Angeli fra di noi: cinque modi per attrarli e diventare uno di loro

Siamo abituati agli angeli con ali e arpa, ma i veri angeli, coloro che manifestano le qualità angeliche dello spirito, camminano tra noi e nel corso della vita ci aiutano costantemente con la loro guida.

di Kathy Roman
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Angeli fra di noi

Gli atti di gentilezza sono ali iridescenti. (Rumi)

La parola ‘angelo’ viene dalla parola greca ‘angelos’ che significa messaggero. La Torah definisce un angelo ‘malach’, cioè messaggero di Dio. Dalle sacre scritture ebraiche apprendiamo che esistono quattro angeli importanti: Michele, il messaggero di Dio; Gabriele, la forza di Dio; Raffaele, il potere curativo di Dio e Uriel, la luce di Dio. Ciascuno di loro invita gli uomini a fare la volontà di Dio ma mai per motivi egoistici o personali.

Nella Bibbia si parla spesso degli angeli:

Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano. (Luca 4:10, CEI)

e a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza… (Tessalonicesi 2 1:7, CEI)

Tra gli scritti bahá’í, ricchi del simbolismo degli angeli, si trovano preghiere che invocano l’aiuto di Dio per raggiungere lo stadio degli angeli:

Fa’ di lui uno di quei Tuoi angeli che posano i piedi su questa terra, mentre le loro anime si librano nell’alto dei cieli. (‘Abdu’l-Bahá, Preghiere bahá’í 118)

Cercando gli angeli nelle sacre scritture ho trovato le indicazioni di cinque diversi metodi per attrarre questi simbolici messaggeri, e le loro belle qualità, nella mia vita:

1. Comprendere l’esistenza degli angeli.

Tutte le sacre scritture menzionano gli angeli. Intesi come spiriti umani, anime illuminate o immaginati come la pura brezza della guida e dell’ispirazione divina, la fede porta molti angeli nella nostra vita:

Posso vedere angeli seduti sulle tue orecchie, lucidare le trombe, sostituire corde, tendere nuove pelli sui tamburi e raccogliere legna per il fuoco della sera. La scorsa notte hanno danzato ma tu non li hai sentiti. (Hafiz)

Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo. (Ebrei 13:2, CEI)

2. Pregare per i nostri angeli.

Io penso che mia nonna sia il mio angelo custode. Prego per lei tutti i giorni e spesso nei sogni ci incontriamo. Grazie alle preghiere mi mantengo connessa con il suo prezioso spirito come se lei fosse via per una lunga vacanza in un luogo lontano e le preghiere fossero la linea telefonica che ci unisce. Gli scritti bahá’í dicono che siamo ancora in contatto con i nostri cari che sono passati nell’altro mondo e che le loro anime possono intercedere per noi qui sulla terra così come noi possiamo farlo per loro nel loro viaggio spirituale. Gli scritti ci assicurano che le nostre preghiere li raggiungono:

Nella preghiera c’è un incontro di stadi, un incontro di condizioni.  Pregate per loro come loro pregano per voi! (‘Abdu’l-Bahá, ‘Abdu’l-Bahá in London 96, traduzione personale)

3. Attrarre gli angeli.

Se ci uniamo alle anime angeliche di questa terra e lavoriamo assieme, in spirito di amore e di unità, a beneficio di tutto il genere umano allora attiriamo l’assistenza degli angeli:

Se un piccolo gruppo di anime s’incontrano con amore, con assoluta purezza e santità e cuori liberi dal mondo, animate dai sentimenti del Regno e dalle possenti forze divine, unite nel loro lieto sodalizio, quell’adunanza influenzerà il mondo intero. La natura di quel gruppo di persone, le parole che pronunziano, le azioni che compiono sbloccheranno le largizioni del Cielo e daranno un saggio dell’eterno gaudio. Le coorti delle Legioni supreme le difenderanno e gli angeli del Paradiso di Abhá discenderanno a schiere in loro aiuto. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 83)

4. Essere sensibili all’ispirazione angelica.

Gli angeli che abbiamo nell’altro mondo ci sono più vicini di quanto pensiamo. Se siamo aperti e premurosi essi ci possono ispirare e noi possiamo percepire meglio la loro presenza nella nostra vita.

Avevo una meravigliosa amica di nome Ramona Brown, che, da adolescente, chiamavo affettuosamente “Dede”. Un’amorevole signora anziana che viveva in California nei primi anni della Fede bahá’í, Dede ebbe il privilegio di incontrare varie volte ‘Abdu’l-Bahá, il figlio del profeta e fondatore della Fede bahá’íBahá’u’lláh. Quando non potevamo stare assieme ci scrivevamo. Spesso mi raccontava delle belle storie dei suoi incontri con ‘Abdu’l-Bahá. Una notte, molti anni dopo la sua morte, mi sedetti a leggere il suo libro Memories of ‘Abdu’l-Bahá. Lessi un’affascinante storia di uno dei suoi incontri con ‘Abdu’l-Bahá e ricordai che lei me ne aveva già parlato. Nella storia Dede parla ad ‘Abdu’l-Bahá di come, quando aveva un problema, le piacesse usare uno dei suoi libri, dopo aver meditato e pregato, come strumento di guida. ‘Abdu’l-Bahá le sorrise e le disse:

Tu hai intuito. Devi seguirlo sempre, perché quando lo segui esso si sviluppa e diventa più chiaro. Solo pochi hanno questa dote. È come il tintinnio delle campane, un sesto senso, come la voce di Dio che parla. Più segui l’intuito più questo si sviluppa. (Ramona Allen Brown, Memories of ‘Abdu’l-Bahá 14)

Smisi di leggere e la immaginai vicino a me. Ad alta voce le dissi quanto mi mancasse e poi rimasi ad ascoltare in silenzio per alcuni minuti. Poco dopo mi venne un pensiero che mi ispirò a riprendere le sue lettere che non leggevo da anni. Ne presi una a caso e, scorrendola, scoprii che, molto prima che fosse pubblicata nel suo libro, conteneva proprio quella storia sull’intuito che avevo appena letto! Mi sentii sopraffatta dalla gioia e certa che fosse stato lo spirito della mia amica ad ispirarmi.

5. Diventare angeli

‘Angeli’ significa le confermazioni di Dio e i Suoi poteri celestiali. Del pari angeli sono quegli esseri benedetti che abbiano reciso ogni legame con questo basso mondo, che si siano affrancati dalle catene dell’egoismo e dai desideri della carne e abbiano ancorato il cuore ai celesti reami del Signore. Queste anime appartengono al Regno, sono celestiali; appartengono a Dio, sono spirituali; sono rivelatori della sovrabbondante grazia di Dio, orienti delle Sue largizioni spirituali. (‘Abdu’l-BaháAntologia 83)

Siamo abituati alla tradizionale rappresentazione degli angeli con ali e arpa, ma i veri angeli, coloro che manifestano le qualità angeliche dello spirito, camminano tra noi e nel corso della vita ci aiutano costantemente con la loro guida.

Se questo articolo vi è piaciuto potete ricevere tempestivamente informazioni sui prossimi con i seguenti link: la nostra Newsletter, like sulla nostra pagina Facebook, follow su  Twitter

Se ritenete che queste considerazioni possano essere un contributo utile alla riflessione di altre persone condividete l’articolo sui social network usando i pulsanti che trovate qui in fondo.

Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non
allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io
possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere
coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere
per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera
ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia
è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore.
Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

Print Friendly, PDF & Email
2016-10-30T02:09:46+00:0024 giugno 2016|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , , , |

Scrivi un commento

Ricevi aggiornamenti per email

Scrivici

Archivi