Dizzy Gillespie, musica e fede bahá’í

Quando si uniscono note musicali differenti, esse creano una bella melodia, così come differenti personalità, etnie, dimensioni o forme rendono bella, in tutto il mondo, la nostra famiglia umana.

di Jennifer Campbell
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Dizzy Gillespie alla Musikhalle di Hamburg

Dizzy Gillespie alla Musikhalle di Hamburg, 1973 – Foto di Heinrich Klaffs (CC BY-SA 2.0)

…la musica, cantata o suonata, è cibo spirituale per l’anima e il cuore.
L’arte del musicista è fra le arti degne del più alto encomio e commuove i cuori di tutti… (‘Abdu’l-BaháAntologia 111)

All’interno del centro bahá’í di New York si trova il John Birks Gillespie Auditorium, dedicato al grande jazzista scomparso nel 1993 e affettuosamente chiamato Dizzy a causa del suo giocoso umorismo sul palco. In tanti ricorderanno le sue brillanti doti di trombettista, alcuni ricorderanno il suo umorismo vivace, altri ancora ricorderanno con affetto la sua famosa tromba piegata verso l’alto e le enormi guance che gonfiava come palloncini. Noti sono anche i tanti premi e riconoscimenti che ha ricevuto durante la sua lunga carriera di musicista. Tuttavia forse non tutti sanno che questo famoso musicista bebop, virtuoso della tromba, era bahá’í:

Diventare bahá’í cambiò completamente la mia vita e mi portò ad un nuovo modo di concepire la relazione tra Dio e l’uomo – tra l’uomo e i suoi simili – tra l’uomo e la sua famiglia… Acquisii maggiore consapevolezza spirituale, e quando sei spiritualmente consapevole questo si riflette in quello che fai… Gli scritti [bahá’í] mi permisero di rendermi conto di quello che è il piano – il piano di Dio – per questa epoca, la verità dell’unicità di Dio, la verità dell’unità dei profeti, la verità dell’unità del genere umano. (Dizzy Gillespie, To Be or not to Bop)

Nato nella Carolina del Sud, John Birks Gillespie era il più giovane di nove fratelli. Iniziò a studiare pianoforte alla tenera età di quattro anni, quando la maggior parte dei bambini giocano al parco e non sono ancora pronti per andare a scuola. Suo padre suonava in una banda e dunque il piccolo Dizzy crebbe circondato da tanti strumenti diversi. All’età di dodici anni aveva già imparato a suonare la tromba da autodidatta. Grazie al suo incredibile talento vinse una borsa di studio presso l’istituto musicale di Laurinburg, nella Carolina del Nord.

Questo giovane così dotato divenne uno straordinario musicista. Oltre a suonare la tromba Dizzy era anche un cantante di scat e, soprattutto, un compositore innovativo.

Guardando su YouTube i video delle sue performance è possibile apprezzare la sua fantastica tecnica di trombettista e la sua grande simpatia. Guardarlo, mentre suona la famosa tromba piegata verso l’alto, suscita non solo divertimento ma anche ispirazione. Le prodezze musicali, tuttavia, rivelano solo un aspetto di questo personaggio di talento. Egli era infatti anche un essere spirituale, attratto dagli scritti di Bahá’u’lláh, il profeta e fondatore della Fede Bahá’í.

Il ladro nella notte, scritto da William Sears, è un gran libro, coinvolgente come un giallo, che promuove una libera e indipendente ricerca della verità e che ebbe un grande effetto sull’anima di Dizzy portandolo ad abbracciare la Fede Bahá’í. Pensare al lato spirituale di questo genio musicale mi fa pensare a come la musica possa rallegrare i cuori e liberare le menti da preoccupazioni e tristezze. La musica è una forma d’arte che veramente può commuovere i cuori. Ho provato questo potere in prima persona quando ho dovuto affrontare momenti difficili, momenti nei quali ascoltare musica allegra mi ha aiutato ad alleviare le sofferenze della mente.

La musica infatti è così importante per gli esseri umani che Bahá’u’lláh ne parla nella sua opera più importante:

In verità, abbiamo fatto della musica una scala per le vostre anime, un mezzo onde esse siano innalzate fino al regno dei cieli; non fatene, pertanto, ali per l’egoismo e la passione. (Bahá’u’lláh, Kitáb-i-Aqdas 20)

Non è un’analogia deliziosa? Pensare alla musica come a una “scala per le vostre anime” è un’immagine spirituale che letteralmente ci eleva. In altre parole la musica ci aiuta a ritrovare la nostra spiritualità e a dimenticare gli aspetti più terreni della vita.

In un altro passo degli scritti bahá’í la musica compare come metafora per spiegare l’unità nella diversità:

La dissimiglianza nella famiglia umana dovrebbe essere causa di concordia e armonia, come nella musica quando varie note differenti si uniscono per formare un accordo perfetto. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 54)

Questo brano dagli scritti bahá’í è uno dei miei preferiti e sicuramente tanti possono comprendere questo delicato invito a ricordare che, nonostante le differenze superficiali, apparteniamo tutti alla stessa razza umana e dovremmo essere tutti amati e apprezzati per l’unicità della nostra individualità. Quando si uniscono note musicali differenti, esse creano una bella melodia, così come differenti personalità, etnie, dimensioni o forme rendono bella, in tutto il mondo, la nostra famiglia umana.

Quello che il talento musicale di Dizzy ci ha lasciato continuerà a divertire e ispirare le future generazioni. Le sue melodie senza tempo e la gioiosità della sua musica continueranno ad ispirare, elevare e alimentare le nostre anime.

La vita di questa leggenda del jazz e l’importanza della musica per la nostra esistenza spirituale ovviamente non possono essere approfondite appieno nei limiti di questo breve articolo. Spero, tuttavia, che esso vi incoraggi a leggere di più sulla vita di Dizzy Gillespie, ad ascoltare la sua musica e ad approfondire la fede che lui seguiva.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2016-11-18T05:49:02+00:0018 novembre 2016|Categorie: Cultura|Tags: , , , |

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