Soluzioni per una società moderna

Questo è il primo di una serie di articoli che introducono al testo Il segreto della civiltà divina, scritto da ‘Abdu’l-Bahá che lo indirizzò ai suoi connazionali iraniani intenti a discutere come modernizzare il proprio paese, è un’opera oggi più attuale che mai.

di Nader Saiedi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Primo articolo della serie: Svelare Il segreto della civiltà divina

Soluzioni per una civiltà moderna

Come sociologo devo riconoscere che il libro di ‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina, è un capolavoro di teoria sociale e politica.

Scritto nel diciannovesimo secolo questo testo ha per tema la modernizzazione dell’Iran di allora ma la sua visione rimane attuale ancora oggi. Le questioni in esso affrontate sono diventate, se possibile, ancora più urgenti e rilevanti per l’umanità del XXI secolo. La visione di ‘Abdu’l-Bahá che percepiamo dalla lettura di questo libro offre una prospettiva straordinariamente innovativa per la creazione di un nuovo ordine mondiale, un modello di teoria politica qualitativamente diverso da quelli finora proposti.

Per leggere adeguatamente Il segreto della civiltà divina occorre assumere una prospettiva dinamica, rivolta simultaneamente alle condizioni specifiche dell’Iran nella seconda metà del XIX secolo e ai problemi che affliggono l’umanità oggi. Pur essendo stato scritto in risposta alle specifiche condizioni della società iraniana del XIX secolo, la sua visione teorica trascende questi limiti geografici e temporali e, di fatto, si tratta di un’opera sempre attuale e significativa per tutta l’umanità.

In questa serie di articoli su questo testo di ‘Abdu’l-Bahá innanzitutto discuterò brevemente lo scopo per il quale fu scritto e il contesto storico, evidenziando le sue relazioni alla situazione sociale e politica dell’Iran di quel tempo e inquadrandolo nell’ambito del messaggio complessivo della Fede bahá’í. Cercherò poi di spiegare l’organizzazione del trattato di ‘Abdu’l-Bahá e di distinguere quattro livelli di discorso nel suo lavoro, tra i quali la controversia tra la tradizione religiosa e il razionalismo ateo, e la fondamentale questione del nazionalismo e della globalizzazione, una questione cruciale per poter comprendere il nostro mondo contemporaneo.

Il contesto e il fine dell’opera di ‘Abdu’l-Bahá

Il segreto della civiltà divina, uno dei primi scritti di ‘Abdu’l-Bahá, occupa una posizione teorica e storica unica tra gli scritti sacri bahá’í. A differenza della maggior parte degli scritti bahá’í rivolti a tutta l’umanità, ‘Abdu’l-Bahá ha indirizzato questo testo specificatamente alla popolazione musulmana dell’Iran. Scritto come testo anonimo e non firmato, è incentrato sull’analisi sociologica delle condizioni della società iraniana, un’analisi elaborata secondo il modello complessivo bahá’í di sviluppo e modernità, trascendendo e combinando le due teorie antagoniste del tradizionalismo conservatore e del razionalismo tecnocratico.

Questo straordinario libro propone una nuova concezione di modernità e razionalità che, nel un contesto di un’ampia visione storica e internazionale della cultura e della società, mette armonia tra valori scientifici e valori spirituali.

Il segreto della civiltà divina deve essere visto come espressione della visione ispirata sia dalla Fede bahá’í che dal discorso politico e intellettuale nell’Iran del tempo. Quello che rende unico questo particolare testo è proprio l’intersezione di queste due correnti. Il suo carattere ispirato implica come il messaggio che trasmette sia qualitativamente diverso dai dibattiti secolari sulla questione dello sviluppo sociale ed economico e come la sua visione non sia limitata alla particolare situazione dell’Iran del XIX secolo. D’altra parte esso affronta direttamente le questioni fondamentali della modernità e dello sviluppo da un punto di vista esplicitamente sociologico, offrendo soluzioni specifiche al caos culturale, economico, politico, spirituale e morale dell’Iran del XIX secolo. Un caos e una confusione simili stravolgono anche la nostra generazione in tutte le parti del mondo.

‘Abdu’l-Bahá era figlio e successore del fondatore della Fede bahá’í, Bahá’u’lláh. A partire dal 1853, Bahá’u’lláh rivelò un nuovo messaggio divino per tutta l’umanità, creando una fede ora diffusa in tutto il mondo. Bahá’u’lláh, nato in Iran ma bandito e imprigionato per ordine del monarca iraniano della dinastia Qajar, Nasiri’d-Din Shah, fu esiliato nell’impero ottomano e morì in esilio nel 1892. Nei suoi scritti Bahá’u’lláh ha dichiarato che l’umanità ha ora raggiunto l’età collettiva dell’adolescenza e deve sforzarsi di raggiungere la fase della maturità. Questa maturazione, ha insegnato, si realizzerà attraverso fondamentali trasformazioni spirituali, culturali, economiche e politiche del mondo.

Il messaggio di Bahá’u’lláh fornisce all’umanità una guida chiara per questo processo di rigenerazione e ricostruzione. Per questa ragione, la visione della Fede bahá’í non offre semplicemente una guida morale priva di rilevanza sociale e istituzionale, né è solo una teoria sociologica o politica. Al contrario, rappresenta un approccio globale olistico che collega la verità spirituale alla vita individuale, alle istituzioni collettive e ad un nuovo ordine mondiale emergente:

L’equilibrio del mondo è stato sconvolto dalla vibrante influenza di questo grandioso, di questo nuovo Ordine Mondiale. La vita ordinata dell’umanità è stata rivoluzionata dall’azione di questo Sistema unico e meraviglioso, di cui occhio mortale non ha mai visto l’eguale.
Immergetevi nell’oceano delle Mie parole per districarne i segreti e scoprire le perle di saggezza celate nelle sue profondità. (Bahá’u’lláh, Spigolature 140)

La metafisica di Bahá’u’lláh è una metafisica dell’amore e dell’unità. Egli ha affermato tre unità essenziali, fondamentali a diversi livelli dell’essere. In primo luogo ha proclamato l’unità assoluta della realtà divina. L’unità della realtà divina, tuttavia, è al di là della capacità della comprensione umana e del quadro concettuale. Anche le categorie di unità e di pluralità sono incapaci di esprimere l’unità divina inconoscibile. Ma questa realtà divina è la fondazione e l’obiettivo ultimo di tutti gli esseri compresi gli esseri umani. In altre parole, in un certo senso l’essere umano non è altro che un riflesso di quella realtà divina e desiderio e amore per il riconoscimento e il conseguimento di Dio.

Articolo successivo: Raggiungere l’unità a livello globale

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-12-17T05:55:21+00:0028 luglio 2017|Categorie: Società|Tags: |

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