiono in ogni età in accordo con lo stadio dello sviluppo umano, esprimono le perfezioni più eccelse e la realizzazione dei segni divini latenti in tutta l’umanità.

Il secondo livello dell’unità è legato al regno dei messaggeri di Dio. Secondo Bahá’u’lláh, tutti i messaggeri e i profeti divini, come Krishna, Budda, Mosè, Gesù, Maometto, il Báb e Bahá’u’lláh, sono la stessa identica essenza.

Bahá’u’lláh insegna l’unità di tutti i messaggeri di Dio e l’unità di tutte le religioni. Sostiene che la verità e lo scopo di tutte le religioni sono gli stessi, la rivelazione divina è unica, ma assume forme diverse in accordo con lo stadio di sviluppo delle culture umane e con le loro specifiche esigenze storiche e sociali. I bahá’í ritengono che gli insegnamenti di tutte le religioni siano dunque ugualmente validi e veri.

Nei suoi scritti Bahá’u’lláh spiega che i messaggeri divini sono medici spirituali che prescrivono medicinali diversi a seconda della specifica malattia dei loro pazienti – e dello stato del mondo in quel momento. Tutti questi farmaci sono ugualmente necessari per il benessere dell’umanità. Tuttavia, i medicinali devono cambiare in conformità con il cambiamento della malattia. È per questo che Bahá’u’lláh ha parlato di “rivelazione progressiva”, sottolineando l’unità della rivelazione divina.

Allo stesso modo, Bahá’u’lláh usa la metafora del sole e degli orizzonti per esprimere lo stesso concetto. La realtà divina di tutti i profeti di Dio è la medesima, come lo stesso sole che appare ogni volta da un punto diverso all’orizzonte. Quindi ciò che differenzia Gesù e Budda non è la loro realtà essenziale ma solo il loro aspetto umano. Sono diversi punti dell’orizzonte da cui la stessa realtà divina splende sui cuori dell’umanità.

Il messaggio di Bahá’u’lláh ha avviato una rivoluzione nel pensiero e nella pratica religiosa. Egli ha eliminato le cause della discordia fra le religioni e ha respinto il tradizionalismo religioso, sostenendo la tesi della rivelazione progressiva e del rinnovamento dell’insegnamento divino a seconda dello stadio di sviluppo della cultura umana. Si apre dunque una prospettiva del tutto nuova: una prospettiva religiosa che è sia metafisica dell’amore che metafisica del progresso e dello sviluppo socioculturale.

Oltre ai due precedenti livelli di unità, Bahá’u’lláh ha parlato anche di unità del genere umano, una realtà metafisica ed essenziale. Significa che tutti gli esseri umani hanno la capacità di riflettere gli attributi divini. I bahá’í vedono l’anima umana come uno specchio degli attributi divini, una realtà sacra. Il compito dell’umanità è quindi quello di purificare lo specchio della loro esistenza affinché l’unità divina diventi visibile nei vari livelli della realtà umana, individuale, sociale, culturale, economico, politico e intellettuale.

In altre parole, la realizzazione del divino nella vita umana non è condizionata alla fuga dalla vita sociale e culturale e all’astensione dalla partecipazione al progresso della civiltà umana.

Al contrario, gli insegnamenti bahá’í dicono che l’essenza divina dell’umanità può realizzarsi solo attraverso la storia, la civiltà umana e il progresso sociale. Pertanto, la sfida spirituale dell’umanità è quella di creare cultura e istituzioni morali, spirituali, sociali, economiche e politiche che consentano di realizzare, nella loro vita reale e nonostante la diversità degli individui e delle culture, la latente e sacra unità del genere umano.

Questa unità nella diversità rappresenta l’ulteriore progresso di un lungo processo storico. Fino ad oggi, l’unità del genere umano si era espressa solo in modi limitati e particolaristici. L’unità nazionale è stata l’ultimo frutto dell’unità umana. Ma Bahá’u’lláh insegna che oggi la missione storica dell’umanità consiste nella realizzazione dell’unità del genere umano su scala globale e in forme più alte di cultura e di istituzioni che riflettano l’uguaglianza e l’unità di tutti gli esseri umani. Il concetto di Bahá’u’lláh della maturità del genere umano è proprio questo processo di manifestazione di amore e unità a livello istituzionale globale:

“Noi desideriamo soltanto il bene del mondo e la felicità delle nazioni; eppure ci considerano fomentatore di discordie e di sedizioni . . . Tutte le nazioni abbraccino la medesima fede e tutti gli uomini divengano fratelli: tutti i legami d’affetto e d’unione fra la progenie umana si rafforzino, le diversità di religione cessino e l’antagonismo di razza svanisca… che male v’è in ciò? . . . Eppure tutto ciò avverrà; le lotte infruttuose, le guerre rovinose svaniranno, e si avrà l’avvento della ‘Più Grande Pace’ . . . Eppure vediamo i vostri re e capi sperperare i loro tesori più facilmente in mezzi di distruzione della razza umana piuttosto che in quelli che porterebbero alla felicità dell’umanità . . . Le lotte, lo spargimento di sangue e le discordie dovranno cessare e tutti gli uomini dovranno vivere come consanguinei in una sola famiglia. . . Che nessuno si vanti d’amare il suo paese, si vanti piuttosto di amare il suo simile . . .” (Bahá’u’lláh, La proclamazione di Bahá’u’lláh 7)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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