Ma quando quei colleghi inveiscono contro le… atrocità commesse in nome della religione… hanno il mio pieno sostegno…

di Maya Bohnhoff
Originale in inglese su bahaiteachings.org

La parola religione è una parolaccia?

François Dubois, Il massacro di San Bartolomeo (ca. 1572-84)

Prendete la parola religione.

Per favore, consideratela con attenzione.

Questa parola è fonte di innumerevoli fraintendimenti così come un’altra parola altrettanto insidiosa: scienza. Se usiamo queste due parole, per il significato che siamo convinti che esse abbiano, finiremo col rimanere sorpresi dai risultati.

George Bernard Shaw scrisse che gli inglesi e gli statunitensi sono due popoli divisi da una lingua comune. Personalmente penso invece che le linee di frattura causate dal linguaggio siano ancora più vicine. È da molto tempo che ne sono convinta e, recentemente, una discussione sulla possibilità di essere buoni anche senza essere religiosi, mi ha confermato in questa convinzione.

Un gruppo di persone che in teoria parlano tutte la stessa lingua si sono ritrovate ad iniziare una discussione sul concetto di religione. Alcune di loro erano convinte che la religione fosse intrinsecamente malvagia e hanno preso a supporto della loro tesi alcuni fatti storici (di solito genocidi e altre atrocità). Hanno definito la religione come la fede cieca in una litania di dottrine irrazionali. Io ho suggerito che fosse meglio stabilire una definizione condivisa del termine “religione” e/o discutere i vari significati che ciascuno di noi dava a questo termine. Un’altra parte dei componenti di questo gruppo ha suggerito che fosse meglio smettere definitivamente di usare questa parola, visto che la conseguenza del suo uso era quello di mettere la gente a disagio.

L’idea è interessante, ma solleva una domanda: quale parola usare al suo posto?

Tornerò su questo interrogativo più avanti, prima, invece, ritengo utile considerare alcune idee sul significato della parola “religione”. La parola deriva dal latino “religio” che significa “legare insieme.” Un bel concetto. Secondo le sacre scritture questo è il suo scopo essenziale. Cristo, ad esempio, parla più volte dell’unità dei credenti, Buddha dell’unità del Sangha, la comunità di devoti. Anche gli scritti bahá’í concordano e ci dicono che:

Lo scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua Religione è quello di salvaguardare gli interessi della razza umana, svilupparne l’unità e accrescere lo spirito d’amore e di fraternità fra gli uomini. Non sia mai che diveniate fonti di contrasti e discordie, di odio e inimicizia. (Bahá’u’lláh, Spigolature 215)

Il figlio di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá, spiega ulteriormente:

La vera religione si basa sull’amore e sull’accordo. Bahá’u’lláh ha detto: «Se la religione e la fede sono causa di inimicizia e sedizione, è molto meglio essere irreligiosi e l’assenza della religione sarebbe preferibile, perché desideriamo che la religione sia causa di amicizia e fratellanza. Se ci sono inimicizie e odi, l’irreligione è preferibile». Perciò la rimozione di questo dissenso è tipica di Bahá’u’lláh, perché la religione è il rimedio divino degli antagonismi e delle discordie degli uomini. Ma quando facciamo del rimedio una causa di malattia, sarebbe meglio farne a meno (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace 232, traduzione personale)

Parole forti. Non suggeriscono forse di sbarazzarsi della religione?

No, ciò che si deve eliminare non è la religione, almeno secondo la definizione che ne danno Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá. È il dogmatismo che va eliminato, quel dogmatismo che pretende di appropriarsi della parola religione.

‘Abdu’l-Bahá dà questa definizione della vera religione:

…la strada del Regno divino. Esso comporta l’acquisizione di attributi lodevoli, illuminazione celestiale e azioni virtuose nel mondo dell’umanità. Questo percorso conduce al progresso e all’elevazione del mondo. È per l’uomo fonte di illuminazione, di apprendimento e di miglioramento etico, il magnete che attrae l’amore di Dio, perché conferisce la conoscenza di Dio. Questa è la strada delle sante Manifestazioni di Dio, perché Esse sono in realtà le fondamenta della religione divina dell’unità. Questo percorso non subisce cambiamenti o trasformazioni. Esso è per l’uomo causa di miglioramento, di acquisizione delle virtù divine e di illuminazione dell’umanità. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace 179, traduzione personale)

Questo è il significato che le scritture bahá’í attribuiscono alla religione. Chiaramente i miei colleghi laici potrebbero non essere d’accordo. Ma quando quei colleghi inveiscono contro le crociate, i vari pogrom e altre atrocità commesse in nome della religione (che sono nulla, come uno sguardo obiettivo alla storia dimostra, rispetto agli spargimenti di sangue perpetrati per ragioni non attinenti alla religione), hanno il mio pieno sostegno e il pieno sostegno di tutta la comunità bahá’í.

Stiamo tutti dalla stessa parte. La differenza è questa: il riconoscimento che esista una cosa, reale e benefica, chiamata religione, che non ha nulla a che fare con l’adesione a credenze umane, dogmatiche e divisive.

Segue nell’articolo: Il significato della parola religione

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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