Dare e meritare fiducia per una società libera

La libertà non piove dall’alto, da un governo illuminato e benevolente. Viene da ogni parte. Viene da tutti quelli che dimostrano agli altri che sono in grado di comportarsi correttamente senza che sia necessario applicare misure restrittive su di loro e da tutti quelli che, a loro volta, lo riconoscono, dando fiducia. In ultima analisi, è una conseguenza delle nostre azioni.

di Greg Hodges
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Dare e meritare fiducia per una società libera

Vivere in un mondo pieno di altre persone è una questione di probabilità in quanto è impossibile prevedere quello che gli altri faranno.

Gli altri non sono robot che possano essere controllati a distanza. Non sono burattini che possano essere manipolati da un singolo burattinaio. Sono dotati di libero arbitrio, fanno scelte e le mettono in pratica. Questo significa che ciascuno di noi deve convivere con le conseguenze del libero arbitrio altrui così come gli altri devono convivere con il nostro. Questo spiega perché abbiamo bisogno di dare e meritare fiducia.

Pensate solo a quello che comporta il percorrere una strada trafficata. Le automobili viaggiano in direzioni opposte ad alta velocità. Se una di queste occupa improvvisamente la carreggiata opposta può facilmente causare un incidente mortale. Il governo e le forze di polizia fanno un gran lavoro per consentire che tutto si svolga senza problemi ma non si può sempre controllare tutto. Sono le singole persone che, in primo luogo, devono fare scelte adeguate. Quando siamo sulla strada abbiamo fiducia che le altre persone guideranno con cautela e per questo ci fidiamo a porre letteralmente la nostra vita nelle loro mani. Nello stesso modo dobbiamo fare scelte che ci consentano di guadagnare, a nostra volta, la fiducia degli altri. Diversamente nessuno si azzarderebbe a percorrere alcuna strada.

Secondo questa logica dare e meritare fiducia sono la base di qualsiasi società libera. In larga misura dobbiamo fidarci che gli altri si comportino correttamente e, in cambio, per andare d’accordo con gli altri, dobbiamo impegnarci a meritare la loro fiducia.

Su questo argomento Bahá’u’lláh, fondatore della Fede bahá’í, ha scritto:

Il quarto Taráz riguarda la fidatezza. In verità essa è apportatrice di sicurezza per tutti coloro che dimorano sulla terra e pegno di gloria dal Misericorde; in verità, chi ne è partecipe è a parte dei tesori della ricchezza e della prosperità. La fidatezza è il sommo portale verso la tranquillità e la sicurezza dei popoli. In verità da essa è dipesa e pur dipende la stabilità di tutti gli affari dalla sua luce i domini del potere, della grandezza e della prosperità sono tutti rischiarati. (Bahá’u’lláh, Tavole 33)

Scegliere parole ed azioni che ci consentano di meritare la fiducia degli altri è essenziale in una visione bahá’í di una buona vita e di una società migliore. Inoltre qualsiasi comportamento che ignori l’importanza di questa fonte di sicurezza per la coesione sociale, non può certo contribuire alla costruzione di un mondo migliore.

Queste idee sul dare e meritare fiducia possono essere applicate in un’ampia gamma di contesti differenti, come l’educazione, la famiglia, l’economia, la scienza e molti altri ancora. Tuttavia tra questi ve n’è uno che assume un significato particolare: la politica.

In ambito politico una comunità deve affrontare necessità in contrasto tra loro. La legge e le istituzioni devono essere coerenti per evitare l’emergere di confusione e frustrazioni. Naturalmente persone differenti sostengono punti di vista anche molto divergenti sull’uso dell’autorità pubblica e, inevitabilmente, quei gruppi e quegli individui devono trovare il modo di comporre queste divergenze attraverso la consultazione e la conciliazione.

Ci sono società libere e sane che operano in un clima di cooperazione e in uno spirito di franca ed amorevole consultazione, le informazioni sono aperte alla disponibilità di tutti e la coesione sociale convive con il rispetto delle diversità. All’estremo opposto si trovano società problematiche, non libere, dove spesso scoppiano guerre civili, dove il dissenso è criminalizzato, stroncato con purghe e censure aggressive. La maggior parte delle società si trova in una situazione che può essere variamente collocata fra questi due estremi. Quasi tutti concordano sul fatto che progredire verso il primo tipo e allontanarsi dal secondo è preferibile ed è proprio per perseguire questo fine che l’importanza di dare e meritare fiducia entra nel mondo della politica.

Avere fiducia in una persona implica rispettare la sua libertà. Significa credere che le sue libere scelte saranno buone. La mancanza di fiducia, invece, implica la convinzione che quella persona non dovrebbe essere lasciata libera di prendere le proprie decisioni. In questo caso si vorrebbe forzarla a fare quello che vogliamo noi in modo da risparmiarci la preoccupazione sulle scelte che essa farà. Se le azioni di quella persona sono ristrette da altri, questi non avranno mai fiducia che essa possa fare buone scelte.

Quando ci mostriamo degni di fiducia mostriamo che questo tipo di coercizione non è necessaria e dimostriamo che la nostra libertà è legittima e che la coesistenza non è pericolosa. Nello stesso modo, quando abbiamo fiducia di qualcuno, noi gli diamo l’opportunità di meritarsi quella fiducia, di comportarsi come una persona libera, responsabile e affidabile. Se relazioni di questo tipo si sviluppano o meno in una società libera dipende dalla fiducia che le persone si meritano e da quella che esse danno.

La maggior parte delle persone comprende intuitivamente che quello che diamo corrisponde a quello che riceviamo. Il metro che io uso per le altre persone influenza il metro che loro useranno con me. Se voglio essere libero devo impegnarmi a lasciare libertà agli altri e a meritare la mia. Questa è l’idea di base.

La libertà non piove dall’alto, da un governo illuminato e benevolente. Viene da ogni parte. Viene da tutti quelli che dimostrano agli altri che sono in grado di comportarsi correttamente senza che sia necessario applicare misure restrittive su di loro e da tutti quelli che, a loro volta, lo riconoscono, dando fiducia. In ultima analisi, è una conseguenza delle nostre azioni.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-03-31T06:22:07+00:0031 marzo 2017|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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