Fede, magia e miracoli

Come bahá’í credo che il bisogno di Dio sia inciso nella nostra struttura spirituale, nello stesso modo in cui il bisogno di acqua è inciso nella nostra struttura fisica.

di Maya Bohnhoff
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Seconda parte della serie: Le parole della fede

Il tappeto volante, rappresentazione dell'eroe del folklore russo Ivan Tsarevich

Viktor Vasnetsov, Il tappeto volante (1880), Art Museum of Nizhny Novgorod

Sia lode a Dio! L’uomo aspira sempre a vette più alte e mete più elevate. Egli cerca sempre di raggiungere un mondo che sorpassi quello in cui vive e di salire a un grado più alto di quello in cui si trova. Questo amore della trascendenza è una delle caratteristiche dell’uomo. (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri 198)

Ogni società ha una base spirituale.

Se ne dubitate vi invito a studiare attentamente la storia, l’archeologia e il luogo dove si incontrano: l’antropologia culturale. Anche nelle culture dove religione e spiritualità furono scoraggiate, o addirittura proibite, esse prosperarono comunque anche se non apertamente. I leader dei regimi oppressivi lo sanno bene, infatti uno dei metodi più efficaci per rafforzare la fede di una comunità consiste nel tentativo di sopprimerla, o anche solo di controllarla.

I miei amici e colleghi agnostici non hanno problemi a riconoscere la grande forza con la quale il sentimento religioso agisce negli esseri umani. Per esperienza loro accettano questo concetto molto più facilmente di quanto non l’accettino i miei conoscenti cristiani e sicuramente più facilmente di quanto non l’accettassi io quando ero io stessa cristiana.

Secondo una certa visione della storia gli esseri umani si sono ripetutamente inventati Dio. Lo hanno fatto in modi diversi nei diversi periodi storici, ma sempre seguendo modelli antropomorfici. Lo hanno fatto perché nel profondo di se stessi sentono il bisogno di un essere superiore che sia fonte di meraviglia e, allo stesso tempo, dia loro conforto nell’incertezza dell’esistenza, fornendo spiegazioni e certezze.

Come bahá’í credo che il bisogno di Dio sia inciso nella nostra struttura spirituale, nello stesso modo in cui il bisogno di acqua è inciso nella nostra struttura fisica. È registrato nel nostro DNA spirituale, se volete. Un brano degli scritti sacri bahá’í dichiara che:

“…l’influenza della Tua attrazione è sempre stata insita nella realtà della Tua opera…” (Bab, Antologia 152)

Questo ci dice che l’attrazione per Dio è insita nella realtà umana.

Qualsiasi sia la sorgente di questo impulso spirituale, io mi imbatto spesso in letteratura fantascientifica che descrive società prive di qualsiasi sentimento spirituale, mistico o esoterico. Fede, magia o miracoli appaiono spesso in questi testi ma sempre sotto una forma diversa. Non si tratta di religione ma di filosofia a cui si è giunti, senza spargimento di sangue, attraverso la logica. Non si tratta di magia o di miracoli ma di tecnologia. Non si racconta dell’esistenza di Dio o della lotta fra il bene e il male, ma ci si chiede se la Forza non abbia una natura duplice, con un lato luminoso e uno oscuro, oppure sia solo un’essenza benefica (il Potentium), nel qual caso l’oscurità si trova in noi stessi.

Avendo partecipato al dibattito come autrice di alcuni dei romanzi della saga di Star Wars, posso garantirvi che i lettori prendono le loro visioni filosofiche/religiose molto seriamente. Alcuni fans si irritano terribilmente al solo pensiero che il protagonista di The Last Jedi (che ho scritto con la inestimabile collaborazione di Michael Reaves) potesse credere nel Potentium.

Inoltre fate caso a come suonino religiosi alcuni dei termini usati per indicare concetti prettamente laici. La fede nell’evoluzione è chiamata Darwinismo. L’idea che la scienza possa rispondere anche alle nostre domande morali e spirituali più profonde si chiama scientismo. All’interno del nuovo ateismo è in corso un dibattito su come si possa sostituire la religione con principi e rituali scientifici e come si possa eliminare l’esperienza religiosa in favore di un senso di meraviglia generato scientificamente.

Anche nella narrativa fantasy spesso incontriamo magia e miracoli situati in contesti che non hanno alcuna relazione con la religione, questo nonostante il fatto che, nel mondo reale, la magia abbia la sua origine nella religione.

Se passiamo dalla narrativa al mondo reale, agli estremi opposti della discussione che si svolge su questi temi troviamo teologi fondamentalisti e atei militanti. Gli uni rifiutano qualsiasi religione tranne la propria e vedono la magia come diabolica mentre gli altri vedono la religione, la magia e i miracoli come irrazionali. Eppure, storicamente, questi elementi sono strettamente connessi.

Questo ci porta ad una questione di terminologia: cosa distingue un miracolo da una magia?

A giudicare dal dibattito interno alla comunità cristiana sulle opere letterarie di autori come J.K. Rowling, Madeleine L’Engle, Jane Yolen, C.S. Lewis e altri, i concetti di magia e miracolo sono piuttosto controversi. In uno dei miei romanzi, A Princess of Passyunk, il rabbino Andrukh racconta alla protagonista adolescente che la magia è quella che pratichiamo noi esseri umani mentre i miracoli sono quelli fatti da Dio. Questa è la definizione del rabbino Andrukh e non la mia, io l’ho usata come punto di partenza per esplorare un’idea e non per racchiuderla in una scatola.

Nella storia della chiesa russa ortodossa e di quella cattolica gli incantesimi usati dai laici o dal clero non erano altro che preghiere. Nel libro The Bathhouse at Midnight: Magic in Russia, W.F. Ryan scrive che nella società russa ortodossa: “Il confine molto sottile che separa le preghiere canoniche dalle invocazioni magiche, come nell’occidente cattolico, è spesso molto sfumato a livello popolare…”. In alcuni casi, scrive Ryan, l’unica vera differenza tra una preghiera e un incantesimo sta nella persona che lo recita: “Per esempio il trebnik (uno speciale libro di preghiere) del Bol’shoi… contiene molte preghiere che, se recitate da una donna saggia sarebbero considerate come zagovory…” Lei recita un incantesimo. Se un membro del clero recitasse gli stessi versi, dice Ryan, si direbbe che sta pregando.

La capacità di vedere lo stesso concetto spirituale espresso in modi così diversi sta alla base di molto di quello che si è scritto sulla religione e sulla storia religiosa. Uno storico ateo scriverebbe la storia del mondo ponendo la religione in qualche ambito periferico come una distrazione fastidiosa o persino pericolosa, uno storico cristiano dichiarerebbe che la figura di Gesù Cristo è assolutamente unica nella storia ed è la più importante mai esistita, uno storico bahá’í, come T.K. Cheyne, porrebbe la religione esattamente al centro di tutto ma la vedrebbe come un processo in continuo sviluppo e non come un evento che capita nella storia una volta per sempre.

Questa propensione verso un’idea piuttosto che un’altra, dal quale nessun essere umano è immune, incide profondamente sul modo in cui comunichiamo di religione. Non dobbiamo tener conto solamente dei nostri punti di vista ma anche di quelli delle persone con le quali stiamo comunicando. Essere consapevoli del pensiero di uno scrittore o di un oratore e comprendere non solo il contenuto ma anche l’intento della loro comunicazione ci aiuta ad analizzare le loro idee.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2016-10-30T02:09:43+00:007 ottobre 2016|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , , , |

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