Sradicare la corruzione dal nostro sistema economico

di Arthur Lyon Dahl
Originale in Inglese tratto da bahaiteachings.org

Terza parte della serie: L’enciclica di Papa Francesco e una prospettiva bahá’í

Sradicare la corruzione dal nostro sistema economico

…è necessaria una soluzione dei problemi sociali e delle questioni economiche che comporti giustizia per tutti.. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, traduzione personale)

Nella sua recente enciclica su povertà e ambiente, intitolata ‘Laudato Sì’, il Papa menziona frequentemente problemi legati alla corruzione:

Quando è la cultura che si corrompe e non si riconosce più alcuna verità oggettiva o principi universalmente validi, le leggi verranno intese solo come imposizioni arbitrarie e come ostacoli da evitare. (§123)

L’enciclica critica i metodi e gli scopi della scienza e della tecnologia innalzati a paradigma epistemologico, con un riduzionismo nel quale i prodotti tecnologici costituiscono una cornice che finisce per condizionare lo stile di vita e definire le possibilità sociali lungo linee dettate dagli interessi di certi gruppi di potere. Il paradigma tecnologico è divenuto così dominante che sarebbe difficile privarsi delle sue risorse o, addirittura più difficile, utilizzarle senza lasciarsi dominare dalla loro logica interna. La specializzazione tecnologica rende difficile considerare la situazione complessiva:

La frammentazione del sapere assolve la propria funzione nel momento di ottenere applicazioni concrete, ma spesso conduce a perdere il senso della totalità, delle relazioni che esistono tra le cose, dell’orizzonte ampio, senso che diventa irrilevante. Questo stesso fatto impedisce di individuare vie adeguate per risolvere i problemi più complessi del mondo attuale, soprattutto quelli dell’ambiente e dei poveri, che non si possono affrontare a partire da un solo punto di vista o da un solo tipo di interessi. Una scienza che pretenda di offrire soluzioni alle grandi questioni, dovrebbe necessariamente tener conto di tutto ciò che la conoscenza ha prodotto nelle altre aree del sapere, comprese la filosofia e l’etica sociale. (§110)

Questo riferimento ad una scienza delle ‘grandi questioni’ rispecchia l’appello, nella comunità scientifica, per una nuova scienza della sostenibilità che sia interdisciplinare. Rispecchia anche gli insegnamenti bahá’í della fondamentale armonia tra scienza e religione che devono necessariamente concordare:

Qualsiasi credo religioso che non sia conforme con la ricerca e le prove scientifiche è superstizione. Per certo la scienza è ragione e realtà e la religione è, nella sua essenza, realtà e ragione pura, dunque le due devono corrispondere.
Un insegnamento religioso che sia in contrasto con la scienza e la ragione è invenzione ed immaginazione umana indegno di essere accettato, in quanto l’antitesi e l’opposto della conoscenza è la superstizione che nasce dall’ignoranza dell’uomo.  Se diciamo che la religione è opposta alla scienza, manchiamo di conoscere la vera scienza o la vera religione, in quanto entrambe sono fondate su premesse e conclusioni della ragione ed entrambe devono passarne il vaglio. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, 44, traduzione personale)

L’ampia critica del Papa alla corruzione si estende al sistema economico e alla facile accettazione dell’

…idea di una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia. Ciò suppone la menzogna circa la disponibilità infinita dei beni del pianeta, che conduce a ‘spremerlo’ fino al limite e oltre il limite. (§106)

Il Papa sostiene che l’assoluto potere del sistema finanziario può solo sfociare in nuove crisi:

La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo. (§189)

Il paradigma tecnocratico tende ad esercitare il proprio dominio anche sull’economia e sulla politica. L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano. La finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale …non sembrano preoccuparsi per un giusto livello della produzione, una migliore distribuzione della ricchezza, una cura responsabile dell’ambiente o i diritti delle generazioni future …non ci si rende conto a sufficienza di quali sono le radici più profonde degli squilibri attuali, che hanno a che vedere con l’orientamento, i fini, il senso e il contesto sociale della crescita tecnologica ed economica. (§109)

Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni. L’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora, soprattutto se pensiamo alla responsabilità che ci attribuiranno coloro che dovranno sopportare le peggiori conseguenze. (§161)

Gli insegnamenti bahá’í concordano e invocano una soluzione spirituale per le crisi economiche e la corruzione:

Nessun testo religioso dei profeti del passato parla di questioni economiche mentre questo problema è stato esaurientemente risolto dagli insegnamenti di Baha’u’llah. Sono state rivelate regole che assicurano il benessere e la prosperità di tutta l’umanità. Così come il ricco si gusta riposo e piaceri circondato dal lusso, il povero deve, parimenti, avere una casa, disporre di quanto necessario e non essere in miseria. Finché ciò non sia realizzato la felicità non può essere conseguita. Tutti sono uguali agli occhi di Dio; i loro diritti sono i medesimi e non vi è distinzione per anima alcuna; tutti sono protetti sotto la giustizia di Dio. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, traduzione personale)

Prossimo titolo della serie: Un’ecologia integrale basata sull’unità.

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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