Le persone spirituali soffrono di depressione?

Il seme piantato nell’oscurità del suolo inizia a germogliare e, una volta emerso dalla terra, riceverà dal sole la luce e il calore necessari per crescere.

di Rebecca Sherry Eshraghi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Edvard Munch, Malinconia (1894)

Edvard Munch, Malinconia (1894)

Negli Stati Uniti un abitante su dieci assume antidepressivi. Questa è solo una delle tante statistiche che ci ricordano come la depressione stia dilagando nella nostra società moderna.

Purtroppo alla depressione sono normalmente associati sentimenti di vergogna e sensi di colpa. Chi ne soffre non lo ammette e, comunque, non ne parla volentieri. Ma le persone spirituali, allora, soffrono maggiormente di depressione, oppure la spiritualità aiuta, in qualche modo, a prevenirla?

Tutti gli esseri umani attraversano periodi di tristezza e depressione nella vita, inclusi coloro che hanno una visione spirituale della realtà. Questa esistenza materiale, secondo gli insegnamenti bahá’í, offre a tutti innumerevoli occasioni per sentirsi addolorati, depressi o abbattuti.

…quando la tristezza ci invade, diventiamo deboli, le forze ci abbandonano. La nostra comprensione è offuscata e l’intelligenza è velata. Le cose della vita sembrano sfuggirci, gli occhi del nostro spirito non riescono a scoprire i sacri misteri e diventiamo come esseri morti.
Non c’è essere umano che non sia toccato da queste due influenze. Ma tutta la tristezza e il dolore che esistono provengono dal mondo della materia, il mondo spirituale dà soltanto la gioia! Se soffriamo, la sofferenza è il risultato delle cose materiali. Tutte le prove e tutte le difficoltà vengono da questo mondo d’illusione.
Per esempio, un commerciante può perdere la clientela e questo fatto produce in lui uno stato di depressione. Un operaio è licenziato ed è colto dall’incubo della fame. Un agricoltore ha un cattivo raccolto e vive in grande ansia. Un uomo costruisce una casa che un incendio rade al suolo. Ed eccolo senza tetto, rovinato e disperato.
Tutti questi esempi servono a dimostrarvi che le difficoltà che incontriamo ad ogni passo, il dolore, il dispiacere, la vergogna e la tristezza si generano nel mondo della materia… (‘Abdu’l-BaháSaggezza 118-119)

Ma cosa succede se consideriamo la depressione sotto una luce diversa? Come sarebbe se una depressione temporanea fosse in realtà l’oscurità del bruco nel bozzolo? O l’oscurità del seme nel terreno? Come sarebbe se un esaurimento nervoso fosse in realtà il segnale di una svolta imminente? Si può argomentare, come tanti medici e psicologici fanno, che tristezze, afflizioni e depressioni temporanee possano in effetti contribuire alla crescita spirituale e allo sviluppo.

Gli insegnamenti bahá’í sostengono che la depressione nasce solo dal mondo materiale mentre il suo opposto, la gioia, nasce dal mondo spirituale:

Oggi l’umanità è prostrata dalle difficoltà, dalla tristezza e dal dolore e nessuno sfugge. Il mondo è intriso di lagrime, ma, grazie a Dio, il rimedio è alle porte. Allontaniamo il cuore dal mondo della materia e viviamo nel mondo dello spirito! È l’unico mezzo per ottenere la libertà! Se siamo incalzati da difficoltà, non dobbiamo fare altro che rivolgerci a Dio e dalla Sua grande misericordia riceveremo aiuto.
Nella tristezza e nell’avversità volgiamo il viso verso il Regno di Dio e la consolazione celeste scenderà su di noi.
Se siamo ammalati e soffriamo, chiediamo a Dio la guarigione ed Egli esaudirà la nostra preghiera.
Quando i nostri pensieri sono invasi dalle amarezze di questo mondo, volgiamo lo sguardo alla dolcezza della compassione di Dio ed Egli ci manderà la calma celeste. Se siamo imprigionati nel mondo della materia, i nostri spiriti possono volare al Cielo e allora saremo veramente liberi!
Quando la vita si avvicina alla fine, pensiamo ai mondi eterni e ci riempiremo di gioia! (‘Abdu’l-BaháSaggezza 119-120)

Così la crescita spirituale che deriva dalle prove e dalle difficoltà non è il dolore in se stesso ma il lasciar andare, il distacco, la fiducia, la fede e, alla fine, la sottomissione alla volontà di Dio.

Una volta che riusciamo a uscire dal buio del dolore e della tristezza, grazie alla fede in Dio, al distacco e volgendo “lo sguardo alla dolcezza della compassione di Dio”, allora inizia la trasformazione. Il seme piantato nell’oscurità del suolo inizia a germogliare e, una volta emerso dalla terra, riceverà dal sole la luce e il calore necessari per crescere.

Leggendo quotidianamente le sacre scritture le nostre menti si alleneranno a pensare in termini di significato spirituale e, perciò, quando incontriamo nuove prove e difficoltà saremo meno soggetti a cadere nuovamente nel baratro della depressione e della rassegnazione.

Comunque, in alcuni casi, come in stati di depressione di lunga durata, cronici, altri fattori possono giocare un ruolo che deve essere curato con l’aiuto di un medico o di uno psicologo. La depressione può avere cause fisiche, come problemi alla tiroide, problemi ormonali, carenze alimentari, stili di vita nocivi, problemi agli organi vitali, squilibri chimici cerebrali o altro. I vari livelli della nostra esistenza, fisico, emotivo, mentale e spirituale, devono convivere in equilibrio.

Tuttavia, una volta che medici competenti escludano fattori fisici, allora ricordate queste parole consolatorie di ‘Abdu’l-Bahá:

Gli uomini che non soffrono non raggiungono la perfezione. La pianta che il giardiniere ha potato di più è quella che, quando viene l’estate, ha i fiori più belli e i frutti più abbondanti. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 51)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-03-08T11:12:00+00:003 marzo 2017|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , |

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