La meditazione sull’universo come strada verso Dio

La contemplazione dell’universo può ispirarci un atteggiamento di silenzioso distacco dalle cose che ci circondano e di maggiore attenzione ad altri elementi che ci aiutano nel cammino silenzioso della contemplazione, e che invece noi non udiamo perché abitualmente ci perdiamo in una jungla di elementi che ce ne distolgono.

di Iscander Tinto

La meditazione sull’universo come strada verso Dio

Bahá’u’lláh scrive:

ciascuna cosa creata è stata fatta, per atto della Sua Volontà divina, un segno della Sua gloria. Questa rivelazione è così vasta e generale che nulla può scoprirsi nell’intero universo che non rifletta il Suo splendore (Bahá’u’lláh, Spigolature, XCIII, 1)

La contemplazione dell’universo e la meditazione sui segni di Dio che vi si trovano ci aiutano a riconoscere l’esistenza di un Essere Superiore che è causa e motore della creazione, una forza che coordina e dirige le forze e le energie che si muovono nel creato.

Esso è una grande orchestra magistralmente diretta da un Abile Direttore Che dà a ciascun componente lo spazio adeguato a esprimere i Suoi attributi e rendergGli omaggio. ‘Abdu’l-Bahá scrive:

guardate questo universo sconfinato: esiste inevitabilmente una potenza universale, che comprende tutto, che dirige e regola tutte le parti di questa infinita creazione; e se non fosse per una tale Direzione e Coordinazione, l’universo sarebbe imperfetto e difettoso, sarebbe come un folle. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia, # 21)

L’universo è un insieme ordinato che si muove all’unisono, nel pieno rispetto di regole all’interno delle quali le note, i toni, i timbri, i motivi, eccetera, che compongono la sinfonia si aggregano dando luogo a una melodia celestiale. ‘Abdu’l-Bahá scrive che è…

…chiaro che esiste una Forza Universale, a dirigere e regolare quest’infinito universo. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia, # 21)

Regole così razionali, segni di una forte disciplina, ci inducono a credere che questa armonia debba essere il frutto di un qualcosa di metafisico e trascendente, che…

…l’ordine e la perfezione dell’intero universo richiedono che l’esistenza appaia sotto innumerevoli forme (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri, XXXII),

che anche…

…per l’intero universo, sia nei cieli sia fra gli uomini, vi sono cicli di grandi eventi, di fatti e avvenimenti importanti. (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri, XLI).

L’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è un altro aspetto dell’universo. Intessendo relazioni con gli uomini, si può scoprire in ogni essere umano la bellezza di Dio riflessa nell’anima, una bellezza portatrice di unità e concordia. Talvolta, se ci concentriamo sugli aspetti meno nobili dell’uomo è possibile osservare come egli, l’uomo, si sia allontanato da questi ideali di armonia e perseguendo la sua natura più bassa abbia generato guerre, odio e quanto di negativo la storia ci ha insegnato. Questo universo illimitato…

…è come il corpo umano, le cui membra sono strettamente connesse e collegate l’una all’altra (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri, LIX)

Esse…

…si influenzano l’un l’altra spiritualmente e materialmente (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri, LIX).

Altrettanto si può dire dell’umanità: nell’arco dei secoli sono fiorite innumerevoli civiltà, ciascuna apportatrice di benefici e di progressi. Queste civiltà, pur nelle loro contraddizioni e innumerevoli conflitti hanno potuto esprimere anche un’armonia generale: le arti visive, la musica, la letteratura sono esempi di questo generale equilibrio che esiste fra tutte le civiltà. Le innumerevoli creature dell’universo “non possono compiere correttamente i loro doveri se non sono guidate e controllate” in altre parole disciplinate e legate da una…

…Realtà universale, affinché l’ordine possa regnare nell’universo (‘Abdu’l-Bahá, Lettera al professor Auguste Forel).

Il risultato di questo universo infinito…

…in tutta la sua maestà e splendore, è l’uomo (Abdu’l-Bahá, Lettera al professor Auguste Forel).

L’uomo che pur essendo pieno di contraddizioni è riuscito a creare nell’arco dei secoli, civiltà che a loro volta hanno portato l’umanità a raggiungere progressi mai visti prima di ora. Molteplici sono gli aspetti della creazione sui quali Bahá’u’lláh ci invita a meditare:

le vette dove tranne Te nessuno può dimorare (Bahá’u’lláh, Preghiere e Meditazioni),

ossia le montagne, la cui maestosità ci porta a riflettere per contrasto sulla nostra piccolezza; il cielo che ci ricorda “la Tua elevatezza e sublimità, la Tua gloria e grandezza incomparabili”; la terra che ci porta a “riconoscere i segni del Tuo potere e i pegni della Tua munificenza”; il mare, che ci “parla della Tua maestà e della potenza della Tua possanza, della Tua sovranità e della Tua magnificenza”; i monti, che ci fanno “scoprire le insegne della Tua vittoria e gli stendardi della Tua onnipotenza” (Bahá’u’lláh, Preghiere e Meditazioni).

La contemplazione dell’universo può ispirarci un atteggiamento di silenzioso distacco dalle cose che ci circondano e di maggiore attenzione ad altri elementi che ci aiutano nel cammino silenzioso della contemplazione, e che invece noi non udiamo perché abitualmente ci perdiamo in una jungla di elementi che ce ne distolgono.

Nonostante questa opportunità sia così importante, talvolta ci sfugge, forse perché siamo ostacolati da un senso di timore oppure semplicemente perché è un cammino solitario su un pendio ricco di fiori, piante e altre meraviglie ma ripido e irto di ostacoli. Come accade in natura, i fiori e gli animali più rari si trovano più spesso in luoghi difficili da raggiungere. Per cogliere l’opportunità, occorre un atteggiamento di umiltà e di rispetto, così descritto da Bahá’u’lláh:

quando contemplo i pegni della Tua opera e le prove della Tua potenza sono perplesso e mi riconosco del tutto incapace di districare il mistero del minimo dei Tuoi segni, tanto più di comprendere il Tuo Essere (Bahá’u’lláh, Preghiere e Meditazioni).

Questo atteggiamento di umiltà e di rispetto permette all’uomo di accedere a concetti come l’idea di giustizia, la contemplazione del bello nell’arte arginando e confinando nella periferia dei nostri comportamenti, quelle forme di violenza e negatività che inquinano i valori sui quali Bahá’u’lláh ci chiede di soffermare la nostra attenzione.

Alla fin fine, Chi ci ha permesso di contemplare la bellezza del cielo, il cammino del sole, i cicli della luna, i moti delle stelle, l’armonia e il ritmo dei mondi che assomigliano alle note di un liuto, l’alternarsi delle stagioni, e tutta la terra, con i suoi fiumi profondi, l’universo umano con le sue arti e le sue scienze, se non quella Forza Che regola l’universo e Che ogni giorno offre all’uomo una goccia di umanità, di splendore, di eternità?

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti baha’i invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláh, Le Parole Celate, Arabo, n.2)

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2018-05-29T07:15:37+00:006 ottobre 2015|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , , |

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