Un’ecologia integrale basata sull’unità

di Arthur Lyon Dahl
Originale in Inglese tratto da bahaiteachings.org

Quarta parte della serie: L’enciclica di Papa Francesco e una prospettiva bahá’í

Un’ecologia integrale basata sull’unità

I Profeti di Dio devono essere considerati dei medici il cui compito è quello di favorire il benessere del mondo e dei suoi popoli e di guarire, mediante lo spirito dell’unicità, la malattia di un’umanità divisa. (Bahá’u’lláh, Spigolature, XXXIV)

Similmente a quanto Bahá’u’lláh, il Fondatore della Fede Bahá’í, fece nel XIX secolo e le istituzioni internazionali bahá’í hanno fatto più recentemente, la nuova enciclica papale, diagnosticata la malattia, descrive la fondamentale trasformazione di cui il mondo necessita per risolvere i suoi gravi problemi ambientali ed economici. Gli insegnamenti bahá’í e l’enciclica papale concordano che una serie di reazioni urgenti e parziali non saranno sufficienti a risolvere gli incombenti problemi di inquinamento, degrado ambientale e impoverimento delle risorse naturali:

Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico. (§111)

Se la crisi ecologica è un emergere o una manifestazione esterna della crisi etica, culturale e spirituale della modernità, non possiamo illuderci di risanare la nostra relazione con la natura e l’ambiente senza risanare tutte le relazioni umane fondamentali. …non si può proporre una relazione con l’ambiente a prescindere da quella con le altre persone e con Dio. (§119)

Non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo. (§118)

Ciò che sta accadendo ci pone di fronte all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione culturale. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma possono implicare dall’inizio alla fine di un processo diverse intenzioni e possibilità, e possono configurarsi in vari modi. Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane. (§114)

Non possiamo separare il cuore umano dall’ambiente circostante e dire che, una volta riformato l’uno o l’altro, tutto migliorerà. L’uomo fa parte del mondo. La sua vita interiore modella l’ambiente e ne è essa stessa profondamente influenzata. L’una agisce sull’altro e ogni durevole trasformazione della vita umana è il risultato di queste vicendevoli reazioni (Shoghi Effendi, da una lettera scritta a suo nome ad un singolo credente datata 17 febbraio 1933)

Gli inizi di questa trasformazione sono già evidenti. “L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente, come la nebbia che filtra sotto una porta chiusa.” (§112). Questo tema è stato approfondito anche nelle dichiarazioni della Bahá’í International Community alle Nazioni Unite, come, ad esempio, Ripensando alla prosperità: alternative alla cultura del consumismo (2010)

L’enciclica papale, nel capitolo 4, reclama un’ecologia integrale che consideri, con chiarezza, gli aspetti umani e sociali:

L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo. Non è superfluo insistere ulteriormente sul fatto che tutto è connesso. (§138)

Quando parliamo di ‘ambiente’ facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati… È fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura. (§139)

Ma nello stesso tempo diventa attuale la necessità impellente dell’umanesimo, che fa appello ai diversi saperi, anche quello economico, per una visione più integrale e integrante. (§141)

L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura, relazione indispensabile per poter creare un ambiente più dignitoso. (§155)

È toccante vedere il Papa sviluppare temi a cui molti di noi hanno dedicato le proprie vite e che riflettono così chiaramente l’approccio bahá’í:

Tutti devono vivere in unità e armonia: tutti sono gocce di uno stesso fiume, acque di uno stesso mare, brezze di uno stesso giardino, tutti sgorgano dalla stessa sorgente, tutti sono uccelli che si levano dalla stessa sommità, giacinti che adornano lo stesso parco, inebriati dallo stesso vino, con cuori rapiti dalla stessa melodia. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, traduzione personale)

Nella sua enciclica il Papa riconosce anche la necessità di azioni che si spingano al livello delle comunità locali e che rendano la scienza più accessibile. L’ecologia, nello studio dei problemi ambientali, deve porre maggiore attenzione alle culture locali favorendo un dialogo tra il linguaggio tecnico-scientifico e quello della gente comune. La cultura non è semplicemente ciò che abbiamo ereditato dal passato ma anche, e prima di tutto, una realtà attuale viva, dinamica e partecipativa che non può essere esclusa da un riesame delle relazioni tra esseri umani e ambiente. Questo include gli importanti contributi delle culture indigene e la necessità di maggiore partecipazione nella pianificazione urbanistica.

Prossimo titolo nella serie: Ambiente sostenibile e servizio al bene comune.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-05-26T11:58:00+00:002 settembre 2015|Categorie: Attualità|Tags: , , , , , , |

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